domenica 30 novembre 2014

LOTTO 117 di Fabio Centamore



Siate magnanimi e comprensivi se ci concediamo il piccolo lusso di dedicare dell’attenzione a uno di noi.  Fabio Centamore, è uno dei pilastri di CDUSL: è blogger, infaticabile recensore e,  se questo non bastasse, all’attivo ha diverse interviste ad alcuni tra i più interessanti autori di SF e Fantasy di madrelingua inglese. Probabilmente non tutti sanno che Fabio ha anche doti di scrittore e che sta incominciando a raccogliere i primi frutti del suo impegno e talento anche oltreoceano.         
Mi prendo la soddisfazione di recensire il recensore e scrittore e il suo racconto “Lotto 117”. 

“Lotto 117” di Fabio Centamore

Quale migliore occasione per fuggire dai ritmi frenetici imposti dalla società interplanetaria  che acquistare a prezzi stracciatissimi una vastissima proprietà con annessa miniera nel solitario nulla di Marte, il Pianeta Rosso?  Ma quello che era sembrato un ottimo affare per l’Ingegnere Bastiano Malpelo,  brillante quanto misantropo terrestre in fuga dal caos del proprio pianeta, si tramuta subito in un incubo: inspiegabili e inquietanti apparizioni infestano il sottosuolo del lotto 117. A Malpelo servirà molto spirito creativo e determinazione per volgere  a proprio vantaggio una situazione apparentemente senza via d’uscita.
Nel XIX secolo Giovanni Verga narrò di genti di Sicilia, oppresse e piegate dagli eventi che però mai abdicarono alla propria dignità. Tra loro, Rosso Malpelo, protagonista dell’omonima novella, è stato a lungo una figura iconica nell’immaginario collettivo. Indurito da una giovinezza  spesa a lavorare in miniera, isolato perfino dai suoi pari, Malpelo dissimulava la sua fragilità, l’infinita solitudine e la propria umanità dietro una corazza fatta di ruvidezza misantropia e comportamenti violenti, all’apparenza gratuiti.
Nel XXI secolo Fabio Centamore, orgogliosamente siciliano, con felice intuizione,  rende omaggio al grande scrittore verista reinterpretando questo capolavoro del nostro patrimonio letterario in un racconto di fantascienza.
I circa 130 anni trascorsi a cavallo di 3 secoli marcano però le differenze: il ragazzo di Sicilia sfruttato, senza possibilità di riscatto in una società immobile e fortemente classista, vestito solo della propria dignità,  è trasformato da Fabio in un adulto che, gravato da un  colpevole passato di ingegnere progettista di armi,  si allontana volontariamente dal mondo, spinto al contempo dalla propria misantropia e  dal desiderio di purificazione. Egli fugge ai margini di una società cui  l’acquisita dimensione interplanetaria (leggasi globalizzazione) non pare aver recato miglioramento dai mali che già affliggono il nostro presente. Bastiano Malpelo (Bastiano è il nome di uno dei protagonisti de “I Malavoglia”, che fu adulto e padre, quando invece  Rosso Malpelo fu solo giovane e figlio, prematuramente privato della figura paterna), pur mantenendo la ruvidità finanche violenta e i tratti fisici del suo antenato letterario, è  un uomo istruito ed emancipato, risoluto e brillante, capace di sfruttare le occasioni. Anche la  miniera che fu luogo simbolico di solitudine forzata, sfruttamento e annichilimento, diventa simbolo di interiorità e terreno di sfida intellettuale e razionale in cui  le apparizioni spettrali sono simbolici spauracchi da abbattere, metafore ad un tempo delle nostre paure ancestrali e di quelle che, con metodo, ci vengono abilmente ammanite come mezzi di distrazione di massa.
Stilisticamente Fabio non lascia nulla al caso: con perizia, del Verga ripropone e personalizza gli stilemi, adattandoli con efficacia ad un contesto ad essi alieno per genere e teorizzazione, conferendo al racconto, alle ambientazioni e ai suoi personaggi tratti marcati, rapidi e lucidi, essenziali  come i polverosi Rossi ambienti marziani.
“Lotto 117” è una piacevole sorpresa, felice connubio  di contenuti e suggestioni, validamente supportate da perizia narrativa. L’esempio ben riuscito, cui dedicare del buon tempo di lettura, delle potenzialità espressive della fantascienza.
Marco Corda


sabato 22 novembre 2014

IL TRONO DELLA LUNA CRESCENTE di Saladin Ahmed



Nove giorni. Dio misericordioso, ti prego, fa' che sia questo il giorno in cui morirò.
La spina dorsale e il collo del soldato erano ricurvi e deformati, ma era ancora vivo. Era rinchiuso in quella scatola laccata di rosso da nove giorni. Aveva visto la luce del giorno andare e venire attraverso la fessura del coperchio. Nove giorni.
Li teneva stretti come un pugno di dinar. Li contava e li ricontava. Nove giorni. Nove giorni. Nove giorni. Se fosse riuscito a ricordarlo fino alla morte, avrebbe tenuto intatta la propria anima per l'abbraccio protettivo di Dio.
Aveva rinunciato a ricordare il proprio nome.
(trad. di Giorgia Canuso)

Seconda di copertina:
I Regni della Luna Crescente, territori in cui dimorano santi guerrieri ed eretici, cortigiani e assassini, assoggettati al potere di un feroce Califfo, sono messi a ferro e fuoco da un misterioso furfante che si fa chiamare “il Principe Falco”. Mentre la rivolta incalza, una serie di brutali omicidi che sembrano guidati da una forza sovrannaturale colpisce la città di Dhamsawaat. Adoulla Makhslood, l’ultimo dei cacciatori di ghul, creature fatte d’ombra e dalla pelle di sciacallo, vorrebbe ritirarsi, ma capisce che non è ancora il momento giusto. Insieme al suo giovane assistente Raseed, coraggioso e fiero, e all’affascinante Zamia, capace di risvegliare un’arcana magia, si ritroverà coinvolto nella ricerca della verità su queste morti. In poco tempo i tre diventeranno eroi loro malgrado di una battaglia ben più crudele e spaventosa: non solo sulla città, ma sull’intera umanità, incombe la minaccia di una fine sanguinosa che solo loro possono sventare. Un esordio prestigioso nel solco della migliore tradizione epic fantasy.

Uscito nel febbraio del 2012, IL TRONO DELLA LUNA CRESCENTE (Throne of the Crescent Moon) è il romanzo d'esordio dello scrittore di Detroit Saladin Ahmed (classe 1975), dalle evidenti origini mediorientali. Esordio più che positivo: non solo il libro è stato ben accolto dal pubblico ma anche dalla critica, tanto che si è aggiudicato il Locus Award for Best First Novel del 2013, oltre ad essersi guadagnato un paio di nominations come Best Novel per i premi Hugo e Nebula.
Al pari di altri giovani autori statunitensi, Saladin Ahmed ha cercato di scrivere una storia fantasy che si allontanasse dalla classica ambientazione medievaleggiante. Se l'antica civiltà egizia ha attirato l'attenzione di Nora K. Jemisin e l'Egitto di epoca napoleonica quella di Django Wexler, la principale fonte d'ispirazione per IL TRONO DELLA LUNA CRESCENTE è stato il califfato abbaside (750-1258), apice culturale della civiltà arabo-islamica.
Dhamsawaat, la metropoli dove si svolge gran parte della vicenda, è modellata su Bagdad che del califfato abbaside fu la splendida capitale. Oltre alla città irachena, il variopinto centro urbano di Lankhmar - nato dalla fantasia di Fritz Leiber (1910-1982) - ha probabilmente avuto un suo peso sulla genesi di Dhamsawaat. Anche l'umorismo che permea le pagine di Ahmed a tratti ricorda quello che Leiber ha sfoggiato nelle avventure della premiata ditta Fafhrd - Gray Mouser.
L'autore è stato abile nel creare un'atmosfera esotica e carica di suggestioni, ispirata sì alla tradizione musulmana ma con alcuni elementi propri: tra questi l'uso abbondante di bevande alcoliche, la posizione relativamente emancipata della donna e soprattutto la magia che viene utilizzata spesso, anche nella vita quotidiana. La presenza di creature mostruose e demoniache, come djenn e ghul, richiede altresì l'intervento di cacciatori specializzati.
Ancor più dell'ambientazione, per quanto vivida e intrigante, l'aspetto migliore del romanzo è il gruppo di protagonisti. L'anziano ed esperto cacciatore di spettri Adoulla, il giovane derviscio Raseed, la mutaforma beduina Zamia, il mago Dawoud e l'inseparabile moglie Litaz, esperta alchimista, formano una variegata compagnia ricca di risorse, personalità e sagacia che riuscirà a contrastare un piano diabolico, destreggiandosi abilmente tra un califfo crudele e un Principe Falco tanto ambizioso quanto spregiudicato.
Intento di Saladin Ahmed, che come insegnante di scrittura creativa ha avuto un maestro del calibro di Walter Jon Williams, era quello di scrivere una storia divertente, ricca di azione e colpi di scena, utilizzando uno stile semplice ma efficace. Alla fine della lettura di questo romanzo di circa 300 pagine, autoconclusivo e che, al momento, non fa parte di nessuna serie, il lettore che cercava lo svago e l'avventura rimane soddisfatto.
E' d'obbligo un plauso alla casa editrice Fanucci che continua a pubblicare il meglio della letteratura fantasy anglosassone, innalzando la qualità media dei romanzi reperibili sugli scaffali dedicati a questo genere nelle librerie italiane.

Saladin AHMED, IL TRONO DELLA LUNA CRESCENTE (Throne of the Crescent Moon, 2012), trad. di Giorgia Canuso, Fanucci, collezione Immaginario Fantasy, 308 pp., 2014, prezzo 16,00 € (ebook 4,99 €).
Stefano Sacchini

giovedì 20 novembre 2014

INTERVISTA AD ANN LECKIE di Fabio F. Centamore

 
Chi (o cosa) ti ha iniziato alla fantascienza? Ci puoi parlare del tuo primo contatto con questo genere?
Leggo fantascienza da quando ero molto giovane, quindi non sono sicura di ricordare qual'è stato il mio primo contatto.

Quanto è importante il tuo background personale nell'ispirazione? Quanto, invece, le esperienze di vita e gli stimoli che arrivano dal nostro presente?

Cerco di pensare alle persone reali, quando costruisco dei personaggi. Conosco qualcuno che in qualche modo assomiglia a questo tal personaggio? È così che si comporta, o parla, qualcuno che conosco? Quando la gente parla delle cose — magari di cose che muovono sentimenti o sono particolarmente difficili — in che modo ne parla normalmente? Molto di tutto ciò è reale esperienza di vita. Talvolta parte dell'attività di ricerca quando mi accingo a lavorare su qualcosa riguarda questioni di tutti i giorni: come procurarsi un certo tipo di cibo, imparare come fare una certa cosa per un personaggio che deve farla o, quando posso, visitare posti che assomigliano alle ambientazioni di una mia storia. Non riesco sempre a fare tutte queste cose, naturalmente, ma cerco di farlo ogni volta che posso.
Eppure nessuna delle mie storie è autobiografica, non sono propriamente ricavate dalla mia vita.

Qual è la tua personale idea di letteratura di fantascienza?

Credo che la FS sia troppo grande e variegata per circoscriverla entro confini definiti. La amo proprio per questo, mi piace proprio che, quando si dice "FS", si intende un sacco di cose diverse. Infatti si può leggere "solo" FS leggendo anche, diciamo, un romance, o un racconto su un futuro molto vicino costruito con cura e attenzione, piuttosto che una fantastica space opera su un futuro lontano, un giallo con l'assassino o una roba letteraria molto poetica o magari una storia su un problema da risolvere che riguarda determinati fenomeni fisici, un sacco di pagine su come dovrebbero funzionare i motori di un'astronave o su alieni modellati su quanto conosciamo della biologia terrestre, i quali possono anche avere di per sé un che di felicemente soprannaturale. Oppure... nessuna di queste cose o tutte insieme, prese in varie combinazioni, stili e strutture letterarie. I possibili risultati sono infiniti, ed è tutta FS!
Personalmente non sono esageratamente interessata al durissimo compito di mettere steccati attorno alla fantascienza. Può essere divertente, talvolta, cercare di tracciare questa linea e vedere cosa ne viene fuori, tuttavia credo che troppo spesso tale linea venga tracciata in modo da escludere tutto ciò che non piace all'autore, bollato come "falsa FS". 

Cosa sta cambiando nel panorama statunitense delle riviste di fantascienza dal 2008? Sta influenzando anche il modo di lavorare degli autori?

Quando tempo fa iniziai a inviare racconti alle riviste, lo facevo sempre per mezzo dell'ufficio postale. Quasi tutte le riviste su cui desideravo pubblicare erano di carta stampata e si compravano nei negozi di libri o attraverso gli abbonamenti, in questo caso ti arrivava un fascicolo cartaceo direttamente nella tua casella postale. Esistevano una o due riviste online riconosciute dal SFWA (NDR: vuol dire “Science Fiction and Fantasy Writers of America”. Si tratta dell'associazione degli scrittori del fantastico statunitensi che assegna, fra l'altro, il premio Nebula), o che godevano di buone critiche, ma per la maggior parte tutto passava dalle riviste cartacee e dagli abbonamenti al cartaceo.
Oggi tutti, tranne una delle grandi riviste cartacee, accettano abbonamenti email e sempre più riviste di fantascienza sono totalmente online. Rispetto a pochi anni fa, sempre più annunci di concorsi letterari sembrano provenire da riviste online. Per molti versi, questo è meraviglioso. Rende i racconti facilmente fruibili a chiunque abbia accesso a internet, fa in modo che sia più facile trovare lettori per una storia. Una rivista cartacea, una volta che il tuo racconto è stato pubblicato nel numero di quel mese, è superata da quella del mese prossimo. Se si vuole leggere qualcosa dei numeri dell'anno scorso, bisogna rintracciarne in qualche modo una copia. Non è impossibile, ma richiede un certo impegno. È stato pubblicato online? Google è in grado di trovarlo. Posso sempre "linkare" le mie storie pubblicate online e saranno facilmente leggibili dalla gente.
D'altra parte, la grande maggioranza di riviste online non accettano racconti più lunghi di cinquemila parole (NDR.: negli Stati Uniti i racconti solitamente vengono retribuiti in base al numero di parole). Sono in poche ad accettare lavori lunghi fino a settemila parole. Forse una o due ne prendono anche fino a diecimila parole. Penso che ci sia un'ipotesi molto diffusa (magari anche valida) per spiegare questo fenomeno: nessuno riesce a leggere più di cinque - seimila parole su uno schermo di computer. Naturalmente molte riviste online stanno lavorando per ottenere la qualifica SFWA, che attualmente richiede una certa tariffa minima da pagare per ogni parola, quindi non sono in grado di comprare molti racconti che siano lunghi. Abbastanza condivisibile. 
Gli scrittori sono coscienti di cosa possono vendere più facilmente alle riviste, e di quali siano i requisiti. Così, se hanno un'idea che va a concludersi in cinquemila parole e un'altra che ne richiede quindicimila, cercheranno di lavorare più sulla storia da cinquemila, perché ha maggiori probabilità di essere venduta.
Io tendo a scrivere opere alquanto lunghe e quando ho cominciato a scrivere racconti, ho lavorato molto per tenere le mie storie sotto un numero di parole vendibile. Eppure, mi sono ritrovata con un paio di opere che potevano avere possibilità solo con una o due riviste. Ho sperato a lungo di trovare un mercato in cui collocare i racconti più lunghi. Alla fine ho aperto una mia rivista online, "GigaNotoSaurus", che accetta solo storie oltre le cinquemila parole. Ho scoperto che un bel po' di scrittori aveva accuratamente rivisto le proprie opere per farle stare sotto le diecimila parole. Qualche volta ho dovuto chiedere la versione originale inedita, perché quella che l'autore mi aveva sottoposto sembrava limitata e tagliata. 
Insomma, uno degli effetti dell'attuale stato delle riviste FS è, penso, il fatto che gli autori esitano a scrivere storie più lunghe. Il che è comprensibile, ma alquanto vergognoso, visto che esistono storie che semplicemente non si possono abbreviare.

È così diverso scrivere FS piuttosto che Fantasy? Qual'è la tua esperieza?

Non penso che sia poi così diverso. Dipende molto da quale genere di FS si sta scrivendo, anche da quale genere di Fantasy. Inoltre, così tanti scrittori di fantascienza hanno scritto Fantasy, e così tanti scrittori Fantasy hanno scritto fantascienza, che esiste ormai molta sovrapposizione di tecniche, strutture e stili letterari fra i due generi. 

Da pochi giorni stiamo leggendo in italiano il tuo capolavoro, La vendetta di Breq. Come si è sviluppato nella tua immaginazione questo particolare progetto? Ci puoi parlare della sua genesi? 

Non sono sicura che sia stato qualcosa di particolare a ispirarmi La vendetta di Breq. Piuttosto si è trattato di qualcosa che si è sviluppato da idee diverse che ho poi combinato, riaggiustando pezzi, aggiungendo brani nuovi, facendoli girare e rigirare fino a vedere qualcosa che mi piacesse davvero. Quindi non è stata una sola idea a colpirmi, ma il risultato dell'aver messo assieme molte idee diverse in un unico contenitore per vedere cosa avrebbero potuto realizzare.

Cosa ne pensi della FS attuale? Secondo te come mai così tanta gente continua a leggere FS nonostante i gochi, i film e gli effetti speciali?

Penso che la FS di oggi sia meravigliosa! Okay, cioé, non mi piace proprio tutta, però c'è abbastanza varietà da riuscire sempre a trovare quello che mi piace, perfino cose nuove che non credevo mi piacessero, anche altre persone di gusti diversi riescono a trovare sempre la tematica che amano. Tutti noi, inoltre, possiamo sempre leggere le storie e i libri più vecchi, non sono certo spariti, insomma abbiamo una tremenda quantità di roba da leggere.
Ho il sospetto che film e giochi abbiano molta, moltissima, audience in più rispetto ai libri e alle storie di fantascienza! Ma credo che il web ha facilitato più che mai la lettura dei racconti, come anche il fatto di poter parlare agli altri dei libri che amiamo, inoltre gli ebook rendono molto più facile acquistare un libro e iniziare a leggerlo subito, senza dover aspettare o addirittura uscire di casa. E poi, forse i libri non hanno gli effetti speciali, ma generalmente costano meno che andare al cinema, o comprare un gioco, e si possono leggere finché ci pare. Penso proprio che tutto questo abbia aiutato molto la gente ad apprezzare la lettura della fantascienza.

Cosa puoi dire a chi vorrebbe iniziare a scrivere FS o anche Fantasy? Esistono delle regole fondamentali per scrivere una buona storia?

Il miglior consiglio che posso dare è: leggere un sacco e scrivere. Scrivete quello che veramente volete scrivere, ciò che amate scrivere. Fatelo meglio che potete, speditelo e ricominciate con il prossimo progetto. Nel frattempo, non smettete di leggere sempre più storie e libri. 
Non credo che esistano semplici regole per scrivere una buona storia. Esistono così tanti modi per scrivere una storia. La maggior parte di ciò che il pubblico pensa siano delle regole non lo è affatto, ma il principiante spesso ha difficoltà a rendersene conto, non si accorge dello "ad eccezione di..." non dichiarato dentro di sé. Poi penso che preoccuparsi troppo delle regole può davvero nuocere a un nuovo scrittore. Dico, non preoccupatevi delle regole. Date un'occhiata alle vostre storie preferite dei vostri autori preferiti e guardate come hanno fatto loro a sviluppare queste storie. Pensate come se doveste usare le stesse tecniche. Lo stesso vale per tutto ciò che secondo voi non va — cercate di capire perché non funziona e come potreste fare in altro modo. Infine, provateci. È un gioco leale trovare una qualsiasi tecnica in un'altra storia, sta a voi prenderla e usarla nel vostro lavoro.
Una ricerca di qualche anno fa indagava sulle differenze fra persone che riuscivano a diventare esperte in qualunque cosa facessero e persone che, pur lavorando molto, non riuscivano mai a raggiungere un simile livello. Una delle cose che gli esperti avevano in comune era che utilizzavano la maggior parte del tempo speso analizzando il lavoro degli altri esperti. Allora, dico, un giocatore di golf come Tiger Woods non si è semplicemente esercitato nel suo swing, ma ha anche utilizzato del tempo esaminando i filmati dei grandi giocatori cercando di immaginarsi come riuscivano a fare quel che facevano. Tutto ciò non mi ha sorpreso. Consiglierei a ogni scrittore esordiente di fare esattamente così — leggere con occhio indagatore e immaginare come riescono a fare certe cose gli scrittori, quindi mettersi a scrivere.

Secondo te, quali romanzi fra i classici della FS e del Fantasy un lettore non dovrebbe mai perdersi?

Oh, la fantascienza è così grande e variegata che è dura restringere il campo! Quale tipo di FS? Quale sorta di Fantasy? E siamo appena agli inizi. Direi, però, che un campionario di vincitori dei premi Hugo e Nebula potrebbe essere un buon inizio.

Hai appena pubblicato Ancillary Sword, il secondo libro della tua trilogia, adesso starai lavorando al terzo. E poi? Hai altri progetti o futuri sviluppi?

Non lo so ancora! Non saperlo è qualcosa di spaventoso, ma spero in progetti di impressionanti e divertenti.

Fabio F. Centamore