venerdì 17 giugno 2016

ROBOT 77


Robot 77 è appena arrivato con la posta e subito guardando la copertina mi viene da pensare “sembra una di quelle di Franco Brambilla”, vado subito a controllare e in effetti “è di Franco Brambilla”.
Numero italianissimo nella sezione narrativa: quattro dei sei racconti portano una firma italiana. E va detto che si tratta di ottimi racconti, diversissimi tra loro e tutti di ottimo livello.
A pagina 40 Emanuela Valentini (finalista al Premio Urania) presenta in Diesel Arcadia una storia steam punk in cui una ragazzina capace di fare miracoli con i motori si troverò a fare i conti con una realtà più grande di lei.
Segue Alain Voudì con Family (Sun)Day, una storia che parla di viaggi nel tempo e di una famiglia poco tradizionale.
Valentino Peyrano in Insula Dulcamara racconta di come in un modo iperconnesso l'esclusione dalla rete diventi una maledizione.
Piazza Colonna, dodici e trentacinque di Alda Teodorani è invece una storia di anarchia, fiducia e manipolazione.
A completare la batteria di racconti abbiamo La verità sui gufi di Amal Al-Mohtar, premio Locus 2015, e La mano è più veloce di Elizabeth Bear, una storia che per concetto ha parecchio in comune con il racconto di Valentino Peyrano, ma che si concentra più sulla percezione della realtà e l'importanza che diamo alle illusioni collettive.

A parte la narrativa meritano una menzione l'intervista a Vittorio Curtoni e il pezzo a doppia firma (Nati e Pergameno) sulla storia di Fantascienza, apprezzata rivista degli anni '70 dalla vita editoriale troppo breve. Infine Gianfranco de Turris ci descrive un Luigi Capuana precursore della fantascienza italiana mentre Emanuele Manco scrive sui sequel e le reazioni del pubblico.
Buona lettura.

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