martedì 30 dicembre 2014

IL MAGICO MONDO DI KATHARINE KERR

Dopo Morgan Llywelyn, Artemisia Birch analizza un'altra scrittrice fantasy d'ispirazione celtica, la statunitense Katharine Kerr.


Katharine Kerr, pseudonimo di Nancy Brahtin, nasce a Cleveland, Ohio, nel 1944. Storica, antropologa e appassionata studiosa dei Celti, approfondisce per anni l’aspetto simbolico e magico delle tradizioni celtiche, privilegiando lo studio della mitologia e della religione druidica.  Portando a compimento una passione presente fin da piccola, nel 1979 decide di scrivere la sua prima opera dopo aver ricevuto da un amico “ il regalo fatale”, Dungeons & Dragons, un entusiasmante gioco di ruolo fantasy; comincia così una sfida con sé stessa, che la porterà nel 1986 a pubblicare “La lama dei druidi” (TEA edizioni), il primo capitolo della lunga Saga di Deverry che si conclude nel 2009 con “ The Silver Mage” (non ancora uscito in Italia ).
La predilezione per i giochi di ruolo segnerà la sua vita e il suo stile narrativo, donando alla sua intensa creatività ciò che ne contraddistingue il genere: la strategia e la pianificazione, definiti dall’autrice come parte essenziale del processo creativo.
Lei stessa disegna mappe esagonali di Deverry per dar vita a veri e propri mondi in cui le distanze tra città e i tempi di viaggio tra di esse sono estremamente coerenti; le battaglie vengono minuziosamente segnate su carta in modo da tracciare con precisione dove avvengono e di quali avvenimenti sono testimoni. La visione d’insieme che ne scaturisce è così integra, e la credibilità dei vari punti di vista dei personaggi che vivono in prima persona i conflitti rappresentati, assolutamente soddisfacente.
In quest’ottica il processo di scrittura è un ingranaggio complesso che viene oliato dalla fluidità e dalla piacevolezza dei particolari, vagliati con estrema precisione nel corso della revisione del testo, fondamentale perché il progetto dipanato dalla prima all’ultima pagina riscuota il successo che merita.
Il successo è visto da Katharine Kerr come una gratificazione che riempie d’orgoglio e che è presagito dal concretizzarsi dei mondi creati dalla mente in un’opera finita, perfetta e fisicamente stretta tra le mani del suo autore.
Ciò che rende un libro buono non è solo la storia avvincente che presenta, ma la grammatica, l’ortografia, la costruzione della frase, la scelta oculata delle parole, il ritmo della prosa e la comunicazione sottile che ognuno di questi aspetti opera nella sensibilità del lettore, operando una fascinazione potente.
La storia in sé, anche se ottima, non rende il libro automaticamente di successo. “Scrivere bene è una sfida costante, il miglior gioco del mondo”, è intrigante e nello stesso tempo è uno scontro fino all’ultima goccia d’inchiostro tra la passione della scrittura e il lavoro dello scrittore; è un modo per fare emergere un mondo interiore ben radicato e nascosto nel profondo dell’animo di chi scrive, un mondo in cui il lettore può dilettarsi e riconoscersi.
In questo universo di storie ed eroi, i narratori sono personaggi essi stessi, che con il loro cadenzato eloquio svelano l’intimità del vissuto dell’autore, i cui punti deboli sbocciano con prepotenza come temi evidenti e ricorrenti nel narrato dei protagonisti, come una linea continua che li unisce e li giostra con sapienza nelle varie sequenze della storia.
Lettrice entusiasta fin da ragazzina, la narrazione di Katharine Kerr è imbevuta delle evocazioni oniriche di Proust, della sobria rappresentazione della magia di Henry James, della seduzione fantascientifica di Heinlein, della consapevolezza del potere di Ursula Le Guin.
Tuttavia, spesso lo spunto per creare storie nuove viene dal semplice scorrere di un banale istante della giornata: una passeggiata, l’osservazione pacata della gente in un contesto cittadino apparentemente lontano dal sostrato storico che la impregna, un incontro inatteso o ancora un comune imprevisto.
Così, in un solo battito di ciglia, l’ordinario si fonde nello straordinario e in esso si identifica, divenendo, nella mente poderosa dell’autrice, arte incantevole e magica.
Artemisia Birch
 

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