sabato 30 maggio 2015

THE MOON AND THE SUN di Vonda N. McIntyre


 



















Il canto delle sirene si disintegrò in pianti animaleschi e strilli di dolore. Gli animali cacciati gridavano sempre di fronte al trauma della propria cattura. Yves dubitava che le bestie fossero capaci di provare paura, ma aveva il sospetto che potessero provare dolore. Il galeone si abbatté tra di loro, sommergendoli nelle loro grida. La rete sfrecciava attraverso le onde violente.
(trad. di Lorenzo Vetta e Annabella Campanozzi)

Seconda di copertina:
Il Re Sole, Luigi XIV, ha trasformato la Francia nel più potente Stato del Vecchio Continente, ma la sua brama di gloria non conosce limite. Così ha inviato un filosofo naturale gesuita alla ricerca della fonte dell'immortalità: la carne di un raro e forse solo mitologico mostro marino. Di ritorno dalla spedizione, padre Yves de la Croix riporta al suo sovrano un terribile mostro marino ancora vivo. Ma il mostro si rivela presto qualcosa di molto diverso dalla bestia orribile e senza intelletto che tutti pensano. Ad accorgersene sarà Marie-Josèphe, la sorella di padre de la Croix, cresciuta in un convento nelle colonie e ora accolta a corte come damigella. Marie-Josèphe ha una mente scientifica, curiosa e appassionata, e un grande cuore. Per questo si ritroverà davanti a un dilemma morale che potrebbe compromettere la sua posizione a corte, e farle rischiare la vita. Un romanzo storico e fantastico insieme che mescola grandiosità e semplicità per dipingere un grande affresco ipnotico.

Senza grande pubblicità e quasi in sordina, la casa editrice Gargoyle ha pubblicato THE MOON AND THE SUN, il romanzo che ha permesso alla scrittrice americana Vonda N. McIntyre (classe 1948) di aggiudicarsi il Premio Nebula per il Miglior Romanzo del 1997, battendo concorrenti come Memory di Lois McMaster Bujold, Il gioco del trono di George R.R. Martin e City of Fire di Walter Jon Williams.
Il libro non è tanto un fantasy quanto un esempio di storia alternativa: ambientato nell'ultimo decennio del XVII secolo, vede protagonisti una serie di personaggi che popolano la sfarzosa corte di re Luigi XIV di Francia, e miscela assieme elementi propriamente storici ad altri ucronici. In questo universo, il dominio francese è riconosciuto da gran parte del globo terracqueo, tanto che alla reggia di Versailles arrivano, a rendere omaggio all'ormai anziano Re Sole, non solo ambasciatori ma anche papa Innocenzo XII (che in realtà mai visitò la Francia) e monarchi da ogni angolo del pianeta: dai sovrani di Persia e Nubia ai fieri capi delle tribù nordamericane degli Uroni.
La presenza di Sharazad, il "mostro marino" catturato da padre Yves de la Croix e rinchiuso in una fontana del palazzo reale, è l'elemento propriamente fantastico, e attorno a questo si sviluppa la vicenda. L'autrice descrive brevemente la vita e le usanze di queste creature acquatiche, ritraendole come un ramo della razza umana che si è adattato alla vita marina.
Ma il libro colpisce non tanto per la trama, semplice e con risvolti sentimentali, quanto per le sontuose atmosfere della corte francese con i suoi lussi, i suoi splendori e, soprattutto, la sua etichetta esasperata.
Eroina del romanzo è mademoiselle Marie-Josèphe, sorella di de la Croix. Sorta di Leonardo da Vinci in gonnella, dallo spiccato talento scientifico e musicale, l'ingenua ragazza è l'unica persona che riesca a stabilire un contatto empatico con il mostro marino e, in un tempo straordinariamente breve, a comprenderne il linguaggio. I suoi rapporti con Sharazad, con il fratello, con Lucien - il deforme ma sensibile consigliere del Re - e il sovrano costituiscono l'ossatura della trama. Forse il personaggio che colpisce maggiormente, più della protagonista o di Sharazad, è proprio il Re Sole, un uomo di grande carisma e intelligenza che, per frenare l'inarrestabile declino della propria salute, cerca l'elisir dell'eterna giovinezza.
THE MOON AND THE SUN è un romanzo che può affascinare, comunque ben scritto e accurato, che appassionerà gli amanti dei libri che fondono realtà storica e fantasia. Peccato solo che la casa editrice italiana, in linea con una tendenza che si sta diffondendo in questi ultimi anni, abbia deciso di non tradurre il titolo originale.

Vonda N. McINTYRE, THE MOON AND THE SUN (The Moon and the Sun, 1997), trad. di Lorenzo Vetta e Annabella Campanozzi, Gargoyle, collana Gargoyle Extra, 527 pp., 2015, prezzo 19,00 €.

Stefano Sacchini



giovedì 28 maggio 2015

ESCE IL NUMERO 6 DEL NOSTRO MAGAZINE


E' uscito il n.6 del Web-Magazine di Cronache di un Sole Lontano !!

Il Magazine raccoglie tutti i migliori articoli, saggi, profili d'autore, recensioni ed interviste usciti recentemente sul blog di CDUSL.
Il Magazine contiene inoltre una sezione dedicata alla narrativa e mai pubblicata sul blog.

Il Magazine è 
!! scaricabile gratuitamente !!


Il Blog ed il Magazine sono
 curati dal mitico
  Sandro Pergameno 


La grafica e l'impaginazione del Magazine,  sono opera dell'inimitabile 
Tiziano Cremonini








Potete scaricare il magazine gratuitamente al seguente indirizzo:
Magazine Cronache di un Sole Lontano

E' disponibile nella versione Alta Risoluzione e Bassa Risoluzione.

Arne Saknussemm



martedì 26 maggio 2015

ANNIENTAMENTO di Jeff VanderMeer (Trilogia dell'Area X, Pt.1)


E' da parecchio che avevo questa recensione in standby e per qualche motivo non trovavo mai la motivazione necessaria per portarla a termine. Perchè ?? 
Ok, giochiamo a carte scoperte: perchè questo romanzo (anzi questo "pezzo" di romanzo) non mi ha convinto per niente, anzi...mi ha pure un pò infastidito.
Ma cerchiamo di separare le considerazioni personali (che lascerò per la seconda parte di questa recensione) da tutto il resto.


Per trent’anni l’Area X – un territorio dove un fenomeno in costante espansione e dall’origine sconosciuta altera le leggi fisiche, trasforma gli animali, le piante, sembra manipolare lo stesso scorrere del tempo – è rimasta tagliata fuori dal resto del mondo. La Southern Reach, l’agenzia governativa incaricata di indagarne gli enigmi e nasconderla all’opinione pubblica, ha inviato numerose missioni esplorative. Nessuna però è mai tornata davvero dall’Area X: chi, inspiegabilmente, ricompariva al di qua del confine era condannato a un destino peggiore della morte. Questa volta, però, sarà diverso: la dodicesima missione è composta unicamente da donne. Quattro donne che non conoscono nulla l’una dell’altra, nemmeno il nome – sono indicate con la funzione che svolgono: l’antropologa, la topografa, la psicologa e la biologa – accettano di partecipare a un viaggio che assomiglia molto a un suicidio. Cosa le ha spinte a imbarcarsi in una missione tanto pericolosa? La biologa spera di ritrovare il marito, uno dei membri dispersi della spedizione precedente. Ma forse cerca anche di fuggire dai suoi fantasmi. E le altre? Cosa nasconde la psicologa, ambigua leader del gruppo? Quando le quattro esploratrici incappano in una strana costruzione mai segnalata da nessuna mappa, capiranno che fino a quel momento i disturbanti misteri dell’Area X erano stati appena sfiorati. Jeff VanderMeer ha costruito un mondo in cui l’avventura, il fantastico, l’ignoto sono le coordinate per indagare il piú alieno dei pianeti: la psiche umana. (Dal sito dell'editore, Einaudi)

Devo ammettere che non conoscevo Jeff VanderMeer nemmeno per sentito dire. Se anche voi, come me, non lo avevate mai sentito nominare sappiate che VanderMeer non è certo l'ultimo arrivato: insegnante, editore, scrittore e giornalista (si dedica sopratutto a saggi e recensioni per il The Washington Post e Publishers Weekly), noto tra le altre cose per aver coniato e definito il genere "New Weird", può vantare nel suo palmarès tre World Fantasy Award, un British Fantasy Award, un BSFA Award (nella categoria non-fiction per il suo "Wonderbook: The Illustrated Guide to Creating Imaginative Fiction"), ed è stato finalista agli Hugo ed al Nebula.
Ha certamente raggiunto una  popolarità ancora maggiore grazie alla sua ultima fatica, ovvero la "Southern Reach Trilogy" (o "Trilogia dell'area X").

La Trilogia dell'Area X è composta da 3 romanzi:
- Annientamento (Annihilation, 2014)
- Autorità (Authority, 2014)
- Accettazione (Acceptance, 2014)

Dal sito della Einaudi: Pubblicato negli Stati Uniti da un editore letterario come Farrar, Strauss & Giroux, la Trilogia dell'Area X è stata immediatamente venduta in diciassette paesi imponendosi come fenomeno globale in cui invenzione fantastica e talento letterario danno vita a una storia che non si può smettere di leggere.
All'uscita di Annientamento, primo volume della serie, ha fatto notizia la modalità di pubblicazione: i vari titoli sono usciti a distanza di tre mesi l'uno dall'altro. Il «New York Times» ha parlato di «lettura compulsiva», avvicinando il «caso Area X» alla fruizione delle serie Tv.
A maggio e settembre 2014 Autorità e Accettazione , gli altri volumi della trilogia - la cui uscita in Italia è prevista per giugno e settembre 2015 - sono entrati nelle classifiche dei bestseller del «New York Times», segno dell'interesse e dell'attesa crescenti creati dal primo volume.
I diritti cinematografici sono stati acquisiti dal produttore Scott Rudin (The Social Network, Grand Budapest Hotel, Non è un paese per vecchi) e attualmente Alex Garland (Non lasciarmi, Sunshine) sta scrivendo la sceneggiatura per una serie di film basati sulla Trilogia.
(N.B. In realtà l'uscita del secondo volume della trilogia, "Autorità", è stata posticipata a Giugno 2015 ed è quindi imminente).

Un lancio in grande stile, non c'è che dire; e tutta l'operazione è stata studiata perfettamente dal punto di vista del marketing: pubblicità, recensioni a firma di personaggi illustri (un nome per tutti: Stephen King), siti internet e gruppi di lettura on line e sopratutto una immagine molto, molto curata: i volumi della trilogia hanno, nelle varie edizioni, una grafica davvero accattivante.

La copertina di "Annientamento", nell'edizione italiana, è stata realizzata da Lorenzo LRNZ Ceccotti , una bellissima copertina ed un particolare artwork (una sovracoperta lucida che "completa" l'immagine presente sulla copertina).
In realtà più che di una trilogia io parlerei di un romanzo diviso in 3 parti. Infatti "Annientamento" introduce parte della storia ma non arriva ad una conclusione e lascia tutto in sospeso; è impossibile immaginare come evolverà la storia e dove andrà a parare l'autore  se non si leggono anche i restanti due romanzi. E questa è una delle tante "furbate" che non riesco a digerire: 48 euro per leggere l'intera storia, (24 euro se si legge in digitale) mi sembrano un tantino troppo.... decisamente troppo considerando che siamo intorno alle 500 pagine totali!
La Trilogia dell'Area X sfugge ad una rigida catalogazione: fantasy, science fiction, horror, weird... un vago sapore lovecraftiano, atmosfere che richiamano il "Picnic sul ciglio della strada" dei fratelli Strugatski, affinità con la nota serie TV "Lost", insomma una miscela particolare ed originale.
Io non amo entrare nel merito delle trame dei romanzi (per quello non avete che da leggere la quarta e poi, se vorrete, comprare il romanzo) e tanto meno lo farò per questo ingarbugliatissimo romanzo, ma voglio fare qualche considerazione che va al di là della trama.
"Annientamento" offre diversi piani di lettura e differenti interpretazioni, porta il lettore in una dimensione onirica nella quale tutto è possibile, ed infatti l'autore ha affermato di aver scritto la trilogia dell'Area X in seguito ad un sogno (potete trovare quest'intervista sul web).

Le cinque donne (una psicologa, una topografa, un’antropologa, una biologa e una glottologa ), che rappresentano cinque diverse aree del sapere umano, potrebbero rappresentare i diversi modi nei quali ognuno di noi affronta l'imprevisto e l'ignoto, ciinque diversi modi di studiare il mondo e di interpretarlo. Tra queste VanderMeer predilige il punto di vista della Biologa, ovvero una maniera più razionale e scientifica per approcciare anche qualcosa di assolutamente irrazionale come ciò che succede nell'Area X. La forte simbologia legata alla scrittura potrebbe offrire un'altra interpretazione: la creatura che scrive incessantemente nella torre, i diari personali che ogni membro della spedizione è tenuto a stilare ma che, inevitabilmente, assumono un diverso significato a seconda di chi li legge (ognuno con la sua chiave interpretativa, ognuno col suo trascorso e la sua personalità) potrebbero anche essere una metafora del processo di scrittura e del bisogno di scrivere.
E se invece l'autore ci volesse dire quanto può essere alieno il nostro mondo e quanto poco lo conosciamo? Il nostro mondo è in continuo mutamento. Alle forze della natura si somma il devastante impatto della società umana sull'intero ecosistema Terra; l'Uomo si crede il "padrone" del pianeta...ma è davvero così? E quanto realmente conosciamo del nostro Pianeta?
Un'altra possibile metafora è quella della solitudine dell'uomo: ognuno di noi è un mondo a se stante, siamo soli e chiusi dentro noi stessi; la comunicazione, l'interscambio con altre persone non è altro che una falsa proiezione mentale, una prassi basata su consuetudini e quindi "non naturale".
In "Annientamento" la tecnica del narratore inaffidabile viene portata all'estremo: tutto ciò che apprendiamo dell'Area X ci viene raccontata attraverso gli occhi di diversi personaggi i quali, proprio come il lettore, non sanno proprio nulla dell'Area X e devono basarsi esclusivamente su ciò che vedono. Per di più questi personaggi sono poco o niente lucidi, anzi sono profondamente turbati da ciò che vedono, trasformati dalla forte influenza che l'Area X ha su di loro. La cosa non mi convince: l'autore è certamente bravo nel creare un clima di tensione e di minaccia incombente, e riesce a stuzzicare la curiosità del lettore che resta "agganciato" alla pagina, ma la storia di per sè, e le interpretazioni che se ne potrebbero dare, potrebbe non esistere affatto; ogni particolare può essere prontamente smentito, i misteri potrebbero non essere tali, i fili che troviamo mentre la storia procede e ai quali ci attacchiamo per cercare di arrivare al bandolo della matassa vengono tranciati di netto improvvisamente, e scopriamo che ciò che credevano essere tasselli importanti non sono altro che fantasie di menti non lucide. L'area X potrebbe essere il giardino sotto casa vostra visto con gli occhi di menti allucinate e condizionate, ed il grande timore è quello di arrivare alla fine del romanzo per scoprire che i "delfini dagli occhi umani" altro non sono che semplici, banalissimi, normalissimi delfini.
L'autore, come ho appena detto, sparge parecchi indizi nell'arco di queste 180 pagine, offre molti appigli e spunti di riflessioni: sono possibili molteplici interpretazioni (tra l'altro molto differenti tra loro). 
Personalmente mi sembra un pò "buttare nel mucchio" (vista l'incongruenza di molti dettagli, le troppe domande che non trovano risposta e la mancanza di qualsivoglia dato oggettivo). L'autore offre una quantità di elementi diversi in modo che tra di essi il lettore ne troverà certamente uno che lo attrae o al quale può attribuire un particolare significato. E' voluto anche questo? Una sorta di esperienza psicoanalitica? Una discesa nella nostra psiche? Un equivalente letterario (all'acqua di rose) del test di Rorschach? Mah!
La torre è, ad ogni modo, un perfetto simulacro del romanzo stesso: la creatura scrive incessantemente lungo le pareti della torre e quelle parole potrebbero avere un senso: forse è possibile trovare una chiave di lettura...ma potrebbero anche non significare assolutamente nulla.
Nonostante le mie perplessità ho comunque voglia di leggere le altre due parti del romanzo (in questo l'autore è stato davvero bravo).
Voglio sottolineare che tutto ciò che ho scritto, e che voi avete avuto la bontà di leggere, non è altro che l'opinione disinteressata di un lettore appassionato di SF che ha letto un terzo di una storia; leggendo i restanti due volumi potrei anche cambiare idea sull'opera nel suo insieme...benvenuti nell'oscuro mondo della lettura compulsiva.

"Annientamento" (Annihilation, 2014) di Jeff VanderMeer, traduzione di Cristiana Mennella, Copertina di Lorenzo Ceccotti. Supercoralli Einaudi, 186 pagine, euro 16,00 (eBook 7,99).

Arne Saknussemm

by Emily Carroll

sabato 23 maggio 2015

PRIGIONIERI DEL CADUCEO di Ward Moore



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Il numero 1618 di Urania (Maggio 2015) è dedicato a Ward Moore (1903-1978) e contiene un romanzo (I prigionieri del Caduceo) e due racconti legati fra loro in un unico continuum.
La genesi del romanzo (Caduceus Wild) merita una menzione: inizialmente pubblicato a puntate nel 1959 sulla rivista Science Fiction Stories fu aggiornato negli anni e pubblicato postumo all'autore nel 1978 nella sua versione definitiva. Non più ortodosso è il percorso che il romanzo ha dovuto fare per essere pubblicato in Italia: la traduzione di Salvatore Proietti era originariamente destinata a una collana curata da De Turris e mai realizzata. Lo stesso De Turris, insieme a Fusco, firma la postfazione al romanzo, allegata nella rubrica La Gaia Scienza in coda al romanzo.
Moore immagina un pianeta che, falcidiato da una guerra batteriologica, ha consegnato le chiavi dell'organizzazione sociale alla classe medica. Il Nord America, come tutto il resto del mondo con la sola eccezione dell'Inghilterra, vive sotto una dittatura imposta dai medici. I cittadini, ora chiamati Pazienti, non hanno più alcun diritto: sono soggetti a controlli obbligatori periodici e possono essere fermati in qualunque momento da un medico per un controllo straordinario. I pazienti sono obbligati a portare sempre con sé la propria cartella medica con tutta la relativa storia clinica, mentre la Medarchia (questo è il nome della ditttatura nel Nord America) impone le sue disposizioni in materia di lavoro, matrimonio, riproduzione, fino a stabilire perfino quali soggetti hanno il diritto di vivere e quali invece sono troppo malridotti per sprecare cure sanitarie a loro vantaggio.
In questo contesto i protagonisti del romanzo, facenti parte dei cosiddetti anormali (coloro che non credono nella medarchia e si oppongono al regime), cercheranno di realizzare una precipitosa fuga verso la libera Inghilterra, alla ricerca di un futuro migliore per sé e per i propri figli. La loro corsa verso la libertà è il pretesto che Moore sceglie per infarcire la storia di dialoghi e riflessioni sulla Medarchia e sulla libertà individuale.
Da queste premesse ci si aspetterebbe una narrazione che alterna momenti di frenetica adrenalina a pause di riflessione e duelli verbali. Il problema è che, anche se l'idea è certamente degna di nota, Moore non riesce a conciliare del tutto le due anime del romanzo. Inoltre le fasi adrenaliniche sono mal concepite e risultano ben poco credibili, mentre i momenti di ponderazione e discussione scemano in duelli verbali scialbi e poveri di contenuto che nulla hanno da offrire al lettore. La società immaginata da Moore è poco credibile, così come è difficile accettare l'idea che la sola Inghilterra sia rimasta libera dal nuovo regime mondiale e, soprattutto, come possa accettare a braccia aperte l'enorme numero di profughi che da ogni parte del mondo dovrebbero desiderare di raggiungere l'unica nazione del globo libera dal virus della dittatura sanitaria.
In definitiva la tematica del romanzo è affrontata con scarso risultato e sembra strizzare l'occhio a quanti si sono convinti di superare gli inevitabili problemi che la conoscenza scientifica ha portato all'umanità ignorandone i benefici e rivolgendosi a pratiche e superstizioni che di scientifico non hanno nulla. I medici e la dittatura di questo romanzo sono arroganti, la società è decisamente paternalistica, ma la risposta che Moore mette in bocca ai suoi protagonisti non è chiara ed è fortemente dubbio che possa essere meglio del male che vuole curare.
A seguire il romanzo troviamo i due racconti Lot e La Figlia di Lot in cui l'autore descrive il più classico degli scenari apocalittici dal punto di vista di un uomo previdente e desideroso di sopravvivere. Il primo racconto narra della fuga dalla città a seguito dell'evento scatenante la crisi, mentre nel secondo racconto il nostro protagonista sarà alle prese con l'ordinaria sopravvivenza in una natura selvaggia e priva delle comodità della vita civile. Con un finale certamente degno di nota e una narrazione essenziale, ma che coglie benissimo il senso della storia, i due racconti si fanno apprezzare sicuramente più del romanzo che li precede.

 Vincenzo Cammalleri