martedì 5 gennaio 2016

BREVE PANORAMICA DELLE USCITE FANTASY DEL 2015





Noto che nel giro dei miei contatti sul web nessuno, al momento, si è espresso sulle uscite letterarie di genere fantasy del 2015. Provo quindi ad affrontare la questione escludendo, con un pizzico d'imbarazzo, le pubblicazioni italiane (che non conosco e chiedo scusa per ciò agli autori nostrani) e limitando le mie chiacchiere alle principali traduzioni di autori stranieri. Sicuramente me ne sono sfuggite molte ma non ho la pretesa di essere esaustivo. Desidero solo sottolineare quelle che sono state le luci, non molte a mio avviso, e le ombre del 2015.

Inizio con la Mondadori, che ha terminato la trilogia del "Mare Infranto" di Joe Abercrombie con la pubblicazione del secondo e terzo capitolo e, in attesa di "The Winds of Winter", ha spinto sull'acceleratore con il bravo George R.R. Martin presentando i suoi racconti (di fantasy e no) in varie antologie, da solo o con altri scrittori ("I Canti del Sogno" in due volumi e "La ragazza nello specchio e nuove storie di donne pericolose").

Da parte sua la Newton ha ristampato, riunendole in volume unico (forse non maneggevole ma sicuramente conveniente), la trilogia dell'Angelo della Notte di Brent Weeks e quella dei Fulmini di Mark Lawrence; ma non ha fatto mancare alcune novità, come "Gli spietati. La compagnia della spada" di Luke Scull (già conosciuto nel 2014 con "Gli oscuri. La compagnia della spada"), oppure "La maledizione della Torre Nera", seguito de "La Profezia della Torre Nera" di David Chandler. La Nord invece ha deliziato gli appassionati del polacco Andrzej Sapkowski con le uscite dei romanzi "La Signora del Lago" e "La Torre della rondine". La Rizzoli ha puntato sul francese Antoine Rouaud, con il libro "La via della collera", primo volume del ciclo "Il libro e la spada", mentre la Sperling & Kupfer mi ha sorpreso non poco, facendo uscire "L'Assassino. Il ritorno" (titolo originale: Fool's Assassin, 2014) di Robin Hobb, scrittrice sinora pubblicata dalla Fanucci.

Proprio con la Fanucci iniziano, secondo il mio modesto parere, i tasti dolenti dell'anno appena concluso. Quantitativamente le sue uscite fantasy del 2015 non raggiungono il numero di quelle del 2014, ed è meglio tacere della qualità se si esclude la riproposizione in ebook  del ciclo dei Drenai dell'indimenticabile David Gemmell. Né "Valour" di John Gwynne (che pure ha venduto bene) né "Il trono ombra" di Django Wexler possono considerarsi romanzi memorabili e di Brandon Sanderson, da alcuni anni nome principale della casa editrice romana, si è visto solo "Firefight", secondo volume della serie Young Adult (più fantascientifica che fantasy) degli Eliminatori, iniziata nel 2014 con "Steelheart".

Messo a confronto con un'altra situazione il rallentamento della Fanucci è però poca cosa. Se i fruitori del genere fantastico da un lato gioiscono per la rinata Armenia (che ha ripreso in mano la monumentale serie de "La caduta di Malazan" di Steven Erikson) dall'altro non possono non preoccuparsi per il destino della Gargoyle. Le uscite del fanta-western "Red Country", firmato Joe Abercrombie, e della prima parte de "Il prisma nero" di Brent Weeks hanno fatto ben sperare. Poi, purtroppo, il nulla: le pubblicazioni sono praticamente cessate, fatta eccezione per un paio di uscite, probabilmente programmate da tempo, come il fantasy storico "The Moon and the Sun" di Vonda McIntyre, e "Chi teme la morte. La profezia di Onye" dell'autrice statunitense, di origine nigeriana, Okorafor Nnedi. Anche i contatti e il sito della Gargoyle si sono ammutoliti, improvvisamente e senza una spiegazione soddisfacente. Non ci resta che aspettare e sparare per il meglio. Senza la Gargoyle, che negli anni precedenti si è distinta per una serie di pubblicazioni interessanti e originali, il panorama italiano della letteratura fantasy sarebbe indubbiamente più triste, per non dire povero.

Stefano Sacchini





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