domenica 29 gennaio 2017

TUTTO INIZIA DA O e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni

"Ma dimmi, come ti fai chiamare ora?"
"Ciro."
"Complimenti per la fantasia. Come cognome hai scelto Esposito?"
"Spiritoso" rispose Ciro, risentito. "Sentiamo, tu invece"?, domandò, cercando di sviare la discussione.
"Mi chiamo Florean Popescu."
"Anche tu non scherzi: un barbone con un nome romeno non si era mai visto."
I due si fissarono negli occhi per un lungo istante, poi scoppiarono a ridere.
(da La Commedia dell'Arte di Francesco Nucera)

Il Trofeo RiLL – Riflessi di Luce Lunare del 2016 ha impegnato duramente la giuria: quasi quattrocento i racconti di fantascienza, fantasy o "semplicemente al di là del reale" inviati. Al termine della scrematura, sono stati selezionati i migliori cinque. Seguendo una prassi ormai consolidata, a questi lavori sono stati aggiunti altrettanti racconti vincitori di contest internazionali, da Irlanda, Spagna, Regno Unito, Australia e Sud Africa. Infine neanche quest'anno è mancato l'appuntamento con "Sfida", il concorso parallelo destinato agli autori che siano giunti almeno una volta in finale al RiLL: tema dell'occasione "Re Mida".
In primis si nota la buona qualità dei racconti, una caratteristica delle antologie RiLL che si mantiene costante con il passare degli anni, e sebbene si passi spesso da un genere all'altro, con significative variazioni di stile e situazioni, la fruizione dell'opera nel suo complesso non ne risente negativamente.
In particolare due sono i racconti che hanno colpito chi scrive. Tra quelli in italiano, La Commedia dell'Arte del milanese Francesco Nucera piacerebbe per trama e contenuti a uno scrittore come Neil Gaiman: originale, divertente e ben scritto, con l'unico difetto di essere troppo breve. Le idee che ne stanno alla base potrebbero benissimo svilupparsi in un romanzo di ampio respiro, in grado di rivaleggiare per fascino con libri del calibro di "Nessun dove" e "American Gods". Altrettanto potente e ancor più visionario è Carta, sasso, incisivi dell'inglese David Cleden, non a caso vincitore del James White Award del 2016. Ottimamente tradotta da Emiliano Marchetti, questa storia immerge il lettore in un contesto fanta-horror dove una ripetuta, orrenda mutazione fisica scandisce gli eventi e l'esistenza stessa dei protagonisti, sino al finale sorprendente. Anche in questo caso la forma breve non rende giustizia alla bravura dell'autore.
Ovviamente non si possono non spendere due parole anche sul racconto che ha vinto il trofeo, arrivato alla sua ventiduesima edizione, e ha pure dato il titolo al libro, quel Tutto inizia da O del vercellese Maurizio Ferrero che, con una piacevole storia di fantascienza, rende omaggio al colorato e spumeggiante mondo dei giochi di ruolo.

Indice dell'antologia:
Tutto inizia da O, di Maurizio Ferrero (vincitore del XXII Trofeo Rill).
Gartu, di Davide Jaccod (secondo classificato del XXII Trofeo Rill).
Prova di recupero, di Luigi Rinaldi (terzo classificato del XXII Trofeo Rill).
La transazione del secolo, di Francesca Cappelli (quarto classificato del XXII Trofeo Rill).
La Commedia dell'Arte, di Francesco Nucera (quarto classificato del XXII Trofeo Rill).
Lustbader, di Ron Schroer (secondo classificato all'Aeon Award Contest 2014, Irlanda).
L'arca di Pandora, di Chus Alvarez (vincitrice del Premio Visiones 2016, Spagna).
Carta, sasso, incisivi, di David Cleden (vincitore del James White Award 2016, Regno Unito).
Fratello, di Rue Karney (vincitore dell'AHWA Short Story Competion 2016, Australia).
10, di Michael Hardaker  (vincitore del Nova Short Story Competition 2015, Sud Africa).
Tocco Magico, di Alain Voudì (concorso Sfida).
Il Nero, di Rosalba Risaliti (concorso Sfida).
L'Oro della Città, di Alberto Tarroni (concorso Sfida).
Il tocco di Roscia, di Michele Piccolino (concorso Sfida).
RE Mida, di Massimiliano Malerba (concorso Sfida).

AA.VV. TUTTO INIZIA DA O E ALTRI RACCONTI DAL TROFEO RiLL E DINTORNI, edizioni Wild Boar, collana RiLL - Mondi Incantati, 196 pp., 2016, prezzo 10,00 €.

Stefano Sacchini

 

lunedì 23 gennaio 2017

A VOLTE SI MUORE di Claudio Vergnani

In una città dove intere aree erano preda di criminali e maniaci, di bande mascherate, di stupratori seriali e pazzi sbandati, e sotto il controllo di gangster in doppiopetto, si muoveva un assassino misterioso e invisibile chiamato il Bisbiglio. La leggenda voleva che solo i morti che si lasciava dietro – straziati e oltraggiati – potessero vederlo. Infliggeva una fredda violenza e una studiata crudeltà, muovendosi con astuzia nel buio e nel silenzio. Colpiva quando le sue vittime erano ignare, indifese o deboli. Oppure, al contrario, quando erano certe di essere al sicuro. E, quel che era peggio, non comprendevamo nemmeno perché lo facesse. Non eravamo un passo indietro, eravamo proprio anni luce distanti. Eppure, in qualche modo, sentivamo che il cerchio ci si stava stringendo intorno, che alla fine, in un modo o nell’altro, lo avremmo visto anche noi…

Ogni nuovo libro di Claudio Vergnani è un nuovo esplorare, spazia dal genere vampiro con la trilogia Il 18° vampiro, Il 36° giusto e L’ora più buia al genere distopico con La sentinella e La torre delle ombre, fino al genere horror con Lovecraft Innsmouth, fornendoci il panorama di un autore prolifico alla ricerca sempre di nuovi stili.  A VOLTE SI MUORE è un giallo con una leggera venatura di thriller, e con quest’ultima opera Vergnani aggiunge un altro tassello alla sua produzione letteraria; il romanzo presenta inserti distopici (ma oggigiorno la distopia sembra mischiarsi con la realtà, con tutto quello che sta accadendo) e l’autore riesce, come sempre, nel suo intento, nel suo cammino di evoluzione: suo desiderio è quello di migliorare continuamente, cambiando sempre il genere narrativo, lo sfondo, evitando il ripetersi di quegli stereotipi che sono ormai diffusi nella maggior parte della produzione letteraria. È dunque un giallo anche se non nel senso classico del termine, in quanto non appaiono commissari, ispettori: sono i due protagonisti, Claudio e Vergy (già presenti in altri romanzi) che si metteranno ad investigare (con i loro metodi non sempre ortodossi) alla ricerca di un killer chiamato il Bisbiglio, capace di commettere efferati omicidi senza mai essere visto. Si narra in città che di lui si possa udire solo un bisbiglio, e chi lo dovesse udire avrà i minuti contati.
La bellezza del romanzo è nelle molte letture che si trovano: un primo livello è la storia in sé, un mix di giallo-thriller –azione che ci lascia col fiato sospeso nella ricerca del killer il Bisbiglio, una storia avvincente, ricca di tensione, dove ai momenti leggeri (gli scambi di battute tra Claudio e Vergy) si alternano momenti  di cupezza, di crudeltà, da stati di malinconia, da un insieme di sfumature di grigio. Un secondo livello si apre davanti al lettore con la straordinaria descrizione dei personaggi, sia quelli principali che quelli destinati al ruolo di “figuranti”. Ognuno diverso dall’altro, tutti estremamente realistici, nella loro bellezza e nel loro orrore, con un loro passato, con emozioni, dolori, rabbia, con l’essere vivi. Un terzo livello lo si trova nell’abilità con la quale vengono descritti i luoghi, la città, la sua periferia, il mondo stesso, dove la povertà, la miseria (umana), la disperazione, la barbarie, la differenza tra ricchi e poveri è molto evidente, e chi legge sente di farne parte. Ma è solo frutto di fantasia, oppure la sua “realtà” altri non è che quella che leggiamo sulle prime pagine dei giornali, che vediamo al telegiornale?  
È su questo livello, poi, che subentra uno dei temi (altri ce ne sono) molto forte. La solitudine, la disperazione, l’annichilimento della persona come tale, spingendo a chiedersi se non sia meglio –rispetto alla realtà che si vive-  farla finita. Manca il coraggio di farlo, oppure è con il coraggio che si affronta la vita, comunque questa sia? Ogni sua storia ha all’interno un suo pensiero, un suo filo conduttore, un messaggio che vuole comunicare ai lettori, e uno dei piaceri nel leggerla è trovare questo filo e seguirlo.
“Tolsi di tasca il telefono e lo appoggiai sul tavolo. Entrai nella rubrica e rimasi in contemplazione del numero di Rita. Avvertivo un bisogno fisico di udire la sua voce. Avvicinai l’indice all’icona della chiamata. Poi pensai a ciò che mi aveva detto. All’idea che si era fatta di me. A come aveva compreso –più di me, meglio di me- che ero solo un uomo semplice che negli ultimi anni si era trovato a misurarsi nella lotta unicamente perché costretto. Aveva capito quanto mi fosse facile abbandonarmi a quella corrente impetuosa che pure detestavo. Se l’avessi chiamata avrei rovinato l’idea che sei era fatta di me, preferivo serbasse il ricordo che aveva.”
Chi scrive non racconterà come termina il romanzo, lasciando il piacere di scoprire se Claudio e Vergy riusciranno a catturare il Bisbiglio (ed eventualmente a quale prezzo…). Quel che si vuole sottolineare è che il piacere di leggere A VOLTE SI MUORE è molteplice, come i suoi livelli di lettura.
Sono davvero pochi quei libri che, leggendoli, ti possano divertire, appassionare e far riflettere. Questo è uno di quelli.
  
Si consiglia a tutti la lettura.
  
Claudio Vergnani è nato a Modena nel 1961. Conseguita la maturità classica, s'iscrive a giurisprudenza che lascia dopo qualche anno. Passa quindi da un mestiere all’altro – carriera militare, palestre di body building, ditte di trasporti, agenzie di pubblicità, società di consulenza – sempre perennemente fuori parte e costantemente in fuga. È autore de Il 18° vampiro (Gargoyle, 2009), Il 36° giusto (Gargoyle, 2010), L’ora più buia (Gargoyle, 2011), Per ironia della morte (Nero Press, 2013), I vivi, i morti e gli altri (Gargoyle, 2013), Lovecraf’t Innsmouth (Cthulhu apocalypse Vol. 1 2015, Dunwich Edizioni, versione ebook), La sentinella (Gargoyle, 2015), Lovercraf’t Innsmouth il romanzo (Dunwich Edizioni, 2015), La torre delle ombre (Nero Press, 2016).

Claudio VERGNANI, A VOLTE SI MUORE, 475 pagine, editore Dunwich Edizioni, 2016, prezzo 14,90 € (cartaceo) e 3,99 € (ebook).


Andrea Di Carlo

 

venerdì 13 gennaio 2017

TERRA INCOGNITA di Ian McDonald



- Gioco a football. 
- Davvero? E in che ruolo?
- Portiere.
- Ah, quel gioco.
- Perché, di quale gioco parli?
- Il rugby, quello sì che è roba da uomini. Il calcio, be', è per i fighetti e i mollacchiosi, no?
- Non là da dove vengo io. Nel mio mondo, il calcio è un gioco da ricchi praticato da teppisti, il rugby è un gioco da teppisti praticato da ricchi
(trad. di Alessandro Vezzoli)

Dalla quarta di copertina:
Tejendra Singh, il fisico che ha scoperto il modo di mettere in comunicazione le varie Terre del multiverso, viene rapito sotto gli occhi del figlio, il giovane Everett Singh. Everett è a sua volta un genio della logica e dell’informatica e decide di partire in cerca del padre. Ma partire per dove? Innanzitutto bisogna recuperare la mappa degli universi elaborata dal dottor Singh e trovare il luogo in cui tutte le realtà coesistono e le verità di ogni mondo si sommano. Everett scopre la porta che apre l’ingresso a n dimensioni e si avventura da un mondo all’altro in cerca di Tejendra. Un crocevia tra percorsi infiniti, dalla Londra che conosciamo a una teoria di città-labirinto ancora invisibili.


Con la versatilità che contraddistingue molti scrittori anglosassoni, Ian McDonald presenta in Italia, grazie alla collana Urania, la serie per ragazzi Everness, di cui TERRA INCOGNITA (Planesrunner, 2011) costituisce solo il primo capitolo.
Esibendo il worldbuilding accurato che il lettore ha già potuto apprezzare in romanzi come "Il fiume degli dei" (River of Gods, 2004), l'autore di Manchester (classe 1960) si rivolge con quest'opera a un pubblico decisamente più giovane, anche se la storia può soddisfare un palato più maturo, specie se in cerca di facile svago. Siamo di fronte a un libro pienamente Young Adult, intelligente e ben scritto, ricco di azione, dialoghi scorrevoli e figure facilmente identificabili, al limite del cliché. La doti del romanzo sono dimostrate anche dal secondo posto ottenuto nel 2012 al Locus Award nella categoria Best Young Adult Book.
A chi scrive le atmosfere e alcuni personaggi hanno ricordato a volte la trilogia "Queste Oscure Materie" di Philip Pullman. Ma le similitudini non vanno oltre: McDonald ha voluto e saputo confezionare un prodotto decisamente più abbordabile nelle tematiche, senza trascurare un po' di sano sense of wonder che, a giudicare dalle premesse, dovrebbe diventare ancora più corposo negli altri volumi del ciclo.
Nulla da eccepire sulla qualità di TERRA INCOGNITA, anche se al sottoscritto alcuni dubbi sono sorti sull'opportunità di presentare nella collana Urania un romanzo di natura Young Adult (o juvenile, come si diceva un tempo), senza farne neanche menzione nella quarta di copertina. Forse sarebbe stato meglio pubblicarlo altrove, non mancando alla Mondadori spazi più consoni dove sistemarlo. Buona lettura agli appassionati di questo genere che, può piacere o meno, riscuote grande successo anche nel nostro paese.

Ian McDONALD, TERRA INCOGNITA (Planesrunner. Everness, Book 1, 2011), trad. di Alessandro Vezzoli, Mondadori, Urania n. 1638, 261 pp., 2017, prezzo 6,50 € (ebook 3,99 €).

Stefano Sacchini


martedì 3 gennaio 2017

EROICA - ANTOLOGIA SWORD & SORCERY - AA.VV.

CDUSL è lieta di segnalare l’uscita di “EROICA. Antologia Sword & Sorcery”, antologia di oltre 300 pagine dedicata allo Sword & Sorcery, genere reso popolare da autori del calibro di Robert E. Howard e Fritz Leiber. Curata dagli esperti Francesco La Manno e Alessandro Iascy, l'antologia segna il debutto  della collana TrueFantasy per Watson Edizioni, e contiene, oltre a cinque articoli, nove racconti, tra i quali "Rapido" di Mark Lawrence, tradotto da Annarita Guarnieri.
Il volume è disponibile per l’acquisto da questo primo gennaio dal sito della Watson Edizioni e presto lo sarà sui principali negozi online, anche in formato digitale.

Piano dell'opera:

RACCONTI
  • La torre glauca di Adriano Monti Buzzetti
  • Testa di santo di Mala Spina
  • Edga, la strega di Donato Altomare
  • Lo scorpione sulla lama di Mauro Longo
  • Il Libro di Massimiliano Gobbo
  • Gli Scacchi del Re di Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini
  • Floxar il Garbato di Livio Gambarini
  • Rapido di Mark Lawrence
  • Moor & Stone – L’anfora di Arcùn di Francesco Brandoli

SAGGI
  • Solomon Kane, un eroe in bilico di Michele Tetro
  • La saga di Fafhrd e del Gray Mouser di Fritz Leiber di Stefano Sacchini
  • Perché Sword & Sorcery e non Heroic, Epic o High Fantasy? di Giovanni Luisi
  • Women & Sorcery di Mariateresa Botta 
  • Il contributo di Clark Ashton Smith allo Sword & Sorcery di Francesco La Manno
Per saperne di più si può consultare la pagina:


Buona lettura!


domenica 1 gennaio 2017

BREVE PANORAMICA DELLE USCITE FANTASY DEL 2016



Fedele a una tradizione iniziata nel 2014, segnalo agli interessati alcune uscite di letteratura fantasy nell'anno appena terminato. Limiterò il mio (brevissimo) discorso ai principali autori stranieri tradotti ed eviterò accuratamente quello relativo agli scrittori nostrani, lasciandolo agli esperti di questo spumeggiante universo.
In estrema sintesi si può dire che il 2016 abbia visto luci e ombre, forse con una prevalenza delle seconde. Sicuramente gli appassionati avranno gioito in primis per la conclusione di Malazan Book of Fallen, saga in dieci libri firmata dal canadese Steven Erickson: la nuova Armenia ha infatti dato alle stampe sia "La polvere dei sogni" (Dust of Dreams, 2009) che, in autunno, "Il Dio Storpio" (The Crippled God, 2011), in edizioni pregevoli anche nel formato (copertine comprese).
Questo gran finale non è stato un caso isolato, per fortuna. Ugualmente importante è stata la pubblicazione da parte dell'Editrice Nord, non sempre all'altezza della sua grande tradizione (ma questa è un'altra storia), de "La stagione delle tempeste" (Sezon burz, 2013) del polacco Andrzej Sapkowski, ottavo e ultimo romanzo della serie di Geralt di Rivia. E non può passare sotto silenzio "La Regina di Fuoco" (Queen of Fire, 2015) di Anthony Ryan, romanzo conclusivo della trilogia Ombra del Corvo che agli inizi del 2016 la Fanucci ha presentato al pubblico, seguito da "Ruin - La lancia di Skaid" (Ruin, 2015), terzo romanzo della saga La fede e l'inganno di John Gwynne, e dagli interessanti "Muirwood - I Miserabili" (The Wretched of Muirwood, 2011) di Jeff Wheeler e "Evermen – L’incantatrice" (Enchantress, 2014) di James Maxwell. Proprio con la Fanucci iniziano le note dolenti, si fa per dire. La casa editrice romana, alla ricerca legittima di guadagni, ha preferito puntare sulla Space Opera e sul genere young adult, limitando rispetto ad altre annate lo spazio al genere propriamente fantasy. In quest'ottica si comprendono le traduzioni delle opere di Brandon Sanderson destinate a ragazzi, come "Calamity" (Calamity, 2016) terzo romanzo del ciclo The Reckoners, e "Il Ritmatista" (The Rithmatist, 2013), storia d'atmosfera new weird. Adesso non rimane che attendere la strategia editoriale della Fanucci per il 2017.
Da segnalare inoltre la pubblicazione da parte della Sperling & Kupfer di "L'assassino. La vendetta" (Fool's Quest, 2015) dell'affermata Robin Hobb, seguito di "L'assassino. Il ritorno" (Fool's Assassin, 2014) uscito nel 2015, nonché, per opera della Giunti, del secondo romanzo firmato dalla promettente  Alwyn Hamilton: "Rebel – Il tradimento". Non meno importante la scelta della Newton Compton di continuare le pubblicazioni di Mark Lawrence con "Il principe delle tenebre" (Prince of Fools, 2014), che inaugura una seconda serie che si svolge sempre nel Broken Empire Universe.
Da parte sua la Mondadori, dopo aver dato fondo a ogni opera disponibile di George R.R. Martin, si è consolata con uno degli autori long seller per eccellenza: Terry Brooks, di cui è stato fatto uscire "Il figlio dell’oscurità" (The Darkling Child, 2015), ennesimo libro del sempre più complesso universo di Shannara. 
A mio parere l'ombra più spessa che grava sulla promozione del settore nel nostro paese è la politica della pur rediviva Gargoyle. La quale, nella speranza di rilanciarsi nel panorama fantasy, ha deciso di abbandonare il sentiero coraggioso ma fallimentare della vecchia gestione, dedita alla scoperta di nuovi e interessanti autori anglosassoni, per intraprendere il percorso più sicuro, dal punto di vista economico, del fantasy di penna italiana. In ogni caso, auguro alla Gargoyle e ai suoi scrittori la fortuna che meritano. 

Stefano Sacchini