martedì 8 luglio 2014

REDEMPTION ARK di Alastair Reynolds

Accogliamo con piacere la recensione curata da Fabio F. Centamore di uno dei migliori romanzi usciti finora in Italia quest'anno, quel Redemption Ark che è appena uscito su Urania Jumbo e che è il seguito di Rivelazioni (Revelation Space), nella speranza di non dover attendere molto per il terzo e conclusivo Absolution Gap.
Reynolds è uno scienziato, e questo si vede nelle sue opere, ricche di inventive e affascinanti estrapolazioni tecnologiche. Nato nel 1966 a Barry, in Galles, subito dopo la laurea inizia a lavorare per l’European Space Research and Technology Centre dell’Agenzia Spaziale Europea con sede di lavoro in Olanda, dove vi rimane fino al 2004. Reynolds Non ha paura né di scrivere romanzi di settecento od ottocento pagine né di lanciarsi in epopee che spaziano per secoli e millenni, da un capo all’altro dell’universo conosciuto, un universo - soprattutto quello del suo ciclo più celebre, quello della Rivelazione - cupo e affascinante, colonizzato dall’uomo nelle sue varie forme, umane e semi-umane (qualcuno, non a torto le ha definite post-umane e fa rientrare Reynolds in una categoria a parte, quella del post-umanesimo), un universo popolato da cyborg immortali e da umani biomodificati per adattarsi ai pianeti ostili che ci attendono, ma anche da minacce oscure e mortali, come quella degli Inibitori,  una razza aliena inorganica che si è posta lo scopo di sterminare tutte le razze intelligenti quando esse superano un certo livello di tecnologia.
REDEMPREV


Titolo: Redemption ark
Autore: Alastair Reynolds
Traduzione: Alessandro Vezzoli
Genere: Fantascienza
Casa editrice: Mondadori
Anno: 2014

A - Il paradosso di Alastair.
Secondo romanzo del ciclo della "Rivelazione", iniziato dall'autore nel 2000 proprio con la pubblicazione del suo primo romanzo (Revelation Space), Redemption ark mantiene le caratteristiche strutturali che hanno contraddistinto il capitolo precedente (Rivelazione - "Urania", 2009, due volumi): sottotrame parallele che tendono a convergere nel climax finale, numerosi personaggi che imperversano senza un vero protagonista, attenzione insistita per la "futuribilità" della tecnologia descritta. Una space opera poco usuale per chi è abituato ai continui salti nell'iper spazio di Guerre stellari o alla velocità "warp" di Star Trek. Andare oltre la velocità della luce, ma anche eguagliarla solamente, è troppo pericoloso (quand'anche fosse fattibile). Di conseguenza, le grandi navi stellari tendono alla velocità luce senza mai raggiungerla e impiegano anni a coprire le grandi distanze siderali. Ne risulta un'umanità dispersa e divisa, perfino tecnologicamente modificata.
L'intera opera è basata su uno dei tanti misteri propinati ai ricercatori dall'osservazione del cosmo. Molti, ma non proprio tutti, sanno che nel 1961 l'astronomo Franck Drake formulò un'equazione che sulla base di molteplici variabili calcolerebbe le probabilità dell'esistenza di civiltà extraterrestri nel cosmo. Si badi bene, l'equazione riguarda civiltà al nostro stesso livello di sviluppo tecnologico o superiore. Non si tratta di semplici forme di vita ma di esseri viventi organizzati in una società, in grado di ricevere i nostri messaggi e di comunicare con noi. Tale equazione è tutt'oggi alla base delle ricerche della N.A.S.A. e del S.E.T.I., tese a contattare civiltà aliene attraverso i segnali radio inviati nel cosmo. In effetti, secondo recenti stime dello stesso ente spaziale americano, una soluzione attendibile dell'equazione direbbe che esistono diverse civiltà (pare almeno ventitre) sparse fra le stelle della nostra galassia. E qui inizia il mistero. Pare che già nel 1950, molto prima che Drake formulasse la sua equazione, Enrico Fermi si fosse posto il problema arrivando a chiedersi dove fossero tutte le altre forme di vita che avrebbero dovuto popolare la galassia. Se esistono cosí tante probabilità che la galassia sia abitata da altre civiltà, dove sono finite? Perchè non riusciamo a contattarne nessuna? Rimaste senza una chiara risposta, nonostante le molte ipotesi, queste domande rappresentano il cosiddetto "paradosso di Fermi". Secondo Drake esistono nella galassia molte civiltà in grado di captare segnali radio eppure, sebbene ci proviamo almeno dal 1960, non riusciamo a contattarne nessuna. Dove sono finiti tutti? In questo romanzo, ma direi anche in tutte le opere che compongono il ciclo della "Rivelazione", l'autore tenta di rispondere proprio a questa domanda.

B - Redenzione a-morale.
Reynolds attinge a piene mani dal suo background di astrofisico al servizio non troppo segreto dell'E.S.A, l'ente spaziale europeo. Attinge anche, però, dall'opera di A. C. Clarke e, secondo  un mio personalissimo parere, da qualche suggestione lovecraftiana. Come nelle migliori storie del grande Arthur, i misteri del cosmo non contengono alcuna tensione a Dio o a una qualche forma di trascendenza. Certo lo spazio di Reynolds è popolato di misteri, enigmi inquietanti che gettano ombre nel processo di conoscenza. Non è, tuttavia, necessaria una fede diversa da quella riposta nelle capacità della scienza. Il mistero, per quanto inquietante e destabilizzante possa apparire alla comprensione umana, è solo mancanza di conoscenza. Tutto è spiegabile attraverso la scienza, a patto di avere le giuste cognizioni e gli strumenti adatti. Da qui l'approccio "realistico" dell'autore nella costruzione letteraria di una galassia fondamentalmente povera di risorse, in grado di supportare lo sviluppo di un limitatissimo numero di civiltà (molto inferiore a quello calcolato dalla N.A.S.A.). Da questa assunzione di fondo, l'idea che le civiltà si estinguano con più facilità di quanto si formino e si evolvano. L'autore innesta in questa costruzione la concezione di una sorta di deus ex machina della distruzione. E qui, a mio parere, forse emerge qualcosa di Lovecraft all'interno di un impianto fondamentalmente meccanicista e scientista. L'idea che dietro la distruzione e l'estinzione delle civiltà possa esserci una volontà superiore. La coscienza strisciante, eppur vivida, che il male sia pilotato da entità oltre il velo dell'apparenza ha un sapore davvero lovecraftiano. In fondo, anche nella concezione più meccanicista, il caso non riesce a spiegare proprio tutto. Curioso anche notare come uno dei protagonisti assenti nel romanzo (a sua volta ben presente in Rivelazione 1 - 2, il romanzo precedente) sia una sorta di archeologo del futuro, specialista nello studio delle civiltà scomparse della galassia. Innegabile, comunque, come anche in questo romanzo tutto il male ha inizio prima che la razza umana possa affermarsi come specie, ancorché come civiltà. Tematica su cui il solitario di Providence ha fatto scuola, non solo a Reynolds probabilmente.
Altro aspetto di questo romanzo che balza all'occhio del lettore, conferendo ulteriore senso al titolo, è la costante che accomuna quasi tutti i protagonisti principali. Ognuno di loro si è, in qualche modo, macchiato di uno o più crimini prima di essere coinvolto nelle vicende della trama. Come se il romanzo ci volesse mostrare una sorta di cammino verso una redenzione ben più che metaforica. In effetti, nonostante la continua espansione nel cosmo e il persistente sviluppo tecnologico, l'umanità non è assolutamente cambiata. Si è evoluta, ha incrementato le proprie capacità cerebrali grazie alla nanotecnologia. Eppure i peggiori istinti umani sono rimasti tali. Privati, anzi, del necessario contrappeso di una morale basata su un qualcosa di categorico. Religione e fede sembrano concetti ormai superati, sostituiti da valori esclusivamente legati alle forme di struttura sociale adottate dalle singole fazioni umane. L'umanità è quindi divisa e preda di se stessa, delle passioni negative scatenate dalla contrapposizione. Guerra, faziosità e divisioni richiedono di essere superate in una nuova sintesi, almeno temporanea. Redenzione allora è un concetto depotenziato, ma di certo molto realistico e orientato al superamento degli stessi piccoli limiti umani. Non solo "ricongiunzione", composizione, delle fazioni e dei personalismi ma soprattutto aspettativa di un nuovo futuro.

C - Ordine nel disordine.
In conclusione, mi sembra giusto provare a mettere un po' in ordine le pubblicazioni italiane di questo ciclo che, purtroppo, sono alquanto frammentarie. Lo spazio della rivelazione consta in origine di cinque romanzi, due novelle e circa otto racconti. Vediamo cosa è stato pubblicato in italiano, da chi e quando.
Romanzi:
- Reveletion, 2000 (Urania, Rivelazioni 1/2 - 2009). 
- Chasm City, 2001.
- Redemption Ark, 2002 (Urania, Redemption ark - 2014).
- Absolution Gap, 2003.
- The Prefect, 2007 (Fanucci, Il prefetto - 2013).
The Prefect si colloca un paio di secoli prima degli altri quattro, all'apice della civiltà dei Demarchisti e della loro democrazia. Revelation Space, Redemption Ark e Absolution Gap costituiscono una vera trilogia con molti protagonisti in comune, mentre Chasm City si colloca parallelamente (in senso temporale) alla trilogia e riguarda una vicenda a latere (splendido...)
Novelle:
- Diamond Dogs, 2001 (Perseo Libri, "Nova SF", La guglia di sangue - 2006).
- Turquoise Days, 2002 (Perseo Libri, "Nova SF", I giorni del turchese - 2006).
Racconti:
- Dilation Sleep, 1990.
- A Spy in Europa, 1997.
- Great Walls of Mars, 2000.
- Glacial, 2001 (Urania, Millemondi #40 - 2005).
- Weather, 2006.
- Grafenwalder's Bestiary, 2006.
- Nightingale, 2006.
- Galaxy North, 1999.
- Monkey Suit, 2009.
Fabio F. Centamore


4 commenti:

  1. Ciao.
    Questa recensione mi fa venire voglia di comprarlo, solo che io non ho letto il primo romanzo. Desisto o posso leggerlo comunque?

    Grazie
    Ciao
    Angelo

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  2. diciamo che il libro si gusta anche da solo, ma alcune sottotrame includono personaggi e vicende del primo libro, per cui, ove possibile, sarebbe meglio leggerli in sequenza.

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  3. La struttura e le suggestioni di questi libri sono assai complesse quindi l'ideale è leggerli in sequenza. Al limite aspettare che esca Absolution Gap e leggerli tutti e tre insieme!! Che goduria!! Dovresti provare nell'usato. E buona lettura

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  4. Sono alla ormai disperata ricerca degli Urania 1550 e 1553 tra bancarelle, E-bay e chi più ne ha più ne metta, se qualcuno vuole vendermeli. Altrimenti faccio appello per la digitalizzazione!

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