mercoledì 25 settembre 2013

INCONTRO CON JOHN STITH


Tempo fa' John Stith mi aveva avvisato che sarebbe passato da Roma il 24/25 settembre con sua moglie Karen, e mi aveva detto che avrebbe avuto piacere di incontrare gli appassionati romani di fantascienza, genere cui ha dedicato gran parte della sua attività di scrittore (se non erro, ha al suo attivo nove romanzi).
John è un ottimo autore di fantascienza "hard" sulla scia di gente come Niven e Clarke: di solito le sue opere sono condite però da una buona dose di mystery, e riescono a fondere in maniera efficace il genere giallo con la fantascienza più pura. Ambientate su colonie spaziali L-5 (mondi artificiali creati dall'uomo che ruotano attorno ai pianeti), come ad es. l'ottimo Memory Blank (uscito su Urania come Vuoto di memoria ), o su gigantesche stazioni orbitanti, come l'inedito Reckoning Infinity, o ancora nel sottosuolo ristrutturato di mondi privi di atmosfera, come l'altro ottimo inedito Reunion on Neverend, riescono a catturare mirabilmente il "sense of wonder" della fantascienza tradizionale.
 John, che ha ripreso da poco a scrivere dopo un periodo personalmente travagliato, sta ora collaborando alla sceneggiatura per una serie web e televisiva tratta da alcuni suoi racconti incentrati sulla figura dell'investigatore Nick Naught, personaggio che si ispira a classici come Philip Marlowe ed ebbe un certo successo negli States intorno agli anni novanta.
Il suo romanzo più importante rimane a mio avviso Manhattan Transfer, ( pubblicato in Italia dalla Nord su Cosmo Argento con il titolo La città sull'orlo del nulla) che racconta la vicenda di un pezzo di New York (Manhattan appunto) troncato dal resto della città e portato via nello spazio da alieni sconosciuti per motivi ignoti. Da ricordare anche l'ottimo Redshift Rendezvous (apparso su Urania come Astronave Redshift), sul tema classico dei problemi relativistici sulle astronavi che viaggiano a velocità superiori o vicine a quella della luce.
Ieri ci siamo dunque incontrati con John e sua moglie Karen al Caffè Letterario di Via Ostiense, a Roma. L'incontro è andato molto bene e i due ospiti americani si sono rivelati persone squisite e simpatiche. Ma gli amici romani (peraltro tutta gente affermatissima nel mondo della fantascienza) sono stati all'altezza della situazione. Soprattutto Massimo Mongai, autore illustre e personaggio eccezionale, Umberto Rossi, esperto e critico di fama internazionale sull'opera di Philip Dick, e il vivacissimo Francesco Verso, altro autore italiano di indubbio rilievo, hanno dato vita a un dialogo scoppiettante che ha svariato su tutti gli argomenti della fantascienza e del mondo odierno (con qualche excursus sulla politica italiana e internazionale...).

Ecco qui la foto che ci ritrae insieme a John Stith e alla sua simpaticissima consorte Karen al Caffè Letterario di via Ostiense. Da sinistra a destra in basso Lanfranco Fabriani (due volte premio Urania), Massimo Mongai (anche lui vincitore di un premio Urania), John e Karen. in alto Marc Welder (autore del cybernoir Pandemona), Francesco Verso (fresco vincitore di vari premi con il suo Livido), Umberto Rossi, e il sottoscritto.

2 commenti:

  1. John si è rivelato uomo semplice e alla mano; la moglie addirittura parla italiano (cosa che in America non è così comune...). Ne è risultato un bel pomeriggio, e ora mi sento in colpa per non aver letto niente di suo, ma sicuramente rimedierò al più presto!

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  2. Che peccato non aver potuto partecipare a questa bella serata con questa bella gente !!
    Sarà per la prossima ....
    :-)

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