giovedì 29 settembre 2016

COYOTE RISING di Allen Steele


Anarchici, libertari, collettivisti (e il loro contrario: militari, cospiratori, gerarchi) hanno cercato ugualmente rifugio su Coyote, la luna maggiore del pianeta Orso, nel sistema 47 Ursae Majoris. La prospera colonia interstellare si presenta come un posto ideale per lo smaltimento dei terrestri in esubero. Ma non solo in esubero: da quando l’astronave Alabama ha sbarcato i primi insofferenti sul mondo che promette di diventare una nuova patria, la voce si è sparsa e dalla Terra sono arrivati molti altri pellegrini. Ora Coyote comincia a diventare a sua volta un mondo sovrappopolato e ricco di sfaccettate ingiustizie. Per fortuna i coloni non si perdono d’animo: chi vuole stroncare gli spiriti liberi deve aspettarsi una resistenza strenua, anzi una vera e propria guerra. Ambientata in un grande miscuglio di razze, popoli e tranelli. 
(dalla quarta di copertina...che non rispecchia molto la vera natura/trama del romanzo)

Coyote Rising appartiene al Ciclo di Coyote che è così articolato:


A) Coyote Trilogy:
1) Coyote (2002)
2) Coyote Rising (2004)
3) Coyote Frontier (2005)
B) Coyote Chronicles:
1) Coyote Horizon (2009)
2) Coyote Destiny (2010)
C) Coyote Spinoff:
1) Spindrift (2007)
2) The River Horses (2007)
                                                                                                          3) Galaxy Blues (2008)



"Questa è la storia del nuovo mondo. Non inizia laggiù, comunque, ma sulla Terra, negli ultimi anni del Ventesimo secolo."

Nel Gennaio 2014 Urania pubblica Coyote (Urania n.1602), primo romanzo del ciclo di Coyote ( Qui trovate la mia recensione). Questo mese in edicola potete trovare la seconda parte della Trilogia Base di Coyote: Coyote Rising.
Sia Coyote che Coyote Rising sono Fix-Up Novel, ovvero romanzi formati dall'unione di diversi racconti (usciti originariamente su Asimov's Science Fiction).
In Coyote si narra della partenza della astronave Alabama alla volta di Coyote, luna di un gigante gassoso del sistema 47 Ursae Majoris. La Terra sta esaurendo le risorse, è sovrappopolata ed è alla deriva anche dal punto di vista sociale e politico, il riscaldamento globale ha reso inabitabili parecchie zone, molti litorali sono stati inghiottiti dagli oceani e le colonie di Luna e Marte (la cui terraformazione è stata un disastro) non possono accogliere più di un tot di persone. Coyote sembra essere l'unico pianeta abitabile dello spazio conosciuto. Il governo terrestre decide così di inviare una prima spedizione su Coyote con lo scopo di stabilire una colonia che verrà poi popolata e rifornita da altre astronavi che partiranno dalla Terra dopo la Alabama. Ma le cose vanno subito male... un gruppo di Dissidenti Intellettuali prende il comando della Alabama e la porta fino a Coyote. La Terra cercherà di riassumere il controllo di Coyote... ed il conflitto tra istituzione e dissidenti non è che agli inizi....

Allen Steele, 2 volte vincitore del premio Hugo,  è un autore che apprezzo molto: avventuroso, dallo stile asciutto e scorrevole, è un autore che va dritto al cuore delle storie riuscendo a tenere il lettore incollato alle pagine. Il formato racconto o romanzo breve gli è estremamente congeniale ed oltre tutto gli permette di disvelare a suo piacimento vari pezzi del puzzle che si va via via componendo; nei vari racconti si alternano diverse voci narranti infatti alcune storie sono raccontate in terza persona mentre altre sono narrate in prima persona da diversi personaggi; alcuni racconti sono sotto forma di diario (e ricordano i diari di esploratori come Lewis e Clarke), altri sono report scientifici, un racconto è addirittura un insieme di articoli pubblicati sull'unico giornale di Coyote; il penultimo racconto di Coyote Rising (quello che "chiude la vicenda") è addirittura composto da una serie di mini racconti, ognuno con protagonisti differenti ma che si svolgono contemporaneamente, un racconto davvero delizioso nel corso del quale Steele tiene la tensione a livelli altissimi fino allo scoppiettante finale.
Le storie si susseguono in ordine cronologico ma tra una storia e l'altra ci sono salti temporali di qualche mese o al massimo di un anno.

Coyote Rising è accompagnato da alcune mappe:




Solo il 5% della superficie di Coyote è stata esplorata, il 95% è territorio sconosciuto. Come potete vedere su queste carte c'è segnato poco o niente.... ma man mano che procederete nella lettura di Coyote e Coyote Rising quei posti si riempiranno di nomi.... cittadine, villaggi di frontiera, fiumi, montagne, gole, crepacci, foreste, passi, isole, ponti, flora e fauna sconosciute... come potete immaginare è una goduria per la vostra immaginazione! Da un lato siamo trasportati a 46 anni luce dalla Terra e ci ritroviamo ad esplorare un pianeta sconosciuto, dall'altro viviamo una serie di eventi-chiave per lo sviluppo di Coyote e della sua società; dopotutto il sottotitolo originale dei primi 2 romanzi del ciclo è proprio "Una storia di Colonizzazione Interplanetaria" e "Una Storia di Rivoluzione Interplanetaria". Effettivamente il Ciclo di Coyote rappresenta l'epopea della frontiera americana trasposta nello spazio, è la Rivoluzione Americana spaziale; in Coyote riecheggia continuamente il Grande Sogno Americano intriso di libertarismo/liberalismo; tutto questo, affiancato da una prosa asciutta e diretta, riporta alla mente i grandi narratori americani della Golden Age of Science Fiction, come Robert A. Heinlein e Joe Haldeman.
Bisogna anche dire che i romanzi di Steele sono romanzi d'evasione molto ben fatti e non hanno particolari pretese; sono qualcosa di completamente diverso, ad esempio, della Trilogia Marziana di Kim Stanley Robinson. Nel ciclo di Coyote non c'è un grande approfondimento psicologico, ci sono i simpatici e gli antipatici, gli eroi e le persone qualunque, e sebbene si intraveda la rivoluzione americana non c'è un approfondimento politico ma c'è solo il bene ed il male. E' tutto molto semplificato.
Steele ha ben programmato lo sviluppo delle vicende, non perde mai lo sguardo d'insieme e tiene ben salde le redini della narrazione; il tutto sembra quasi pensato come un unico grande romanzo e le pochissime imprecisioni sono relegate a dettagli secondari.
L'ultimo racconto di Coyote Rising pone le basi per il successivo romanzo, "Coyote Frontier".
Ora...tra la pubblicazione di Coyote e quella di Coyote Rising sono passati più di 2 anni e mezzo..... dovremo aspettare altrettanto per leggere Coyote Frontier?
Non parliamo poi degli altri romanzi del ciclo....
....personalmente ho gradito molto i primi 2 romanzi del ciclo e mi sa che leggerò i romanzi seguenti in Inglese....
A proposito di Ciclo: Urania ha pubblicato,diversi anni fa, uno dei romanzi appartenenti al sotto-ciclo Coyote Spinoff, ovvero "Galassia Nemica" (Galaxy Blues, 2008; Urania n.1566).



Coyote Rising (Coyote Rising, 2004), Traduzione di Giulia Failla, Copertina di Franco Brambilla; Urania Mondadori;
308 pagine, 125 x 195, brossura - Disponibile in cartaceo e digitale.


Arne Saknussemm                                          






mercoledì 21 settembre 2016

COSMOLINEA B-LOG










Due Paroline sul nuovo progetto Cosmolinea B-Log, che vede coinvolti diversi blogger appassionati di Science Fiction:

Qualche mese fa, qui sulle pagine di Cronache di un Sole Lontano e su quelle di Nocturnia, io e l'amico Nick Paris abbiamo inaugurato il progetto chiamato Pax Science Fiction che prevedeva la collaborazione tra blog finalizzata a fornire un informazione più completa e più variegata possibile.
Sono un avido lettore di Blog e siti specializzati dedicati alla Science Fiction e mi piace molto quando all'interno degli articoli che leggo l'autore inserisce dei link a varie voci collegate all'argomento, in maniera da poter avere una informazione più completa. Sui blog e siti in lingua inglese questo succede spesso, qui da noi è un'abitudine che non ha mai preso piede.....i link, quando presenti, sono solitamente "autoreferenziali", portano cioè ad altre pagine dello stesso blog o sito....

Dunque..... perchè non coinvolgere più blogger possibili in modo da far confluire opinioni diverse, visioni diverse, gusti diversi, informazioni diverse ....tutte a portata di click sulla stessa schermata?
Quando ho lanciato il sasso Nick Parisi è stato il primo ad aderire con entusiasmo ed il risultato fu un doppio articolo su Jacques Spitz; nelle successive settimane diversi blogger hanno aderito all'iniziativa.
In quei giorni c'erano state un po di discussioni tra blogger ed appassionati e sull'onda di tali avvenimenti chiamammo il progetto "Pax Science Fiction" ...un segnale di pace, di distensione....
...ma in realtà l'obiettivo del progetto non è quello.
Sinceramente speriamo in un ambiente sereno e disteso, ma non sta certo a noi farcene promotori.... nè possiamo tanto meno stare nella testa degli altri....
... è invece nostro proposito offrire, all'interno dei nostri articoli, una serie di link che porti il lettore da un blog all'altro e gli permetta di accedere facilmente ad una informazione che sia il più variegata e completa possibile.
L'iniziativa è aperta a tutti i blogger, chiunque, se vuole, può aderire. Basta contattare in privato me o uno degli altri.

Tutti gli articoli che rientrano nel progetto Cosmolinea B-Log saranno identificati dal nostro logo (gentilmente creato da Tiziano Cremonini):



Non troverete una lista di Blog aderenti al progetto in quanto non sono i Blog ad entrare a far parte di Cosmolinea B-Log ma i singoli articoli (che saranno segnalati dalla presenza dell'apposito logo); mi limito a citare (e ringraziare) coloro che, per primi e con entusiasmo, hanno aderito al progetto e, in comune accordo, hanno stabilito le basi per il futuro di questo piccolo ma interessante progetto:


Nick Parisi; Nocturnia
Alessandro Iascy; Andromeda
Derek Zoo; Un Blog Senzapretese
Alessandro Torri; A Noi Vivi

ed altri si sono già aggregati: Linda De Santi (Verso l'Infinito a Tappe), Massimo Citi (fronte & retro) .....
...speriamo di coinvolgere quanti più blogger possibile!

Stay tuned!


Arne Saknussemm



martedì 20 settembre 2016

SIAMO TUTTI IN ORDINE di Daryl Gregory


Harrison dice di essere stato, un tempo, il Piccolo Eroe di Dunnsmouth, il Detective dei Mostri, ma ora che ha più di trent’anni passa la maggior parte del suo tempo a ingurgitare pillole senza mai dormire. Stan, a quanto pare, anni prima ha goduto di una certa notorietà dopo essere stato quasi divorato da un gruppo di cannibali. Barbara invece è ossessionata dai messaggi che l’Intagliatore le ha inciso sulle ossa e che non ha mai potuto leggere. Greta è una piromane patologica che dice di aver causato la morte di moltissime persone. E Martin? Martin nasconde lo sguardo dietro occhiali da sole che non toglie mai... Nessuno ha mai creduto fino in fondo a quello che raccontano, nessuno fatta eccezione per Jan Sayer, la psicoterapeuta che ha creato un gruppo di supporto per studiarne le terribili psicosi e monitorarne gli strani comportamenti. Insieme affrontano i nemici che popolano le loro menti e le fobie che invece li aspettano al varco nel mondo reale, in un viaggio nel lato più oscuro e pericoloso della psiche umana, verso mondi periferici, paralleli, spaventosi, dove è facile perdersi.
Una storia potente, originale, polifonica. Il ritratto fosco e allo stesso tempo chiarificatore dell’abisso quotidiano che si spalanca oltre il ciglio della mente.
“All’inizio eravamo in sei. Tre uomini e due donne. E la dottoressa Sayer.  Jan, anche se alcuni di noi non sarebbero mai riusciti a chiamarla col suo nome di battesimo.”

Non sono molti gli incipit che mi catturano. Spesso leggo romanzi il cui inizio non mi pare granché, ma decido di tenere duro, di andare avanti con la lettura, magari perché voglio dare fiducia all’autore, o perché appassionato del genere. In questo caso, invece, sono state sufficienti  poche scarse righe per dirmi “accidenti!”, per capire che il romanzo parte col piede giusto. Perché parliamoci chiaro, partire col piede giusto vuole dire essere arrivati già per metà.
Non conoscendo l’autore non ho potuto farmi un’idea prima, mi spiego: capita anche a voi di avere delle aspettative, o di immaginare già come potrebbe iniziare, o come si svolge il romanzo, conoscendo il modo in cui l’autore scrive? A me succede, non sovente, ma capita. Quando leggo le prime righe mi si affaccia sempre in mente l’idea di come potrà andare a finire, di come può essere la narrazione. Insomma, faccio il saputello.
Daryl Gregory scrive bene, maledettamente bene, e se mi verrà la voglia di leggere ancora suoi romanzi la colpa è della Fanucci. Che presenta un libro ben curato, con una copertina bizzarra, ma che ha riscontro nel tema, con una traduzione di Enrico Lodi che non lascia adito a incertezze.
Tutto il romanzo ruota su pochi personaggi, la dottoressa (psicoterapeuta) Jan Sayer, Stan (il “vecchio mutilato in carrozzina”), Greta (la giovane dark), Harrison (doppio Harrison, indagatore dei mostri in pensione), Barbara (la quarantenne seria, vestita con abiti distinti, “alla Hilary Clinton”) e Martin (il giovane di colore che indossa sempre degli occhiali speciali).
Bastano sei personaggi per creare un mondo intero, un mondo reale, anche se si viene a scoprire, poco alla volta, che questo mondo è in contatto con un mondo nascosto, opposto, oscuro, un mondo con altre regole, i cui abitanti sono i residenti e i Nascosti, ovvero i cugini degli angeli. Creature che sussurrano, spiano gli esseri umani, che bussano forte per farsi aprire la porta che comunica tra i due mondi. Perché solo così potranno venire nel nostro mondo.
La prima parte del romanzo descrive Stan, Harrison, Barbara, Greta e Martin, come sono, come interagiscono tra loro, nelle riunioni di gruppo che la dottoressa li ha convinti a fare. Tutti e sei in cerchio, uno di fronte all’altro. Le posizioni occupate il primo giorno vengono poi mantenute in tutte le altre sedute, nelle quali a poco a poco veniamo a scoprire i loro segreti, raccontati di volta in volta dai protagonisti.
Questi segreti raccapriccianti sono il trait d’union tra loro, e il sapere cosa ognuno nasconde dietro alla propria vita fornisce il pretesto per gli altri per proseguire le sedute. C’è chi è stato tenuto in ostaggio dall’Intagliatore, che gli ha inciso sulle ossa dei messaggi, c’è chi gli orrori li combatteva, chi è stato mangiato (parzialmente) dai Tessitori, chi ha il dono di vedere i residenti, che sono invisibili a tutti, e chi ha il fuoco dentro di se. Tutti diversi tra loro, ma con punti di contatto.
Tra i molti aspetti che mi hanno colpito in positivo ci sono i dialoghi, in particolare nei momenti delle loro sedute. Ognuno di loro parla in modo diverso, è dotato di una propria personalità, e questo spicca nei dialoghi, dà la sensazione di occupare la settima sedia, in mezzo (o dietro) a loro.
Non posso e non voglio spoilerare, questo perché la bellezza, il sense of wonder, e se vogliamo, “l’orrore” di questo libro deve poter essere interpretato dal singolo lettore.
Per chi lo leggerà (spero moltissimi, visto che per me merita il massimo dei voti), il romanzo si legge velocemente, non solo perché non è lungo (166 pagine), ma per come è scritto. Per la bravura dell’autore, per scoprire i personaggi, per capire in quale mondo vivono (e in quale rischiano di vivere), perché è necessario sapere chi sono gli altri.
Solo per scrivere una cosa negativa, avrei gradito che avesse più pagine. Avere maggiori informazioni sugli altri, magari leggere il passato dei personaggi. Ma magari avremo un libro futuro, dove Gregory scrive una sorta di prequel, e che parli del mondo oscuro affianco al nostro.
Ci sono volte in cui chi legge rimane stupito, soddisfatto e innamorato del libro appena letto. In quelle occasioni, la cosa da fare è segnalare agli altri che quel libro l’ha colpito, che è un romanzo fuori dalla norma, insomma. Ecco quel che mi accingo a fare, a consigliarlo a tutti, senza eccezione, perché con le tante sfaccettature che ha, di sicuro riuscirà a fare breccia e a far pensare chiunque.
Per inciso, dopo averlo finito l’ho ricominciato. Perché non volevo distaccarmene. 

Genere: Horror
Collana: Collana Narrativa
Anno: 2016
Traduttore: Enrico Lodi
Marchio editoriale: Fanucci Editore
Prezzo: € 16 carta, € 4,99 ebook


Daryl Gregory è nato a Chicago e vive a Oakland, California, insieme a sua moglie e ai loro due bambini. Autore di diversi romanzi, racconti e fumetti di genere fantascientifico e horror, con Siamo tutti in ordine nel 2015 si è aggiudicato il World Fantasy Award e lo Shirley Jackson Award ed è stato finalista al premio Nebula

Andrea Di Carlo
 

lunedì 19 settembre 2016

CALASPERIO di Fabio Larcher

 
Un mercenario non dovrebbe mai porsi troppe domande. Dovrebbe occuparsi di portare a termine i compiti per i quali viene ingaggiato e tornare, se possibile, tutto intero a casa, a riscuotere il proprio compenso. Eppure la stranezza della situazione turbò Calasperio. Qualcosa gli sfuggiva. Anzi, ebbe la sensazione di essere finito in una sorta di trappola.

Dalla seconda di copertina:
1907, ventidue anni dopo la Prima invasione marziana, narrata del libro di HG Wells. Una spedizione italiana (fortemente voluta da re Vittorio Emanuele III), guidata dall'etnologo Anton Pavolo Tausteklis, e alla quale partecipano il famoso avventuriero Giovanni Calasperio e i suoi fedeli compagni, deve raggiungere Marte, attraverso un tunnel-spaziale. Lo scopo ufficiale della missione è quello di raccogliere informazioni sui marziani e reperire materiale bellico. Ma una volta giunti sul pianeta rosso Calasperio avrà una serie di sorprese a dir poco sorprendenti. E sarà arduo portare a casa la pelle. Un romanzo di fantascienza avventurosa e dal sapore decisamente steampunk, che recupera l'innocenza e l'esotismo della letteratura "coloniale" del primo Novecento.

Con CALASPERIO, romanzo breve ma intenso, l'eclettico Fabio Larcher (classe 1974) rende omaggio alle pietre miliari della sua formazione letteraria.
La storia è ricca di spunti e se nella prima parte prevalgono le suggestioni salgariane, con gli eroi alla scoperta di una regione europea remota e popolata da genti esotiche, nella seconda parte il lettore si ritrova scaraventato in atmosfere più squisitamente fantascientifiche, con un trionfo di tematiche care a E.R. Burroughs e soprattutto a H.G. Wells, come il conflitto con gli alieni e la manipolazione genetica: infatti CALASPERIO presenta una storia che si svolge nello stesso universo del celeberrimo "La guerra dei mondi" (The War of the Worlds, 1907), arricchito però da oculati inserti appartenenti all'immaginario steampunk.
Lo stile, volutamente vintage, è piacevole e scorrevole, e l'autore si distingue per le doti tecniche, perfette non solo per mantenere il ritmo della narrazione serrato ma anche per dare voce ai vari protagonisti. Non meno importanti dell'avventuriero Giovanni Calasperio sono figure come quella dell'enigmatico scienziato Anton Pavolo Tausteklis, della bella Kirkas e soprattutto del "bombarolo" Giangiacomo Schildkröte, un personaggio cinico e spregiudicato al limite della follia, che rivela inaspettate profondità psicologiche e sa accattivarsi le simpatie di chi legge.
In sintesi CALASPERIO si può etichettare come un new weird che rilancia in grande stile, almeno nel panorama italiano, l'avventura al di là di ogni limite realistico, dal sapore "retrò e coloniale" e ricca di eroismi adolescenziali. Consigliato a chi ama gli spensierati romanzi d'azione di un secolo fa o poco più.

Per maggiori informazioni su Fabio Larcher e i suoi lavori si può visitare il blog: http://fabiolarcher.blogspot.it/ (dal quale si può anche ordinare copia cartacea di CALASPERIO)

Fabio LARCHER, CALASPERIO, 128 pp., 2016, pubblicazione digitale (prezzo 0,99 €).

Stefano Sacchini




martedì 13 settembre 2016

LA STANZA DELLE ANIME PERDUTE (a Diving Universe Novella) di Kristine Kathryn Rusch

Ritorna Boss, il protagonista del ciclo del Diving Universe, con i segreti e i fantasmi della sua famiglia
Boss ricorda la Stanza e le voci, voci melodiose che sussurravano canti melliflui al suo orecchio di bambina. La Stanza la terrorizza e l’affascina. È lì che è morta sua madre, o almeno è lì che è scomparsa, abbandonata anche da suo padre. Ora una cliente facoltosa vuole che Boss la aiuti a svelare il mistero della Stanza delle anime perdute, un mistero ormai noto e temuto in tutto l’universo conosciuto. Un mistero divenuto oggetto di ossessione e superstizione negli ambienti frequentati dagli spaziali, quasi di devozione religiosa. Nessun ricercatore o tuffatore ha mai avuto il coraggio di tentare un’impresa simile, e scoprire il segreto nascosto al suo interno. Quale intelligenza sconosciuta ha costruito questa stanza e la minacciosa stazione spaziale che la circonda? Ma Boss, ancora ossessionata dalla scomparsa della madre e spinta dal rimorso paterno, decide infine di effettuare questo pericolosissimo pellegrinaggio alla ricerca delle anime perdute. Vincitore del premio per il miglior romanzo breve apparso sulla prestigiosa rivista Asimov’ Science fiction Magazine nel 2008, La stanza delle anime perdute è un nuovo gioiello ambientato nel Diving Universe di Kathryn Kristine Rusch. 

Diamo uno sguardo alla serie di racconti che forma il Ciclo del Diving Universe, originariamente usciti su Asimov's e solo in seguito raccolti e rimaneggiati dall'autrice per farne una serie di romanzi. :



Nessun timore: ogni episodio è leggibile singolarmente benchè la trama sia unitaria e diversi personaggi siano presenti in più racconti.
Su Biblioteca di un Sole Lontano sono gia usciti 2 romanzi del ciclo del Diving Universe: Un Tuffo nel Relitto (Diving into the Wreck, 2005) e Stealth (Stealth, 2011), oltre che questa bella intervista all'autrice.
                          
In Un Tuffo nel Relitto avevamo fatto la conoscenza di Boss, Squishy, Turtle, Karl e gli altri, ed abbiamo avuto a che fare con l'esplorazione della prima nave Classe Dignity ritrovata dall'Impero; una nave equipaggiata con la tecnologia dell'occultamento, una tecnologia la cui conoscenza è andata perduta nel corso dei secoli e millenni.... l'Impero spera di riuscire a scoprire i segreti di questa tecnologia per sfruttarla per fini militari. Ma la Tecnologia dell'Occultamento è molto pericolosa da maneggiare.....molte persone sono scomparse misteriosamente durante gli esperimenti, si presume inoltre che la tecnologia dell'Occultamento possa interagire ed alterare lo spazio-tempo oltre che aprire un ponte interdimensionale non meglio definito.....insomma, si presume che la tecnologia dell'occultamento sia basata sulla Scienza Interdimensionale, le navi non spariscono dai radar in quanto protetti da un qualche mantello ma perchè viaggiano brevemente in un altro mondo, in un universo parallelo.

In La Stanza delle Anime Perdute (che è ambientato un paio di anni dopo i fatti narrati in Un Tuffo nel Relitto) la Rusch ci porta in uno dei posti più misteriosi dell'Universo conosciuto. Un antico manufatto (astronave? stazione spaziale?) di cui si conosce poco o nulla; nessuno sembra in grado di esplorarlo e non esistono immagini ne filmati della struttura; nessuno sa quando sia stata costruita, si sa solo che è anteriore alla colonizzazione umana di questo settore. Nessuno conosce la sua finalità o perchè sia stata abbandonata. Nessuno sa niente, si sa solamente che la gente entra e non esce più.(cit.)
La Stanza che occupa il centro di questo manufatto è la Stanza delle Anime Perdute: una stanza dalla quale nessuno riesce ad uscire. In molti si recano a visitare la Stanza, curiosi, ricercatori, persone che ci vanno in pellegrinaggio, persone che credono che la stanza possa fare qualcosa per loro. Cambiarli, in qualche modo. Soddisfare qualcosa dentro di loro. (cit.)
Ma le leggende sulla Stanza sono cariche di minacce. I viaggiatori spaziali sono avvisati di starsene lontani (cit.), perchè solo pochi fortunati individui riescono ad uscire dalla Stanza, tutti gli altri invece....scompaiono!
Che fine fanno gli uomini e le donne che entrano in quella stanza?
La stessa domanda continua a porsela Boss, uno dei pochi esseri umani ad essere uscito dalla Stanza delle Anime Perdute (quando era ancora una bimba) e che dentro quella stanza ha perso la sua mamma.
Adesso sembra esistere un modo per entrare ed uscire incolumi dalla Stanza delle Anime Perdute e Boss non vuole perdere l'occasione......

I lavori di Kristine Kathryn Rusch sono, a mio parere, sempre gradevoli, intriganti e leggeri; la scrittura è raffinata ma scorrevole e la tensione viene sempre mantenuta alta. Questo lavoro, nello specifico, ha vinto l'Asomov's Readers Award nel 2009 come miglior romanzo breve apparso sulle pagine di Asimov's Science Fiction nel 2008.
Al momento, e fino al 30/09/2016, La Stanza delle anime perdute è in offerta, sul sito della Delos e sulle principali piattaforme, a 0,99 € !! Cliccate qui.


La Stanza delle Anime Perdute (The Room of the Lost Souls, 2008) di Kristine Kathryn Rusch, Traduzione di Ferdinando Wanni Temporin, Copertina di Tiziano Cremonini; Delos Digital - Biblioteca di un Sole Lontano, 150 pagine, 3,99 €. Prima edizione aprile 2016; ISBN 9788865306819 (Disponibile solo in Digitale)





lunedì 12 settembre 2016

ABADDON'S GATE - LA FUGA di James S.A. Corey



Bull sentì un crescente rispetto per Jim Holden, lo stesso rispetto che avrebbe riservato a un serpente a sonagli. Quell'uomo era pericoloso, semplicemente perché era sé stesso. 
(trad. di Stefano A. Cresti)


Seconda di copertina: 
Per generazioni, il sistema solare – Marte, la Luna, la fascia degli asteroidi – è stato la grande frontiera dell’umanità, il confine oltre il quale si estendevano mondi sconosciuti e insondabili, fino al giorno in cui un artefatto alieno ha abbandonato la sua orbita di operatività, sotto le nuvole di Venere, ed è apparso nell’orbita di Urano dove ha dato vita a un enorme portale, la via che conduce a un’oscurità senza stelle. Jim Holden e l’equipaggio della Rocinante fanno parte di una spedizione organizzata per raggiungere il misterioso artefatto e svelarne gli arcani. Il loro scopo è comprendere se, per il genere umano, il portale sia una minaccia o una straordinaria opportunità. Non sanno che un’intelligenza superiore ha ordito una trama segreta che ha come obiettivo la distruzione di Holden e di chiunque voglia conoscere ciò che deve rimanere ignoto. Gli uomini della Rocinante non immaginano che il pericolo peggiore è più prossimo a loro di quanto non sembri...


Anche in questo terzo capitolo della serie The Expanse il motore della storia è l'incontenibile Jim Holden. Sebbene non gli venga dedicato lo spazio riservatogli in precedenza, a favore di nuovi personaggi, il capitano della Rocinante è sempre al centro della vicenda con le sue azioni, più o meno volontarie ma sempre altamente rischiose per sé e per i membri del suo equipaggio. Né vengono meno rispetto al passato l'alto tasso di adrenalina e i continui colpi di scena, abilmente descritti con uno stile semplice e scorrevole, che non eccede con il linguaggio tecnologico caro a tanta Hard Science Fiction.
Positivo per l'affezionato alla serie è anche il (parziale) ritorno dalla finestra di un importante personaggio che, alla fine del primo romanzo, era stato fatto uscire dalla porta principale.
Lo scenario poi si sposta ai confini del sistema solare: vengono così gettate le basi per la seconda parte della serie, composta da altri due romanzi da noi ancora inediti, seppure per poco. Grandi sorprese si preparano quindi per il fedele lettore, sorprese che dovrebbero rispolverare il sense of wonder dei tempi d'oro della fantascienza.
Chi scrive non pensa che Daniel Abraham e Ty Franck, gli autori statunitensi che si celano dietro lo pseudonimo James S.A. Corey, sfoggino grande originalità o abbiano rivoluzionato il genere della Space Opera ma sicuramente, con l'epopea cosmica di The Expanse, gli hanno somministrato una forte dose di appeal per il grande pubblico, anche digiuno di fantascienza. All'inizio gli autori dedicano quest'opera al collega Walter Jon Williams, lo scrittore che con i suoi romanzi – tra cui gli splendidi "La voce del vortice" (Voice of the Whirlwind, 1987) e "Stazione Angelica" (Angel Station, 1989) – è stato tra le principali fonti d'ispirazione per il loro ciclo. 
In definitiva il prodotto continua a funzionare. Ricordiamo che da questa epopea spaziale è stata tratta anche una serie televisiva, da poco approdata alla seconda stagione. 

James S.A. COREY, ABADDON'S GATE – LA FUGA (Abaddon's Gate, 2013), trad. di Stefano A. Cresti, Fanucci, pp. 590, 2016, prezzo 19,00 € (ebook 4,99 €). 

Stefano Sacchini


venerdì 2 settembre 2016

LA LEGGENDA DEL VENTO di Stephen King
























… sono stato felice di scoprire che i miei vecchi amici avessero ancora qualcosa da dire. E' stato un grande dono ritrovarli quando ormai da molti anni pensavo che tutte le loro storie fossero state raccontate.
(dalla premessa dell'autore).



Nonostante le rassicurazioni e le linee guida riportate da Stephen King nell'introduzione, LA LEGGENDA DEL VENTO (The Wind Through the Keyhole, 2012) si fa apprezzare soprattutto dagli amanti dell'universo della Torre Nera (schiera cui appartiene chi scrive). Il libro infatti si colloca tra il quarto e il quinto della serie e, pur senza aggiungere granché alle vicende principali, svela qualcosa sul passato del pistolero Roland. Per gli altri lettori i vari riferimenti presenti nel testo potranno risultare a volte oscuri, superflui e ne limiteranno il coinvolgimento emotivo con i vari protagonisti. Avvertenza ulteriore: di horror poco o nulla. 
L'una racchiusa nell'altra come scatole cinesi o matriosche russe, due storie distinte vengono narrate per bocca dello stesso Roland. Ritmi e stili sono sensibilmente differenti, ma ugualmente affascinanti. Nel primo caso il pistolero, poco più che adolescente e reduce dalle terribili esperienze raccontate ne La sfera del buio (Wizard and Glass, 1997) affronta lo skin-man, un sanguinario mutante che miete vittime in un villaggio ai confini col deserto. Nella corposa storia centrale, che il giovane Roland narra a un ragazzino sfuggito alla furia del mostro, si cambia decisamente registro, con l'abbandono di gran parte degli accessori western a vantaggio di cliché propri della fiaba. Ci si ritrova quindi immersi in atmosfere magiche e leggendarie, molto simili a quelle vissute in Gli occhi del drago (The Eyes of the Dragons, 1987) e, spaziando oltre l'opera di King, anche in La Storia Infinita di Michael Ende (1929-1995), con particolare riferimento alle peripezie di Atreiu nelle Paludi della Tristezza.
Elemento costante sin dalle prime pagine, con il ka-tet di Roland al gran completo e in fuga dalla violenza ciclonica di un micidiale starkblast, è il vento, fattore unificante delle trame contenute nel libro e in definitiva il vero protagonista, la cui forza è insieme distruttiva e plasmatrice delle vicende umane.
Con LA LEGGENDA DEL VENTO siamo di fronte a un King che non delude, anche se stavolta l'autore del Maine ha indirizzato lo sforzo creativo non verso il grande pubblico ma in favore di un settore ben preciso dei suoi appassionati.



Stephen KING, LA LEGGENDA DEL VENTO (The Wind Through the Keyhole, 2012), trad. Tullio Dobner, Sperling & Kupfer Editori, collana Pandora, 374 pp., 2012.


Stefano Sacchini