martedì 23 dicembre 2014

LE SPADE DELL'IMPERATORE di Brian Staveley



Putrefazione. Era la putrefazione che si era impadronita di lei, rifletteva Tan'is mentre fissava sua figlia negli occhi.
Grida e imprecazioni, implorazioni e singhiozzi scuotevano l'aria mentre lunghe file di prigionieri riempivano la valle. L'odore del sangue e dell'urina addensava nel caldo di mezzogiorno. Ignorandolo completamente Tan'is si concentrò invece sul viso della figlia che, a terra, si stringeva alle sue ginocchia. Faith adesso era una donna adulta, aveva trent'anni e un mese. A uno sguardo distratto sarebbe anche potuta passare per sana, con gli occhi grigi splendenti, le spalle scarne e le membra forti, ma ormai i Csestriim non generavano più bambini sani da secoli.

Presentazione della Gargoyle:
Un’oscura minaccia incombe sui figli dell’Imperatore di Annur. Kaden, erede al Trono Incompiuto, ha trascorso otto anni in un eremo sperduto sulle montagne, dove i monaci devoti al Dio Assoluto gli hanno trasmesso un enigmatico sapere. I loro rituali contengono la chiave per raggiungere un potere antico che Kaden deve imparare a controllare prima che sia troppo tardi. Sulle Isole Qirin, lontano da tutto, Valyn si sottopone allo stremante addestramento impartito dai Kettral, un’élite di guerrieri che combatte volando su giganteschi rapaci. Prima di affrontare il mondo esterno, però, Valyn dovrà superare un’ultima, terribile prova. Nella capitale dell’Impero, Adare, as­surta al rango di ministro, vuole dimostrare il proprio valore davanti al popolo. Ma ha anche un’altra missione: vendicare suo padre. Niente e nessuno potrà fermarla, se riuscirà a dominare l’indole che ha ereditato dalla sua stirpe. Ora che l’Imperatore Sanlitun è morto, il destino dei suoi tre figli sarà deciso in una battaglia spietata contro nemici sconosciuti, sotto lo sguardo di antichi dèi sanguinari.

La casa editrice Gargoyle continua a distinguersi sul fronte del genere fantasy, sempre attenta alle novità che arrivano dal mondo anglosassone. Ad essere presentato al pubblico italiano è la volta del giovane americano Brian Staveley, con il romanzo d'esordio LE SPADE DELL'IMPERATORE (The Emperor's Blades, 2014), primo capitolo di una serie, quella del "Trono Incompiuto", di cui sta per uscire negli USA la seconda parte, The Providence of Fire.
Come spesso succede con le opere prime, l'autore ha cercato di inserire quante più idee possibili nella trama. Seguendo i punti di vista dei due figli maschi del defunto imperatore di Annur, il monaco Kaden e il guerriero Valyn (ci sarebbe anche una sorella, la principessa Adare, ma le è concesso meno spazio rispetto ai fratelli), Staveley introduce il lettore in un mondo vagamente ispirato alla Cina imperiale di epoca Tang (618-907), aggiungendovi alcuni elementi se non originali almeno perfetti in questo contesto, come un ordine di monaci (anch'esso orientaleggiante) il cui scopo è proteggere il genere umano da un nemico antico che si ritiene (erroneamente) scomparso e un gruppo di spietati guerrieri modellati sui ninja giapponesi. Azione e colpi di scena non mancano, così pure scenari ricchi di suggestioni: impervie montagne del gelido nord, lussureggianti isole meridionali, labirinti di caverne oscure e popolate da mostri nonché un palazzo imperiale pieno di intrighi e congiure. Il tutto è descritto con uno stile semplice ma efficace.
A monte di tutte le macchinazioni ci sono i Csestriim, una misteriosa razza di esseri immortali, simili agli elfi di tolkieniana memoria, se non per la mancanza di sentimenti che li contraddistingue: l'elemento forse più interessante della storia di Staveley è che la razza umana altro non è che una forma corrotta, mortale e in balìa dei sentimenti, di questa super-razza, una mutazione che, con la sua prolificità, ha preso il sopravvento.
Debitore nei confronti dell'indimenticabile David Gemmell (1948-2006), l'autore residente nel Vermont ha optato per una galleria di eroi umani: un caleidoscopio dipinto a forti tinte, ricco di emozioni, fatto di persone con l'animo segnato da esperienze traumatiche e il corpo cresciuto tra privazioni e prove al limite della sopravvivenza. I protagonisti di Staveley hanno paura, soffrono di incubi e, soprattutto, conoscono l'ansia e il dubbio. Qua e là nella trama si notano alcuni elementi poco verosimili, i tanti personaggi secondari a volte appaiono stereotipati e prevedibili, ma il risultato finale è un'avventura divertente, un ennesimo esempio di buona letteratura.

Brian STAVELEY, LE SPADE DELL'IMPERATORE. Cronache del Trono Incompiuto, Libro I (The Emperor's Blades, 2014), trad. di Stefania Minacapelli, Gargoyle, collana Gargoyle Extra, 624 pp., 2014, prezzo € 19,50.
Stefano Sacchini

 

3 commenti:

  1. Mi hai fatto venire voglia di leggerlo, Stefano!

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  2. il libro è leggibile, ma i suoi limiti non sono povchi, infati sono stereotipati anche i protagonisti non solo i personaggi secondari. o vogliamo parlare dei "cattivi" che sono bolla coe tali sin dall'inizio (quelli che affronterà valyn) oltretutto smaccatamente malvagi e perversi? per non parlare dell'assurdo complotto che coinvolge tutti ma proprio tutti quelli che circondavano l'imperatore? ha ritmo e quindi scorre, ma sono rimasto un po' deluso alla fine.

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    1. Essendo il primo capitolo di un ciclo, è naturale che molte cose siano lasciate in sospeso. I limiti si notano (non credo che nessuno utilizzerà mai il termine "capolavoro" per questo romanzo), ma la storia risulta comunque scorrevole e divertente. Ovviamente aspetto Staveley alla prova del secondo romanzo (se mai verrà pubblicato in Italia)

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