domenica 13 settembre 2015

AETNACON 2015: CONVERSAZIONI SF IN SICILIA a cura di Fabio F. Centamore



Aetnacon 2015, conversazioni SF in Sicilia.

San Gregorio di Catania (CT), il venerdì pomeriggio di un undici settembre terso e caldo arriva nel momento meno adatto per me. Fra capo e collo, dopo una mattina incolore, passata alla ricerca di vecchi fantasmi nella Lentini vecchia. Arriva dopo un triste giovedì, affollato di ricordi che non combaciano con la realtà. Trappole mentali che, puntuali, scattano a sterilizzare ogni parvenza di velleità. Arriva dopo un convulso mercoledì pomeriggio di corse in macchina, attese all'aeroporto e cieli plumbei. Allerta meteo stonati e strombazzati su tutti i canali web, foto di piogge e allagamenti in cui Catania e Augusta sembrano Venezia. Eppure arriva. Quasi disturba insistendo con il suo stridulo richiamo disilluso. Uno stop, una strada stretta e trafficata, un divieto d'accesso e l'Aetnacon è lì. Fra mura barocche e auto quasi accatastate a bordo marciapiedi, Aetnacon 2015 c'è.

Day one.
Mi accoglie subito il volto sorridente di Rosaria Leonardi, segretaria della World SF Italia e una delle anime principali della convention. Mi mette al collo con orgoglio la targhetta da relatore. Un raggio di sole spazza via le nuvole, sorrido e penso alle Hawaii (chissà perché). Arriva poi l'abbraccio con Armando Corridore, curatore di "Fantasy & SF" Italia e organizzatore di Italcon, finalmente potremmo fare una piccola rimpatriata. Seguono anche gli abbracci di Claudio Chillemi, scrittore, saggista, insegnante e "pezzo grosso" di Aetnacon, e di Enrico Di Stefano (che ho conosciuto con gran piacere), presidente dell'associazione "Fondazione SF", nonchè saggista e scrittore. In sostanza, lo stato maggiore di Aetnacon al gran completo mi fa gli onori di casa. Ma è già tempo di iniziare i lavori e presentare il primo ospite. Zeid Mejri, artista di fumetti tunisino, ci parla della situazione nel suo paese, di come la satira a fumetti abbia contribuito a rovesciare pacificamente il regime. Ci fa capire come sia difficile far attecchire la fragile pianta dei "baloons" in una società in cui la raffigurazione visiva è considerata contro la religione. Con una disarmante semplicità, ci spega come la Tunisia voglia sentirsi europea e galoppare verso la modernità. Apro gli occhi verso un altro mondo, distante eppure simile, dall'altra parte del mare eppure in un'altra galassia.
Il tempo di un caffé non troppo veloce con l'amico Armando e subito torniamo ad accomodarci per ascoltare Enrico Di Stefano che parla di Ritorno a Friesland, il suo ultimo romanzo edito da Della Vigna. In un susseguirsi di isole che scompaiono, navigatori intrepidi e aviatori senza paura, scopro questo autore ha una personalità che prende e subito mi prende la voglia di acquistare il suo libro. Il pensiero della pila di libri ancora da leggere e recensire, tuttavia, mi redarguisce e mi costringe a rimandarne la lettura. Annoto mentalmente titolo e copertina e scrivo il memo sul mio smartphone. Ed ecco, subito dopo, Maurizio Manzieri. Fresco degli ultimi allori americani, l'artista napoletano (ebbene sì, anche lui del Regno delle due Sicilie) non si risparmia svelandoci addirittura le sue tecniche di lavoro. Commentando una serrata serie di immagini, ci illustra step by step la realizzazione del poster-manifesto dell'ultimo Lucca Comics. Dallo studio preliminare, al progetto, al disegno e alla rifinitura, prendono corpo davanti ai miei occhi i dischi volanti di frutteriana e lucentiniana memoria. Stavolta non solo atterrano proprio nella piazza principale di Lucca, ma la mettono perfino a ferro e fuoco. Affascinato dall'esposizione e dalla disponibilità di Maurizio, mi avvicino a salutarlo e rimango quasi travolto dalla sua graditissima esuberanza meridionale. Rimango sorpreso da tanto calore empatico che straborda dagli sguardi e dai gesti. Ma è soltanto la sorpresa iniziale. Scopro subito che Maurizio è una persona con cui conversare è piacevole e proficuo anche. In meno di un paio di minuti le nuvole residue vengono dissolte e mi ritrovo a far tesoro di una massima importante: "bisogna sapersi accontentare di quanto si ottiene dalla propria arte, mai crearsi grandi aspettative. Le aspettative creano solo continua e perenne insoddisfazione." 
I migliori consigli, le parole più confortanti, arrivano da chi meno ti aspetti. Ringrazio Maurizio, saluto tutti e torno a casa sotto un cielo al tramonto ma più sereno che mai. Peccato, mi perdo la presentazione del libro Lampaduza di Davide Cammarone, giornalista rai impegnato a seguire l'emergenza profughi a Lampedusa.

Day two.
È il mio giorno. Un risveglio di ultimi ritocchi alla presentazione di "Sogni Alieni", colazione frugale e si parte. Ritrovo lo stato maggiore dell'Aetnacon al gran completo e un Maurizio Manzieri più contento che mai del suo primo soggiorno in terra di Sicilia. Ci incamminiamo subito al bar (meno male che la colazione era stata frugale) e scopriamo in anteprima la nuova cover di "Asimov's SF Magazine". Un tripudio di colori e delicate forme orientali, l'ennesima "genialata" del nostro Maurizio, pur senza razzi e astronavi. Si inizia un po' titubanti ma di ottimo umore. Claudio Chillemi e Armando Corridore parlano del racconto scritto dal primo insieme a Paul Di Filippo e apparso l'anno scorso su "F & SF", The Via Panisperna Boys in Operation Harmony. Lo leggeremo presto in italiano nel prossimo numero di "F & SF Italia" già in preparazione, ci saranno anche dei contenuti che erano stati tolti dall'edizione americana. La notizia è ghiotta e la discussione è frizzante, si scherza sui costumi e le piccolezze italiche, sulle differenze linguistiche fra italiano e inglese. Ahimè, il tempo vola ed ora tocca a me. Introdotto da Enrico Di Stefano, salto in groppa al palco e inforco la chiavetta usb nel notebook di bordo. Non rimane che parlare del mio libro, dei molteplici ingredienti che ne compongono la mistura. Da Giordano Bruno, alla terra di Sicilia, alle discussioni e i consigli degli amici di "Cronache di un Sole Lontano". Mi solletica Claudio sulle mie esperienze di emigrante, rispondo con una lunga e triste disamina del mio periodo pisano (quando, nel lontano 1993-94, conobbi anche Armando). No, sono stato troppo lungo. Ora di lasciare il palco e la ribalta a chi ne è più meritevole. Il professor Fabio Viglianisi, infatti, ci illumina sulle caratteristiche biologiche e morfologiche delle varie specie aliene che la FS ci ha presentato. Con dovizia di particolari e metodo, il simpatico professore ci mostra come la biodiversità non esista solo nel nostro ecosistema ma si dipani anche per le vie del fantastico. Arriva, però, anche per lui il momento di lasciare il posto all'ultimo ospite della mattinata. Nicoletta Torregrossa, allieva del professor Viglianisi, parla del suo libro Fantasy La Custode dei Sogni, edito da Elpis Editrice. Dalla FS al Fantasy, il salto è intrigante e l'autrice dimostra anche un discreto talento come disegnatrice, tanto da ricevere anche i complimenti e il biglietto da visita di Maurizio Manzieri.
Il pomeriggio all'Aetnacon si apre con il botto. Rob Di Salvo, disegnatore Marvel e Disney, palermitano doc, apre le danze. Mi rendo conto di come anche in Sicilia il talento possa portare lontano con un minimo di fortuna. Nel caso di Rob, la fortuna si è presentata sottoforma di talent scout Marvel. Impegno e talento, a dispetto dell'età, proiettano Rob a lavorare per la più ambita casa editrice di fumetti. Tocca nuovamente a Claudio Chillemi e Maurizio Manzieri. Stavolta ci parlano dell'ultimo romanzo di Claudio edito da Della Vigna, Quel che resta della Kronos. Maurizio descrive com'è nata la cover del libro e quale ne sia il concetto di fondo, rappresentare in una sola immagine la FS televisiva. In effetti, spiega Claudio, il romanzo vuole proprio essere un omaggio alla FS televisiva e cinematografica. Come tale, l'autore ha disseminato il testo di citazioni nascoste dalla televisione o dai film e utilizzato un linguaggio prettamente televisivo. Aumenta la mia curiosità nel concludere la lettura di questo ciclo della nostra fantascienza, presto i lettori di CDUSL leggeranno la recensione che sto componendo sui tre volumi della Kronos. Ora del caffé, mi faccio accompagnare da Armando. Intavoliamo una bella conversazione sullo stato dell'editoria e sul fandom, su Pisa e su quanto è rimasto dei tempi nostri. Si fa buio, sono riuscito a fare più tardi di ieri. Dovrò perdermi la premiazione dell'attore catanese Mario Opinato e il collegamento skype con Magnacavallo (Mantova), in cui il professor Saro Sapienza affronterà la questione dei flussi migratori e dell'emergenza senza fine che stiamo affrontando. A malincuore, saluto i nuovi amici e quelli ritrovati qui a San Gregorio.
Tornando alla macchina carico di gadget, oltre che di rinnovato entusisamo, mi ritrovo faccia a faccia con la mole scura dell'Etna. Le linee buie delle piccole cime vulcaniche contrastano con il vermiglio scuro del cielo, come in un prolungato saluto al sole ormai scomparso. Speriamo anche nell'anno prossimo.

Fabio F. Centamore

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