sabato 31 dicembre 2016

NEMESIS GAMES - L'ESODO di James S.A. Corey

Tornare a bordo della Rocinante fu come tornare a casa, solo che anch'essa era vuota
(trad. di Annarita Guarnieri)

Seconda di copertina.
Mille nuovi mondi sono adesso raggiungibili. Il più grande esodo della storia del genere umano sta per iniziare. Mentre orde di coloni partono alla volta dei nuovi orizzonti, le vecchie strutture di potere del sistema solare sono prossime a crollare. Intere flotte scompaiono, i sistemi di difesa sono inermi di fronte alla forza degli eserciti di coloro che bramano il potere, il terrore manda a segno attacchi prima d’ora impensabili, che mettono in ginocchio i pianeti interni. È come se gli uomini dovessero scontare la colpa di essersi spinti oltre l’immaginabile, al di là delle proprie possibilità, prendendo possesso del destino dell’universo. James Holden e l’equipaggio della Rocinante dovranno lottare per sopravvivere in un mondo in cui l’ordine è mantenuto con la forza e la legge è stabilita dalla violenza. La loro missione è fare ritorno alla casa che hanno lasciato e ripercorrere a ritroso la via che li ha condotti nella nuova era, in un futuro che non avrebbero mai immaginato.

Con il quinto capitolo della serie The Expanse, Daniel Abraham e Ty Franck, alias James S.A. Corey, confermano tutta la loro abilità nonché la furbizia letteraria. NEMESIS GAMES – L'ESODO (Nemesis Games, 2015) non solo evita alla storia, iniziata con Leviathan Wakes (2011), di frenare o di farsi prevedibile, ma addirittura le imprime ulteriore spinta, aprendole nuove e interessanti prospettive.
L'espediente tecnico utilizzato dal duo statunitense è quello di approfondire i personaggi che compongono l'equipaggio dell'astronave Rocinante: il capitano Holden, pur presente, diventa uno spettatore passivo (o quasi) e allontana da sé le principali luci della ribalta a favore di Alex, Amos e, soprattutto, Naomi. Ciascuno di loro diventa il protagonista di una sottotrama e, nello svolgere delle storie, il lettore ne scopre il passato, più o meno burrascoso. Si viene a creare così una sorta di quadro, complesso e ricco di motivi intrecciati, in cui entrano figure già note ma che, a giudicare dalle premesse, dovrebbero andare ad arricchire la ciurma della Rocinante.
Come già detto per i precedenti volumi, lo stile scorrevole e ben tradotto, l'azione incessante, con alcune situazioni al limite del verosimile, e i dialoghi mai banali e non privi di umorismo confezionano un prodotto di alta qualità, destinato a intrattenere e divertire il lettore appassionato di Space Opera. Non resta che attendere l'edizione italiana di Babylon's Ashes, romanzo uscito a dicembre negli Stati Uniti e, possibilmente, di un'antologia dei racconti che dal 2012 la coppia di scrittori ha ambientato nello stesso universo.
Se e quando la serie tv arriverà alla quinta stagione, le puntate raggiungeranno l'apice di spettacolarità. 

James S.A. COREY, NEMESIS GAMES – L'ESODO (Nemesis Games, 2015), trad. di Annarita Guarnieri, Fanucci, pp. 568, 2016, prezzo 19,00 € (ebook 4,99 €). 

Stefano Sacchini


giovedì 29 dicembre 2016

MANNAGGIA MI E’ SCAPPATO IL MINOTAURO! Da Zero a Infinito di Fabio Lastrucci



Con la lettura di questo ebook mi è quasi venuto spontaneo pormi una semplice, banale, domanda:


Quante facce può avere la realtà quotidiana?

Ditemi, signori, quante secondo voi? Come dite? Non avete capite affatto cosa voglio dire? Eppure la domanda è semplice...

Avete presente la quotidianità? Sì, quella sorta di gigantesca vasca sconfinata in cui tutti noi ci troviamo a nuotare fin dalla nascita. Dal risveglio al momento in cui andiamo a letto (e spesso anche per l’intera durata di tutti i nostri sogni, vari ed eventuali), ci ritroviamo immersi in questo liquido amniotico che regola ogni nostra azione, ogni singolo momento della nostra piccola esistenza. Che voi siate persone importanti, capi di governo, presidenti di potentissime multinazionali, oppure anonimi impiegati, geometri, ingegnerucoli o pensionati, non potrete fare a meno di vivere nella quotidianità. Ciò che tutti noi definiamo “normalità” ha sempre a che fare con il quotidiano e non riusciamo a immaginarlo in altro modo. Forse è per questo che continuiamo a intrattenere questo rapporto ambivalente con la quotidianità? Forse per questo continuiamo a chiederci di cosa sia fatta, non smettiamo di interrogarci su cosa succederebbe se tale dimensione del nostro vivere venisse a mancare all’improvviso? Ma, per tornare alla mia domanda iniziale, e se la quotidianità non fosse affatto fragile? Se perfino ciò che più diverge dal quotidiano ne facesse invece parte integrale? Insomma, e se anche il diverso, lo strano, l’impossibile, l’assurdo non fossero altro che l’ennesima faccia del quotidiano? Riflettiamoci, non sarebbe ancor più inquietante una simile eventualità? Non potremmo più nascondere la nostra perenne inquietudine dietro il dito sottile della fantasia, non avremmo più scuse di alcun genere.

“Hei, quel mezzo matto ha distrutto il mondo per l’ennesima volta!”
“Ma no, che dici? Hai avuto un incubo, stavi sognando.”

“Aiuto, è scappato il minotauro dalle cantine del condominio!”
“Ma piantala di raccontare fandonie, i minotauri non esistono.” 


Pensiamoci un po'. Se davvero il tipo leggermente tocco che incontrate tutti i giorni dalle vostre parti avesse poteri mutanti, se i minotauri si aggirassero per le cantine di ogni condominio di vecchia costruzione, allora non sapremmo più come far evadere la nostra povera mente. Perfino le fantasie diverrebbero parte delle quotidiane pressioni a cui ogni santo giorno ci assoggettiamo per vivere. Riuscite a immaginare qualcosa di più orrido e devastante? La sola prospettiva vi spaventa e vi lascia senza fiato? Allora non azzardatevi a leggere Da zero a infinito (CS_libri, 23/06/2016 - disponibile solo in formato kindle), l’antologia di racconti “folli e fantastici” scritta da Fabio Lastrucci. Non pensateci neppure a leggerla, vi dico, se siete soggetti a insicurezze e temete per la friabilità della realtà che vi circonda. Non leggetela, se non volete finire davvero a correre per le strade urlando a squarciagola “E’ scappato il minotauro!”
Da bravo illustratore e creatore di testi teatrali, infatti, il buon Fabio (che non sono io, parlo sempre di Lastrucci) ha squadernato e messo in scena la quintessenza dell’inquietudine contemporanea: l’irrompere della folle irrealtà nel campo del quotidiano. Sotto l’occhio un po’ distratto e appagato del lettore, ogni singolo racconto diventa la tessera di un grande rompicapo (massì, usiamo il termine italiano una volta tanto). Compone infine un affresco a tre dimensioni, reso vivo da dialoghi serrati e personaggi ben orchestrati e profondamente inseriti nel nostro quotidiano. Leggendo i racconti di questa antologia, mi sono chiesto varie volte dove potevo aver visto il ragionier R... oppure il professor O... E che dire di G..., il ragazzo che porta i pacchi a domicilio, o della signora M... del terzo piano? Alcuni li ho trovato perfino fin troppo antipatici, malvestiti, maleodoranti a causa del sigaro toscano sempre in bocca o dell’aria asfittica dell’appartamento in cui vivono. Sono tutti personaggi calati in una realtà concreta, tangibile e riscontrabile ogni santo giorno da ognuno di noi. Eppure... Giri un angolo, apri una porta, trovi qualcosa per terra o in biblioteca ed ecco che si apre l’altra faccia del quotidiano: l’impossibile. Certo, non tutti i racconti sono allo stesso livello. Fabio è un autore di lungo corso, ma perfino lui (come me del resto) non è esente da difetti. Quando la distanza si fa breve e il racconto abbisognerebbe di sintesi, la storia tende a sfumare e la trama si assottiglia per diventare vaga. Rimane la suggestione, ciò che poteva essere e non è stato. Non così nei racconti più lunghi, dove l’autore può spiegare al massimo le sue doti narrative e la sua capacità di ritrarre a tutto tondo i personaggi. Rimango, comunque, della mia personalissima idea che un autore debba sempre essere aiutato dal lettore. Per quanto acerbo e ancora imberbe possa apparirci, l’autore che ha il coraggio e la capacità di farsi proporre da un editore ha pur sempre diritto al giudizio onesto del lettore.

Non temete, comunque, lettori e appassionati di fantastico. Da zero a infinito è un’antologia perfetta per le vostre serate invernali o per i vostri lunghi pomeriggi post natalizi. Vi lascio solo un’ultima raccomandazione. Prima di avventurarvi fra le righe di questo ebook, scendete in cantina e controllate che serrature e lucchetti siano chiusi e debitamente serrati... non si può mai sapere.

Fabio LASTRUCCI, DA ZERO A INFINITO (2016), CS_libri, pp. 172, 2016, prezzo 2,99 €. 


Fabio F. Centamore

mercoledì 21 dicembre 2016

IL CERVO DI HORN CREEK di Sarah K. Castle


Ricordo quando l'ho visto per la prima volta.
Quelli sì che erano bei tempi. Forse i migliori, ma ero giovane allora.
(trad. di Gabriella Gregori)

Quarta di copertina: 
Prima che la radioattività costringesse alla chiusura del Grand Canyon, la giovane guardia forestale, Sue, vide uno strano animale ad Horn Creek, un cervo bizzarro dalle corna contorte e – sebbene Sue non ne fosse certa - delle zanne. Adesso, prossima al pensionamento, sta per compiere il suo ultimo giro di controllo, insieme alla nipote Katy, che spera prenderà il suo posto. Ma Katy non è venuta per visitare sua zia: il suo scopo è immortalare il cervo in un video da dare in pasto agli utenti della Rete. Scritto con grande cura e conoscenza dei meccanismi di adattamento delle specie al mutamento delle condizioni ambientali, il racconto di Sarah K. Castle è un monito per il futuro, condotto attraverso due protagoniste che incarnano il passato e il presente della nostra umanità. Al racconto segue un saggio dell’autrice sui problemi relativi ai cambiamenti ambientali e le conseguenze che ne derivano.



Quando alla guida di una collana di fantascienza c'è un curatore appassionato ed esperto del genere nonché affermato autore, i risultati non possono che essere positivi. E' quello che succede con Future Fiction, serie di letteratura fantascientifica della Mincione Edizioni seguita dall'instancabile Francesco Verso.
Ad essere presentato al pubblico italiano è la volta del  racconto IL CERVO DI HORN CREEK (The Mutant Stag at Horn Creek), scritto nel 2012 da Sarah K. Castle, scienziata e ambientalista originaria dell'Arizona. La preparazione accademica e soprattutto le convinzioni della scrittrice emergono prepotentemente dalle righe del racconto, come anche dall'interessante articolo che conclude il volume, "Tutte le ere finiscono" (All Eras End): l'essere umano non è una divinità ma negli ultimi millenni ha plasmato il pianeta, alterando drasticamente gli ecosistemi che da sempre lo mantengono. E' arrivato quindi il tempo di cambiare atteggiamento nei confronti del nostro mondo, prendere decisioni anche impopolari e mutare il corso degli eventi che, altrimenti, porterebbero quasi certamente all'estinzione dell'intero genere umano e, con esso, di buona parte delle creature viventi della Terra. Non siamo lontani dai concetti esposti da Jared Diamond nel monumentale saggio "Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere" (Collapse. How Societies Choose to Fail or Succeed, 2005).
In quest'ottica va visto lo scontro, non solo generazionale, tra Sue, anziana e saggia guardia forestale, e la nipote Katy, ragazza tanto moderna e aggressiva quanto sprovveduta, vera e propria incarnazione della società consumistica contemporanea.
Una storia pensata per far riflettere e la Castle riesce benissimo nel suo intento, aiutata anche da una traduzione italiana attenta e scorrevole, come si può facilmente verificare dal testo originale dell'opera che apre il volume.

Chi fosse interessato a saperne di più su Sarah K. Castle, scrittrice di fantascienza dal 2007, può visitare il sito: http://www.skcastle.com/.
  

Sarah K. CASTLE, IL CERVO DI HORN CREEK (The Mutant Stag at Horn Creek, 2012), trad. di Gabriella Gregori, Mincione Edizioni, collana Future Fiction, pp. 155, 2016, prezzo 7,00 €. 
Stefano Sacchini

martedì 20 dicembre 2016

CRONACHE DI UN SOLE LONTANO 11

 
Nel maggio 2013 nasceva, su iniziativa dell'amico Sandro Pergameno, il blog collettivo CRONACHE DI UN SOLE LONTANO. Da lì a breve la grande quantità di materiale raccolto, prevalentemente recensioni, avrebbe dato vita all'omonimo web-magazine. La rivista arriva ora alla sua undicesima incarnazione, dodicesima se si considera il numero zero, sempre gratuita nel download (sebbene sia possibile acquistare pure copia cartacea) e sempre ricca di sorprese. Se in passato gli articoli hanno rivestito i panni del leone, gli ultimi numeri hanno dato la precedenza all'illustrazione e alla narrativa. La sperimentazione non si ferma e il racconto monopolizza anche l'ultimo numero, curato graficamente dall'inesauribile Tiziano Cremonini e da una sua giovane collaboratrice
Tra gli scrittori presenti s'incontrano frequentazioni abituali del SOLE LONTANO: tali sono la talentuosa Artemisia Birch, l'esuberante Fabio F. Centamore o il poliedrico Umberto Rossi. Non mancano però nomi che sono il fiore all'occhiello di altre realtà editoriali, come Fabio Mundadori, Giampietro Stocco e Dario Tonani. Da segnalare altresì la presenza di personalità note soprattutto per la loro attività di curatore, ma che sanno deliziare il lettore con straordinarie composizioni. Mi riferisco a Emanuele Delmiglio e Silvio Sosio, infaticabili promotori della buona letteratura nel nostro paese.
Se il periodo di vacanze natalizie è ideale per dedicarsi alla lettura rilassante, tra un'abbuffata e una tombolata, questo numero di CRONACHE DI UN SOLE LONTANO può diventare l'occasione per addentrarsi nei meandri arzigogolati del fantastico nostrano. Ciò che emerge dalla lettura di questi racconti, diversi gli uni dagli altri ma accomunati da una scrittura di alta qualità, sono proprio le influenze che vanno per la maggiore di questi tempi nel mondo del fantastico e in particolare della fantascienza italiana: al lettore il piacere di scoprirle. Da segnalare infine che diverse di queste composizioni, come quelle firmate Birch, Centamore, Rossi, Stocco e Tonani, sono assolute novità che gli autori hanno gentilmente offerto al web-magazine.
Ricordando che recensioni, profili di autori e articoli di approfondimento torneranno in futuro, non resta che augurare buona lettura e buon divertimento.

Da gennaio 2017 sarà possibile prenotare la copia cartacea. Per info: unsolelontano@gmail.com