sabato 2 agosto 2014

IL SOLE DEI SOLI di Karl Schroeder

E' ormai abitudine di questo blog e dei suoi collabolatori  mettere subito in evidenza le opere più significative che escono in Italia. Oggi tocca al nuovo romanzo pubblicato da Zona42, la piccola e coraggiosa casa editrice fondata da Giorgio Raffaelli, che si pone come scopo proprio quello di lanciare nel nostro paese opere ed autori ancora poco noti ma già affermati all'estero. L'amico Arne Saknussemm ci parla dunque dell'avvincente e caleidoscopico "Il sole dei soli" di Karl Schroeder, ottimamente tradotto da Silvia Castoldi e Marco Passarello.

La piccola e nuova casa editrice Zona 42 ha da poco pubblicato "Il Sole dei Soli", primo romanzo di Karl Schroeder  tradotto in italiano.
"Il sole dei Soli" è un'esuberante Space Opera ed il suo autore è indubbiamente uno tra gli autori più interessanti della sua generazione. Nato in Canada nel 1962, nella stessa piccola comunità Mennonita del sud Manitoba che ha dato i natali al grande Alfred E. Van Vogt, Schroeder ha contribuito in maniera sostanziosa all’evoluzione della Space Opera, aggiornandone i contenuti e portandola nel 21mo secolo, ed ha già collezionato una serie di premi “minori” nell’ambito della Science Fiction. “Il Sole dei Soli” è stato finalista al “Campbell Memorial”, si è classificato 9° al “Locus” ed ha ricevuto una nomination al premio “Aurora”.
Questo romanzo stupisce indubbiamente per l'enorme ed accurato lavoro di world-building.
La vicenda è ambientata su Virga, che è una sfera d’aria di dimensioni planetarie racchiusa all’interno di un sottile guscio di fullerene. Su Virga dunque non c’è gravità. Al suo interno fluttuano (spinte da correnti convettive o da delicati equilibri tra piccoli corpi) le Nazioni di Virga, costituite da enormi città costruite su cilindri rotanti (nelle città è dunque presente una sorta di gravità). Gli enormi spazi aperti di Virga sono attraversati da quanto di più strano e meraviglioso si possa immaginare: fattorie fluttuanti, laghi (sotto forma di enormi bolle acquose), montagne, foreste, case, enormi entità biologiche, stormi di pesci piumati volanti, detriti, città nascoste, enormi sargassi di materia oscura, navi di legno (con un gusto estetico molto steampunk), vascelli pirata, enormi iceberg e stalattiti di ghiaccio, ed ovviamente i "Soli". Al centro di Virga c’è  difatti Candesce, il Sole dei Soli, fonte di luce e principale fonte energetica di Virga. Candesce non è una stella, ma un “sole artificiale” costruito (grazie a tecnologie sconosciute) dalla “Natura artificiale”. All’interno di Virga esistono poi dei Soli secondari, più piccoli, costruiti prelevando i componenti necessari direttamente da Candesce. Un piccolo sole privato è essenziale per ogni nazione che desideri essere padrona del proprio destino perché da esso si può trarre tutta l'energia necessaria alle città , si illumina e si riscalda la nazione, si può lavorare il ferro ed il legno: insomma controllare l'energia è sinonimo di potere. Le piccole nazioni senza Sole vivono all'ombra dei padroni più forti cercando di cogliere i raggi luminosi che si perdono nello spazio. Là dove la luce non riesce ad arrivare c'è l'inverno, una vasta zona di aria fredda non adatta alla vita e rifugio di pirati e derelitti. La società descritta da Schroeder è complessa ed ha al suo interno delle rigide gerarchie e divisioni sociali molto simili ai sistemi delle caste.
Nonostante le meravigliose stranezze di Virga, capaci di suscitare nel lettore il tanto caro sense of wonder, Schroeder riesce a costruire un mondo scientificamente plausibile. Come dichiara lui stesso, nel ciclo di Virga si limita ad usare “scienza vecchia”: nella serie non compare infatti nessuna scoperta scientifica successiva al 1940.
Volevo mostrare che c’è ancora molto da scoprire e da inventare nella SF, anche se ci limitiamo a ciò che sapevamo cento anni or sono” (Karl Schroeder intervistato da Kim Addonizio; tratto dall’ottima introduzione a “Il Sole dei Soli” di Davide Mana).
Ma la splendida Virga non è l'unico motivo di interesse del romanzo.
Schroeder pesca a piene mani dai romanzi sui pirati più che dalla fantascienza militare  ed afferma di aver scritto "Il Sole dei Soli" pensando a "Master and Commander". Sono tante le scene di battaglia che troviamo nel romanzo: dalle enormi battaglie tra flotte di navi ai combattimenti corpo a corpo in caduta libera, fino ai classici duelli, e non mancano tesori nascosti con tanto di mappa, isole misteriose, scontri e colpi di scena continui.
Il romanzo narra le vicende di Hayden Griffin, un ragazzo che ha perso i genitori nella guerra tra la sua piccola fazione e la nazione di Slipstream. Hayden cercherà vendetta, e per realizzare i suoi piani entrerà a stretto contatto col nemico, seguendolo in una impresa senza precedenti volta a modificare l’essenza di Candesce, in modo da permettere a Slipstream di sconfiggere le nazioni con cui è in guerra. Hayden imparerà a conoscere se stesso, il mondo nel quale vive e l’animo umano; incontrerà l’amicizia e l’amore, vedrà amici diventare nemici e nemici diventare amici, imparerà a separare il politico dal personale, a guardare oltre al passato ed al presente perché finalmente vedrà la possibilità di un futuro, in un turbinoso vortice di avventure e colpi di scena.
Karl Schroeder è uno scrittore molto abile, la sua tecnica narrativa è fine e qualitativamente superiore alla media. Il romanzo forse non decolla immediatamente, ma dopo le prime 20-30 pagine veniamo risucchiati in un mondo ed in una storia che non danno tregua: siamo lì a contemplare le meraviglie di Virga, scenari incredibili si aprono sotto ai nostri occhi, immagini di rara forza e bellezza, particolari suggestivi. Ci appassioniamo alle vicende dei personaggi, tutti ben caratterizzati e tutti a loro modo interessanti, seguiamo con trepidazione l'esito delle battaglie. Insomma un romanzo che non dà scampo.
Tra le pieghe dell’avventura Karl Scroeder riesce anche ad affrontare delicati temi politici e sociali e questo rende la lettura ancor più stimolante.
 Due note infine sul ciclo nel suo insieme.
“Il Sole dei Soli” appartiene al ciclo di Virga, ciclo formato da 5 romanzi:
Sun of Suns (2006)  [“Il Sole dei Soli” Ed. Zona 42]
Queen of Candesce (2007)
Pirate Sun (2008)
The Sunless Countries (2009)
Ashes of Candesce (2012)
“Il Sole dei Soli” è in effetti una sorta di introduzione al ciclo, sebbene l’avventura abbia un suo inizio ed una sua fine. Nel romanzo faremo  conoscenza con personaggi il cui destino sarà scoperto solo nei seguiti; inoltre l’autore inserisce all’interno della narrazione una serie di elementi di forte impatto che restano li sospesi e che troveranno la naturale evoluzione nei seguenti romanzi. Si accenna ad un mondo esterno a Virga nel quale l’uomo sembra non esistere più e dove domina la “Natura artificiale”, popolato da “fantasmi”, da “persone-stanza cinesi”, da intelligenze artificiali e post umani disincarnati, si accenna ad un piano per la conquista di Virga … insomma sono tanti i motivi per leggere questo romanzo e per sperare nella pubblicazione dei restanti romanzi del ciclo. Da Zona 42 ci fanno sapere che è loro intenzione pubblicare altri romanzi della serie, possibilmente con cadenza annuale. “Queen of Candesce” dovrebbe uscire infatti intorno a giugno/luglio 2015.
Karl Schroeder ha dichiarato: “Principalmente ciò che volevo fare coi libri di Virga era mostrare la fertilità della Fantascienza”, e “Il Sole dei Soli” lo fa con forza, con entusiasmo ed in maniera molto intelligente.
 P.S. Il secondo romanzo di Schroeder, “Ventus”, uscito nel 2000 , è scaricabile gratuitamente dal sito dell’autore.
E se volete leggere qualcos’altro di Karl Schroeder dovete procuravi “12 Inframondi” (Urania; Year’s best SF 2009 di Hartwell & Cramer), “Graffiti nella biblioteca di Babele” (Urania Millemondi; Year’s best SF 2011 di Hartwell & Cramer) ed “Il fantasma di Laika” (Urania Millemondi; Year’s best SF 2012 di Hartwell & Cramer), antologie che contengono rispettivamente i racconti “Contenimento” (Mitigation, 2008), Dalla lontana Cilenia (To hie from far Cilenia, 2010) ed “Il fantasma di Laika” (Laika’s ghost, 2011).
 Arne Saknussem

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