martedì 8 ottobre 2013

CREATURA DEL FUOCO di Ian Watson

Ian Watson è uno degli autori più originali e interessanti prodotti dalla fantascienza britannica. Ciò premesso, va anche detto che è un autore estremamente prolifico e non sempre le sue storie (soprattutto i romanzi) sono all'altezza delle idee di base. Ribadisco ancora che personalmente lo preferisco nei racconti e nei romanzi brevi, anche se ci sono alcune sue opere lunghe decisamente importanti, come The Embedding (il suo primo romanzo), The Jonah Kit (inedito) e L'altra faccia degli UFO. L'amico Arne Saknussemm ci parla qui di Creatura del fuoco, appena apparso su Urania.
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Dalla quarta di copertina:
"Che un rettile fiammeggiante esista davvero a Tynemouth, e che spii dalle caverne inviando segnali paranormali sotto la crosta sottile d’Inghilterra, sembra la trama di un romanzo. Invece lo psichiatra John Cunningham deve ricredersi e ascoltare molto attentamente i discorsi di Tommy, un paziente schizofrenico che comincia a raccontargli un’esistenza precedente. Il medico-scrittore si trova di fronte a un’ipotesi sconcertante: che una leggenda locale, la Creatura di Lambton, non sia affatto il frutto di una fantasia malata ma degli esperimenti parabiologici compiuti da Raimondo Lullo. Con conseguenze molto pericolose per il mondo di superficie…"
"Ian Watson è il più interessante scrittore di idee della SF britannica o, più precisamente, è l'unico scrittore di idee della SF britannica.", questo diceva James G.Ballard sul finire degli anni '70.
Io ho cominciato ad apprezzare la sua opera un anno fa' circa, rapito dalla lettura del suo "The Martian Inca", uscito nel 1977 (edito da Urania col titolo "Gli Dei invisibili di Marte") e la mia ammirazione per l'autore britannico è aumentata con la lettura di "Miracle Visitors", del 1978 (uscito in Italia col titolo "La doppia faccia degli UFO" per Urania e "L'enigma dei visitatori" per le Edizioni Nord).
I 2 romanzi in questione sono effettivamente pregni di idee interessanti e non si limitano a raccontare una storiella di alieni ed astronavi ma vanno ben oltre, offrendo punti di vista originali ed inediti nonchè interessanti interpretazioni e variazioni degli stilemi della SF. La sua è una SF piena di simbolismi, onirica e metafisica, che affonda le radici in aree del sapere umano quali filosofia, psicologia e parapsicologia e alchimia e che investe scienze come le religioni ed i riti magici e tribali.
Un modo di fare SF molto particolare e per questo Ian Watson è uno di quegli autori che si amano o si odiano.
Avendo amato i due romanzi suddetti mi sono accostato con molto entusiasmo alla lettura di questo "Creatura del fuoco", romanzo uscito nel 1988 col titolo "The Fire Worm" e finora inedito in Italia.
Il protagonista di "Creatura del fuoco" è uno psicologo ed autore di romanzi horror, ha una doppia personalità ed utilizza una tecnica chiamata TVP (Terapia delle Vite Precedenti) per guarire i suoi pazienti, ed è così che si imbatte in un ragazzo la cui vita è in qualche modo legata a una misteriosa creatura immonda. Attraverso l'ipnosi comincia un'indagine che lo porta, seguendo le precedenti vite del ragazzo, indietro nei secoli fino ad arrivare al 1300.
La storia, fin dalle prime pagina, si intreccia col sesso e con qualcosa che terrorizzava il mondo alla fine degli anni '80: l'AIDS.
Diciamo subito che questo romanzo non ha nulla che fare con la SF, nemmeno lontanamente.
E' più che altro catalogabile come "Horror".
E per essere un horror, a mio parere, scarseggiano le parti realmente suggestive ed in più si intuisce fin dall'inizio dove andrà a parare l'autore.
La narrazione è poco fluida, appesantita da tanti personaggetti secondari che scompaiono dopo poche pagine ma che vengono descritti con dovizia di particolari e dalla descrizione di fatti che poco o niente hanno a che fare con la storia.
Tutto sommato anche la storia è inconsistente, sconclusionata, banalmente prevedibile.
Peccato perchè l'idea di fondo non è niente male ed in certi passaggi davvero belli emerge il Watson che amo... ma per quanto belli questi sprazzi narrativi sono troppo pochi e troppo brevi per salvare un romanzo di oltre 200 pagine.
Noioso, non potrei consigliarne la lettura.
Arne Saknussemm

6 commenti:

  1. A me questo romanzo ha lasciato dei dubbi. Vedo che a qualcuno invece ha lasciato delle certezze, ma in negativo!

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    1. Non ho ancora letto questo romanzo, ma spesso Watson mi ha deluso, soprattutto nei romanzi. Ha delle buone idee ma spesso le porta avanti in meniera confusa o inconcludente. Nei racconti invece riesce meglio. Comunque ognuno ha diritto ai propri gusti e so che Watson ha un certo seguito nel nostro paese.

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    2. Bè, è una fortuna che la si pensi in maniera diversa, dopotutto non stiamo parlando di geometria.
      A mio avviso non si dovrebbero MAI avere dubbi: non si deve dubitare delle emozioni che si provano durante la lettura di un romanzo.
      Nello stesso tempo bisognerebbe SEMPRE dubitare perchè è impossibile, anche dopo 5 riletture di un romanzo, fare propria un'opera sulla quale l'autore ha lavorato mesi (se non anni), riuscire a cogliere al 100% quello che l' autore voleva comunicare.
      Consideriamo però che stiamo parlando di romanzi di genere (e non della Critica alla ragion pura) e dal romanzo di genere ciò che si vuole sono emozioni che durano il tempo di una lettura; grazie a dio ci sono autori che vanno oltre e dopo le emozioni della lettura riescono a lasciare il segno, a comunicare qualcosa, ad accarezzare l'anima, ad arricchire il lettore ed è proprio grazie a questi autori che mi sono innamorato della SF.
      Io leggo tantissimi blog di appassionati di SF e devo dire che quelli meno interessanti sono , ovviamente, quelli nei quali il blogger si limita a fornire dati biografici, breve sunto del romanzo in questione e qualche aneddoto; al contrario quelli più interessanti sono , a mio avviso, quelli scritti da blogger che non hanno paura di esprimere le loro opinioni, che si fidano delle proprie emozioni... dopotutto senza un confronto di questo tipo la critica si appiattirebbe, non ci sarebbe scambio ne crescita.
      Un esempio: Matheson ed il suo "3 millimetri al giorno". Inutile ripetere quanto sia importante l'autore e la sua opera, l'influenza che questo romanzo ha avuto eccetera eccetera... io l'ho letto e mi ha annoiato a morte, davvero insopportabile e non mi vergogno a dirlo ne a scriverlo. Ed è grazie a questo modus operandi che sono entrato in contatto con un paio di appassionati che hanno i miei stessi gusti (mi rispecchio nei loro commenti come loro nei miei).
      Su uraniamania potete leggere i miei commenti (non sono recensioni) a TUTTI i romanzi di SF che ho letto; adesso ne compare qualcuno anche su questo sito e per me è un grande onore visto che stimo (professionalmente) Sandro Pergameno da diversi anni e 2 sue antologie mi hanno aperto la strada alla SF.
      Sandro pubblica quello che scrivo ed io scrivo quello che penso, e credo che questo è ciò che vuole sapere il fruitore del blog, il quale dovrebbe dare per scontato il fatto che si tratti di opinioni di una persona diversa da lui. Scrivo per mio piacere e per avere un confronto.
      Ripeto: nella vita ci sono pochissime certezze ed io non voglio dubitare delle mie emozioni ne aver paura di esprimerle, anzi cerco un confronto.
      E mi scuso con chi legge (in questo caso tu) se posso aver dato l'impressione di possedere la verità ed elargirla a piene mani, mi scuso se non scrivo continuamente "secondo me" ma lo do per scontato.
      Sarebbe bello se tu (ed anche altri) esprimessi i tuoi dubbi in questa sede, potremmo avviare un confronto che non potrebbe che fare del bene a tutti i partecipanti alla discussione.
      Ciao !!

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    3. Innanzitutto scusa se rispondo con tanto ritardo.

      I miei dubbi su questo romanzo riguardano il fatto che è così frammentato con da una parte la storia dello psichiatra dalla doppia personalità, dall'altra quella delle vite passate dei suoi pazienti e Tony in particolare, che a loro volta spezzano la narrazione.

      È vero che c'è il filo conduttore della Creatura di Lambton ma mi è parso che il libro finisse per essere più una raccolta di racconti collegati che un romanzo. Forse avrebbe avuto bisogno di sviluppare maggiormente le varie parti per armonizzarle.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. bravo Arne. Hai esposto in maniera precisa e chiara qual è lo scopo del blog: fornire pareri, indicazioni e informazioni agli altri lettori in modo da aiutarli nelle loro scelte future. Non sarebbe corretto pubblicare solo recensioni positive: purtroppo non esistono solo capolavori assoluti. A volte è meglio esprimere dubbi o pareri più o meno negativi , sempre nei limiti della correttezza e della buona educazione.

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