lunedì 22 settembre 2014

PROCESSO ALIENO di Robert Sawyer




Robert James Sawyer nasce a Ottawa (Canada) il 29 aprile 1960. Pur definendosi un autore di Hard Science Fiction risulta in realtà notevole la caratterizzazione psicologica dei suoi personaggi.
Le sue doti di scrittore gli sono valse la candidatura a ben otto Premi Hugo e la vittoria dello stesso Hugo nel 2003 con il romanzo La Genesi della Specie (Hominids), oltreché del Premio Nebula nel 1995 con Killer on-line (The Terminal Experiment). Numerosi sono i temi che caratterizzano le opere dell'autore canadese, segno di una personalità curiosa con un'ampia varietà di interessi. Nei suoi romanzi è possibile trovare temi prettamente fantascientifici e altri meno caratteristici del genere: sessismo, razzismo, intelligenza artificiale, paleontologia, universi alternativi, misticismo, religione e razionalismo. Non mancano poi i riferimenti alla politica, alla guerra e al pacifismo. Ricorrente è anche il tema del caricamento della coscienza umana su supporto digitale, trattato in particolare in Mindscan.
Sawyer padroneggia uno stile semplice e scorrevole, i suoi romanzi si leggono quasi da soli, ricordano in questo le opere di Asimov, pur essendo presente un approfondimento psicologico ben superiore alle opere del dottore. Accusato di essere poco originale, più semplicemente ha la capacità di spaziare su una tale vastità di argomenti da non poter essere identificato in un sottogenere preciso.
Processo Alieno (Illegal Alien,1997) è un legal-thriller in salsa fantascientifica. Prende spunto da un tema classico: l'arrivo degli alieni sul pianeta Terra. I Tosok, questo è il nome della razza aliena, si dimostrano subito amichevoli e vengono accolti con gioia dagli umani. Il primo contatto è positivo e fa ben sperare quindi per il futuro. Accade però l'imprevedibile: Cletus Calhoun, scienziato e divulgatore televisivo che ricorda un po' Carl Sagan, viene trovato morto, e mutilato, in circostanze misteriose. I sospetti si muovono subito in direzione dei Tosok e in particolare di Hask, il quale viene ritenuto il più probabile autore del delitto.
È questo in effetti il motore della storia che si dipana in una vicenda ai limiti del surreale, ma raccontata in modo da apparire perfettamente verosimile. Così comincia la disavventura di Hask, accusato di omicidio e costretto a trovarsi un avvocato per difendersi in tribunale. Sawyer non trascura le implicazioni razziali, infatti l'alieno viene paragonato in un certo senso ad un americano “nero” e sarà quindi difeso dall'avvocato Rice, afroamericano specializzato in diritti civili.
Non mancano, come in tutte le opere di Sawyer, i riferimenti al mondo reale, in particolare a quello Nordamericano, come al processo di O. J. Simpson che tenne col fiato sospeso tutti gli Stati Uniti.
Col suo solito tono pacato ma a tratti pungente Sawyer non trascura neppure alcune critiche al sistema della giustizia. Notevole è il caso di una giurata esclusa dalla giuria poiché sostiene di essere stata rapita dagli alieni. Interrogata dal giudice sul motivo per il quale nel questionario avesse negato di aver mai visto un Ufo, mentre ammette candidamente di essere stata rapita da un disco volante, ella risponde affermando che un Ufo è un oggetto volante non identificato, mentre al contrario quello sul quale la signora é stata rapita era perfettamente identificato, trattandosi di una astronave aliena. All'esasperazione del giudice che le ricorda di aver giurato di dire «la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità», ella, in un passaggio di forte impatto logico, risponde lapidariamente «Mi perdoni, Vostro Onore, ma durante il processo è stato abbastanza chiaro che non volete niente del genere. Ho visto l'avvocato Rice, lì, e l'avvocato Ziegler, tagliare ogni tipo di risposte perché dicevano più di quanto volevano far sentire alla giuria. Per quanto ho visto, la Corte vuole risposte specifiche a domande specifiche e ristrette - ed è quello che io ho fatto».
Come potete capire questo romanzo di Sawyer è denso di succose tematiche raccontate, come ormai siamo abituati, con uno stile accattivante e che rapisce il lettore accompagnandolo di pagina in pagina.
Nonostante uno stile semplice e tutt'altro che ricercato le opere dell'autore canadese risultano il più delle volte pervase da un'attenta analisi delle più svariate tematiche, con una particolare attenzione alle più attuali problematiche del mondo occidentale.
Non si può quindi che considerare Sawyer uno dei massimi scrittori della più recente fantascienza. Vi invito a procurarvi i suoi romanzi, la maggior parte dei quali prontamente tradotti in italiano. Buona lettura.

Vincenzo Cammalleri

4 commenti:

  1. Sawyer uno dei massimi autori della più recente fantascienza ???
    Se le cose stessero davvero così allora la SF se la passerebbe davvero male, non confondiamo le vendite e la facilità di scrittura con la qualità delle opere, per favore.
    Per me la fantascienza oggi si afferma grazie ad autori come Stross, Chiang, Swanwich, Di Filippo, Gaiman , Bacigalupi e non molti altri.
    Se volessi davvero distrami leggerei volentieri Topolino piuttosto che Sawyer...

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    1. Credo sia anche una questione di gusti. Sawyer è uno dei pochi scrittori che può vantare di avere i 3 premi più prestigiosi del settore in bacheca (Hugo, Nebula e John W. Campbell memorial Award) , mi pare che il "club" sia composto da 7-8 persone... e che nomi !!!
      Ha presieduto la SFWA, vinto innumerevoli premi... insomma dire che è uno dei massi rappresentati della SF contemporanea mi pare il minimo.
      Il suo giudizio mi pare quindi condizionato dal suo gusto personale (che è sacrosanto).

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    2. Credo lei associ la semplicità e la scorrevolezza dei testi di Sawyer all'assenza di contenuti. L'equazione è fasulla. Altrimenti Asimov sarebbe nessuno e Harrison uno dei massimi filosofi contemporanei.
      Potrà non piacere, ma è innegabile che con il suo stile Sawyer scrive una fantascienza popolare e allo stesso tempo capace di veicolare i suoi contenuti. Non credo sia poco. Non tutti sono in grado di leggere Egan (che per inciso io amo).

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  2. Sarebbe interessante conoscerli questi contenuti, in ogni caso la questione a mio modo di vedere non è elitarismo contro leggibilità/popolarità degli autori ma della sincerità, autenticità e credibilità delle loro creazioni letterarie.
    Mi dispiace, ma Sawyer per tanti motivi evidenti a chi legge senza preconcetti i suoi lavori, è fasullo egli stesso come autore.
    Ha uno stile elementare, tratta con superficialità l'elemento scientifico, ricicla all'infinito sempre le stesse tematiche, la maggior parte dei suoi romanzi ha la stessa, identica struttura di base, inoltre infastidisce il lettore con richiami gratuiti all'attualità americana degli anni in cui scrive. Per esempio il processo a O.J.Simpson viene citato ad un certo punto anche in "Mutazione pericolosa", non si capisce bene perchè. Ora qui nessuno vorrebbe scrivere per i nostri bis-bis-bis nipoti ( salvo forse Egan :-) ) ma un europeo under40 che legge oggi Sawyer che ne sa/che gli frega di O.J.Simpson ??? Qualcuno ce lo vede Asimov tirare in ballo Sacco e Vanzetti in una sua opera? Andiamo...

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