martedì 31 maggio 2016

IL RITMATISTA di Brandon Sanderson


Il gesso fa strane cose, a volte, e non sappiamo perché.
(trad. di Gabriele Giorgi)

Seconda di copertina:
Joel ha da sempre una passione per la Ritmatica, la disciplina che consente di infondere vita in entità bidimensionali, semplici linee tracciate con il gesso, e creare creature indipendenti e autonome, i gesseri, in grado di interagire con ciò che li circonda. Ma Joel non è un Ritmatista e non può far altro che guardare con ammirazione e un pizzico d’invidia i giovani eletti che studiano alla sua stessa scuola. I Ritmatisti vengono prescelti da un Maestro dopo una misteriosa cerimonia di iniziazione e sono i soli in grado di contrastare i letali gesseri selvatici, spietate creature deviate che seminano il terrore. Figlio di un’addetta alle pulizie nella scuola, Joel ha la possibilità di osservarli alle prese con l’arte che lui stesso vorrebbe praticare. Quando, all’improvviso, gli studenti iniziano a scomparire uno ad uno, lasciando tracce di sangue, sarà Joel, come assistente del professor Fitch, a indagare su un mistero che sembra risalire alla sinistra Torre del Nebrask, il centro dell’arcipelago delle Isole Unite. Affiancato dalla sua eccentrica amica Melody, Joel arriverà a scoprire una verità che potrebbe cambiare per sempre il destino del mondo.
Riuscirà il giovane Joel a sfuggire ai pericoli e a realizzare il suo sogno di diventare un Ritmatista?

Gli universi bidimensionali non sono una novità nella letteratura fantastica. Ci aveva già pensato l'inglese Edwin Abbot Abbot (1838-1926) con "Flatlandia" (Flatland: A Romance of Many Dimensions, 1884), celebre romanzo distopico ante litteram.
Brandon Sanderson, versatile autore che non ha bisogno di presentazioni, ne ha tratto ispirazione per scrivere IL RITMATISTA (The Rithmatist, 2013), piacevole romanzo in cui creature bidimensionali, i gesseri, cercano di infiltrarsi, con intenzioni assassine, nella realtà a tre dimensioni. Una realtà che non è esattamente quella che conosciamo, seppur molto simile: mentre nel resto del globo spadroneggiano coreani, egiziani e aztechi, il Nord America è occupato da un vasto arcipelago, unito da un blando governo federale il cui compito principale è addestrare, attraverso una rete di accademie, nuove generazioni di ritmatisti. Costoro, grazie a misteriose facoltà che consentono di animare linee di gesso, devono presidiare la "Torre" nell'isola centrale di Nebrask, un passaggio con un altro universo da cui fuoriescono orde di micidiali gesseri selvatici. Il tutto è inserito in una cornice steampunk dal sapore ottocentesco.
Al di là della trama, divertente e godibile in primis da un pubblico giovane ma anche da quello adulto che desidera una lettura rapida e rilassante, IL RITMATISTA presenta un worldbuilding accurato, come è tipico della produzione di Sanderson, personaggi perfettamente calati nel proprio ruolo, dialoghi essenziali e, novità per lo scrittore nativo del Nebraska, un numero di pagine contenuto.  E' vero che viene lasciata aperta la via a un numero imprecisato di seguiti, ma la storia è comunque autoconclusiva e la serie di colpi di scena nel finale appaga il lettore.
Da notare che a differenza di Steelheart, altra fatica young adult del 2013 di Sanderson, ne IL RITMATISTA mancano le atmosfere cupe e pessimiste, a favore di un'avventura sicuramente più leggera ma probabilmente più appassionante.

Brandon SANDERSON, IL RITMATISTA (The Rithmatist, 2013), trad. di Gabriele Giorgi, Fanucci, pp. 381, 2016, prezzo 14,90 € (ebook 4,90 €).

Stefano Sacchini


lunedì 30 maggio 2016

NOIR di Richard Matheson




Dave Newton si innamora di una bionda seducente e dal torbido passato che sembra collegata a una lunga, indecifrabile, serie di omicidi; in una tranquilla domenica mattina, per le strade di Manhattan, un uomo è vittima di una follia assassina e senza controllo che si abbatte su chiunque incroci il suo cammino; la notte da incubo di una pacifica famiglia borghese, tenuta in trappola dentro la propria casa da qualcuno che proviene dal passato oscuro dell'insospettabile padre... "Qualcuno si agita", "Una domenica di rabbia" e "Incubo" sono i tre lunghi racconti di cui si compone questa raccolta, pubblicata per la prima volta negli anni Cinquanta, all'inizio della carriera da scrittore di Richard Matheson, e per lungo tempo dimenticata. 
Richard Matheson (Allendale, 20/02/1926 – Los Angeles, 23/06/2013) è stato autore di romanzi e racconti che hanno forgiato il gusto e le tendenze del fantastico contemporaneo. La sua opera è caratterizzata da un realismo rigoroso e da un’attenzione commossa a quell’umanità marginale soggiogata da un potere, da un sistema, da una volontà che assumono caratteri mostruosi. Autore di alcuni degli episodi più memorabili di Ai confini della realtà, ha visto diversi suoi romanzi e racconti adattati  per il grande schermo, tra questi Io sono leggenda, Tre millimetri al giorno e Io sono Helen Driscoll, tutti pubblicati da Fanucci Editore. Nel corso di una carriera durata oltre cinquant’anni, Richard Matheson ha vinto numerosissimo premi, tra cui l’Edgar Allan Poe, un premio Bram Stoker alla carriera e, sempre come premio per la carriera, nel 2013 gli viene conferito il Saturn Award. Di quest’autore, Fanucci ha pubblicato anche Incubo a seimila metri, Duel e altri racconti, La casa d’inferno, Tre ore di pura follia, The box e altri racconti, che ha ispirato la pellicola del regista Richard Kelly, Altri regni, I migliori racconti, Ghost e la raccolta in quattro volumi Tutti i racconti.
Richard Matheson è un autore poliedrico e leggere i suoi racconti, i suoi romanzi, significa affacciarsi su mondi diversi; la sua abilità nel descrivere i personaggi, gli ambienti, l’estrema cura con cui realizza i dialoghi sono un esempio di come si debba scrivere (uno dei mondi che accennavo, e che dev’essere esplorato da coloro che vogliono cimentarsi- o già lo fanno- con il magico mondo della scrittura); le sue storie spaziano dal noir all’horror, dai gialli  alla fantascienza, e sono porte su generi e mondi lontani. 
Noir è stato ristampato dopo oltre cinquant’anni, ed è una raccolta di tre racconti lunghi, ognuno diverso dall’altro. 
Qualcuno si agita è un racconto che strizza l’occhio sia al noir sia al giallo. Il protagonista è Dave Newton, un giovane scrittore che si innamora di una bella ragazza bionda, Peggy Lister, incontrata sulla spiaggia; lui non sa che la giovane ha un passato particolare, turbolento. Nel corso della storia un altro personaggio fondamentale è l’avvocato di Peggy, che Dave riconosce essere un suo vecchio amico, che si circonda di personaggi loschi; tra omicidi, pestaggi, inseguimenti sfrenati, la storia con Peggy diventa sempre più caotica, mano a mano che Dave indaga nel passato che lei vuol tenere nascosto. Sarà vero che è stata Peggy a commettere quegli omicidi, o è stato qualcuno che la voleva tutta per sé? La tensione è sempre evidente, anche se procedendo nella lettura ci si rende conto di come questa potrebbe concludersi: è un racconto vecchio di sessanta anni e ne risente non poco. 
Il secondo, Una domenica di rabbia, al contrario, seppur contemporaneo al precedente, è un piccolo gioiello, ancora oggi godibile, di tensione: è teso, coinvolgente, scritto con una precisione incredibile. Leggendolo avevo l’impressione di vederlo scorrere sullo schermo televisivo, come un film in bianco e nero, vecchio ma appassionante.
Il racconto si apre presentando la figura di Vincent, un pianista che si trova in manicomio; a poco a poco si scopre il motivo per cui si trova recluso, la sua schizofrenia. Il protagonista sente di avere una missione: scappare per tornare dalla donna che ama, Ruth, e uccidere Bob, l’uomo che gliel’ha sottratta. I capitoli si susseguono indicando l’orario in cui i fatti avvengono, aggiungendo tensione e portando il lettore a calarsi negli eventi narrati. Dopo la tragica fuga notturna dal carcere, brutale e drammatica per la forma, Vincent si rifugia a casa di una coppia di conoscenti, Jane e Stan, marito e moglie che si trovano in crisi. Durante una dello loro accese discussioni, Vincent piomba dentro casa loro, costringendo poi Stan a chiamare Bob, sapendoli amici, e chiedendogli di venire con urgenza. Bob si precipita a casa dell’amico, non immaginando che Ruth, incinta, lo segue con un taxi, pensando che potrebbe essere tutta una finta orchestrata da Jane, che ipotizza essere l’amante di suo marito. Non svelerò l’epilogo, lasciando al lettore il gusto di scoprirlo. Evidenzio solo che Matheson fornisce prova di grandezza nella costruzione dei dialoghi e delle scene. 
Il terzo e conclusivo racconto è Incubo, scritto qualche anno dopo rispetto ai primi due. 
Christopher Martin è il titolare di un negozio di dischi, perfettamente integrato nella società, felicemente sposato con Helen e con una figlia di nome Connie. La vita è quindi serena e felice, fino a quando una telefonata non catapulterà l’intera famiglia in un vero e proprio incubo. Il passato di Christopher (ma è questo il suo vero nome?) si fa avanti reclamando vendetta, e il protagonista viene riportato, suo malgrado, dentro una storia che credeva sepolta; anni prima faceva parte di una banda che aveva tentato una rapina. Ma nel momento topico Martin era scappato, sotto gli influssi della sua coscienza, lasciando i suoi complici in balia della polizia. Saranno questi che rapiranno Connie, e successivamente Helen, facendogli così iniziare a una corsa verso il tempo per poterle salvare. Anche in questo caso non scriverò come si conclude la storia, lasciando questo piacere ai lettori. 
Questo è un libro che mi sento di consigliare a chiunque, non ha importanza se non è un amante del genere, perché chi legge per amore della lettura, per il piacere che le parole scritte sanno dare, per sentirsi coinvolti e trasportati nella storia, non potrà che apprezzarlo, così come ho fatto io. Varrebbe la pena solo per Una domenica di rabbia, figuriamoci! 
Una volta “iniziati” a quest’autore, sono convinto che il lettore avrà il piacere di leggere altre sue opere, per ritrovare lo stesso pathos, la stessa abilità nel tracciare i contorni psicologici dei personaggi, oppure per mettere a confronto le sue produzioni gialle, fantascientifiche, horror e noir. Con Matheson qualunque genere sarà sicuramente una bella esperienza di lettura.

NOIR di Richard Matheson, Fanucci editore, traduzione di Stefano Andrea Cresti, prezzo € 14,90 cartaceo (€ 4,99 ebook)


Andrea Di Carlo

sabato 21 maggio 2016

MONDI SENZA TEMPO di Francesco Troccoli





















Il destino non esiste.
Esiste solo la forza di volontà (non so come altro potrei chiamarla) degli esseri umani che si muovono al suo interno. Dei singoli individui e delle masse. Esiste il loro movimento nel tempo, che crea il presente, facendolo diventare passato. Il futuro non è altro che una speculazione teorica 

Presentazione Delos: 
Dopo le avventure descritte in Falsi Dèi, Tobruk Ramarren è finalmente tornato a casa. Ma la Repubblica non è più il posto dorato che aveva lasciato alla partenza. Una grave crisi minaccia l’incolumità dello Stato, una nuova guerra con il vicino Sistema di Hassad incombe. Nel passato deve essere accaduto un evento imprevisto, e la storia dell’Universo è radicalmente cambiata. 
Ben presto Tobruk è costretto ad affrontare la realtà: nel mondo che ha trovato al suo ritorno non c’è più posto per lui. Sospettato, manipolato e braccato, per rimettere ordine nella Galassia, dovrà scendere a patti con il suo nemico giurato: Vladimir il Sanguinario.
È giunto il momento di mettere in gioco la propria vita: senza Tobruk Ramarren, la storia dell’Universo potrebbe persino essere migliore… 

Con MONDI SENZA TEMPO si concludono le avventure di un eroe tormentato come pochi, quel Tobruk Ramarren, paladino degli umani dormienti in un universo insonne, che il lettore ha conosciuto nei primi due romanzi del romano Francesco Troccoli.
Gli elementi che già avevano colpito nei precedenti capitoli sono presenti anche in MONDI SENZA TEMPO: azione e colpi di scena, scenari alieni, ma anche introspezione psicologica dei vari personaggi, non solo del protagonista, con riflessioni su problemi esistenziali.
Il connubio tra tutti questi elementi crea un'opera complessa, suscettibile di più piani di lettura, che però non trascura quel sense of wonder tanto caro alla fantascienza del tempo che fu. Ciò non vuol dire che il romanzo sia stilisticamente vintage, anzi. MONDI SENZA TEMPO pone il lettore davanti ad un'ottima space opera del XXI secolo per trama, linguaggio e tematiche.
Tra queste ultime l'ingegneria temporale fa la parte del leone. Nella creazione di Troccoli il continuum è flessibile, soggetto a modifiche, e ogni perturbazione può influenzare, in un senso o nell'altro, l'evoluzione umana.
Gli effetti speciali, tipici del genere fantascientifico, sono però al servizio della storia che finalmente giunge alla tanto agognata conclusione: il grande cerchio dell'esistenza di Tobruk si compie e, contemporaneamente, si apre una nuova fase per l'umanità intera.
Nel romanzo si nota l'elevata padronanza stilistica dello scrittore, la stessa che lo accompagna dall'inizio della sua carriera, ma con una maturazione che consente a Francesco Troccoli di dare voce a emozioni e sentimenti che appartengono a tutti, non solo agli abitanti dell'Universo insonne.
Ovviamente la lettura di questo romanzo deve essere preceduta da "Ferro Sette" (2012) e "Falsi Dèi" (2013), pubblicati all'epoca dalla Curcio ma ora riproposti in formato elettronico dalla Delos. Esiste anche un prequel alla serie, il racconto Hypnos, uscito all'interno della collana digitale Robotica.it.
Non resta che augurare buona lettura. 

Francesco TROCCOLI, MONDI SENZA TEMPO, Delos Books, 240 pp., 2016, prezzo 12,75 € (ebook 3,99 €). 

Stefano Sacchini


venerdì 13 maggio 2016

LA MACCHIA di Maurizio Cometto



 














La comparsa in cielo di una misteriosa macchia fungoidale sconvolge progressivamente la vita degli abitanti del paesino di Magniverne e, con essi, del mondo intero. La manifestazione, considerata dalla comunità scientifica una forma di allucinazione collettiva, non è solo ottica: ben presto si accompagna ad essa una serie di perturbazioni collaterali; tra queste una dilagante epidemia di malattia del sonno, detta tripanosomiasi africana.
Il sindaco di Magniverne si ritrova in prima linea, da solo, a fronteggiare questa minaccia alla sua comunità e alla sua famiglia; ad accentuarne la confusione c'è un fenomeno inspiegabile che colpisce la sua collezione di automobiline. L'unica in grado di aiutarlo è la figlioletta Cassandra, che sembra aver capito la natura della Macchia ma, fedele al nome che porta, non viene ascoltata…
LA MACCHIA, dello scrittore piemontese Maurizio Cometto (classe 1971), è un racconto fantastico lontano anni-luce dalla fantascienza e dal fantasy tradizionali; una narrazione che può affascinare l'amante del surrealismo o del realismo magico. Attraverso gli occhi del protagonista, fatto apposta per l'immedesimazione da parte del lettore, si vive una storia a tratti irrazionale, piena di punti interrogativi, all'apparenza senza grandi colpi di scena ma dove l'incubo minaccia di balzare fuori in ogni momento. Una storia dove angoscia e inquietudine si fanno più forti ad ogni paragrafo, anche a causa di una venatura nascosta ascrivibile al genere horror. Il finale, forse prevedibile se si legge con attenzione fin dalle prime righe, è la degna conclusione di una realtà dove l'assurdo s'impadronisce della vita di tutti i  giorni.
Echi di Philip K. Dick e di Philip Pullman sono avvertibili in questo racconto ma la cifra stilistica di Cometto emerge in tutta la sua qualità e originalità, caratteristiche che i lettori hanno già incontrato e apprezzato in opere come "Cambio di stagione" (Edizioni Il Foglio, 2011).

Maurizio COMETTO, LA MACCHIA, Acheron Books, collana EUFEMIA, 27 pp., 2016, prezzo ebook 0,99 € (epub-mobi).

Stefano Sacchini

 

lunedì 2 maggio 2016

NON LASCIARMI di Kazuo Ishiguro








Kathy, Tommy e Ruth. Tre bambini, poi tre ragazzi, in una sorta di orfanotrofio la cui funzione si svelerà durante la trama. Questo è lo scenario iniziale del romanzo Non Lasciarmi (Never let me go, 2005) di Kazuo Ishiguro (nel 2010 ne è stato tratto un film con lo stesso titolo)

La storia è narrata da Kathy, la vera protagonista, e racconta le vicende nel collegio di Halisham, il percorso attraverso i problemi in fondo classici della fanciullezza, dell'adolescenza e infine dell'età adulta. Ma Kathy e i suoi due amici non sono bambini normali, non sono semplici orfanelli, ma piccoli cloni. La loro esistenza è dovuta alla necessità di allevare serbatoi ambulanti di organi da utilizzare secondo le necessità. Lo scopo ultimo nella vita dei piccoli di Halisham è diventare donatori e subire degli interventi chirurgici che fatalmente li porteranno alla morte per poter garantire la vita altrui.

Questo è il loro triste destino, questo il contesto in cui crescono insieme ad altri bambini in una sorta di scuola che si occupa di loro come se la crescita e lo sviluppo intellettivo di ciascuno dei bambini fosse importante per il loro futuro. Caratteristica cardine del romanzo è infatti la completa assenza della parola morte, sostituita dall'espressione “finire il proprio ciclo”, così come i bambini sono studenti e infine diverranno donatori, con la possibilità di ritardare la prima donazione svolgendo la mansione di assistente e occupandosi delle necessità e del benessere dei propri “colleghi”.
In questo destino già scritto i ragazzi intrecciano le vite e stabiliscono legami affettivi, nascono amicizie e, inevitabilmente, anche amori. Legami complicati, da una realtà già di per sé anomala e dalla condizione di esclusi dal mondo in cui i cloni sono obbligati a vivere.

Ishiguro, scrittore britannico di chiari origini giapponesi, racconta una storia viva, densa di emozioni (non tutte esattamente positive), che si snoda lenta tra i vicoli dell'animo umano con il suo lascito di paure, sofferenze, speranze e illusioni. Kathy, dall'animo sensibile, è una ragazzina a volte ingenua che tende a provare empatia per gli altri e mette se stessa in secondo piano pur di aiutare gli amici. Ruth al contrario è esibizionista, egocentrica, manipolatrice, ma a modo suo affezionata alla sua amica. Tommy invece è un ragazzino impulsivo, dall'animo delicato ma incapace di controllarsi di fronte alle ingiustizie della vita.
Ishiguro intreccia magistralmente le storie dei ragazzi, delineando una realtà fuori dal mondo in cui uomini privi di tale titolo vivono vite parallele che non lasceranno traccia dopo la loro fine. L'ineluttabilità del destino pesa come un macigno sulla vita dei protagonisti, che pure non smettono di sperare fino all'ultimo di poter avere un attimo, un breve intervallo, da poter vivere insieme, amandosi, fingendo che la loro vita non debba per forza seguire i binari prestabiliti e finire in un letto d'ospedale.

È un romanzo che fa riflettere, leggero nella forma ma pregno di senso, pesante nei contenuti. Rimane, alla fine del percorso, un senso di ineluttabilità, di perdita di senso. Resta la sensazione che le vite di ciascuno di noi siano un breve attimo che non lascia più tracce di un sasso gettato nell'acqua che increspa per pochi attimi la sua superficie per poi perdersi negli abissi dove neppure i raggi del sole possono più raggiungerlo. In questo triste destino ciascuno di noi sogna, vive, intreccia legami e vive emozioni che hanno un significato finché siamo noi stessi ad attribuirlo. Inevitabile andare con la memoria alle famose lacrime nella pioggia degli androidi di Blade Runner, o all'epitaffio di John Keats: “qui giace un uomo il cui nome fu scritto nell'acqua”.
Un romanzo triste, privo di azione, in cui forse non succede nulla. Ma un romanzo in cui in realtà si vive una vita, con il suo fardello. E in un certo senso succede anche troppo.

Vincenzo Cammalleri