giovedì 16 gennaio 2014

COYOTE di Allen Steele

Come dissi tempo fa, nella presentazione a un bel romanzo ambientato sul pianeta rosso e apparso su Solaria, Nel labirinto della notte, Steele è uno dei massimo esponenti della nuova fantascienza tecnologica e avventurosa che si rifa apertamente alla tradizione di autori classici come Robert Heinlein e Arthur C. Clarke. Dotato di uno stile secco e vigoroso, di rado delude: le sue storie scorrono via veloci e avvincenti.  Giornalista e scrittore, riesce spesso a inserire nei suoi romanzi la sua naturale esuberanza e il suo amore per il mondo del rock and roll e per la cultura degli anni sessanta. L'amico Arne Saknussemm ci racconta qui le sue sensazioni dopo la lettura di Coyote, primo romanzo del celebre ciclo che tanta fama ha dato a Steele.



Urania inizia il 2014 alla grande ! E' arrivato in edicola un romanzo precedentemente inedito in Italia, "Coyote" di Allen Steele, uscito originariamente negli USA nel 2002.
Questo romanzo è per me gioie e dolori. Gioie, perchè vi dico fin da subito che mi è piaciuto molto e mi ha entusiamato. Dolori, perchè "Coyote" è solo il primo romanzo di un non breve ciclo che chissà quando avremo il piacere di leggere per intero in italiano !!
 "Coyote" racconta la storia di un gruppo di DI (Dissidenti Intellettuali) in fuga dalla Repubblica Unita d'America (sorta dopo il crollo degli USA) e dal suo regime totalitario ed oppressivo, ed in cerca di una nuova vita e della libertà su Coyote, un pianeta di tipo terrestre a 46 anni luce dalla Terra.
Coyote appartiene al sistema di 47 Ursae Majoris ed è uno dei 6 satelliti del terzo pianeta del sistema, un gigante gassoso chiamato Orso.
Nel 2070 la Repubblica Unita d'America costruisce la sua prima nave spaziale, la URSS Alabama, la cui missione sarà proprio quella di colonizzare Coyote. Un gruppo di dissidenti si impadronisce della nave e parte alla volta di Coyote. La URSS Alabama viaggerà alla velocità di crocera di 0,2 c e dunque impiegherà circa 230 anni per coprire i 46 anni luce che separano la Terra da Coyote. I 104 uomini a bordo viaggiano in biostasi (uno stato di pseudo-ibernazione) e si risveglieranno nei pressi di 47 Ursae Majoris nel 2300, lasciandosi alle spalle, lontano nello spazio e nel tempo, la Terra e tutto ciò da cui scappavano.
Giunti su Coyote i dissidenti, adesso divenuti coloni, si trovano a dover fronteggiare ed "addomesticare" un ambiente nuovo per poter sopravvivere: dovranno creare una nuova società ed avranno un intero pianeta sconosciuto da esplorare. Dovranno anche guardare in faccia il loro futuro... che è anche il loro passato e che cambierà il loro presente.
Steele non si limita a descrivere il conflitto tra l'uomo e la natura, ma mette in scena una serie di personaggi ben caratterizzati che si troveranno al centro di vari conflitti, sia personali che individuali,  tra uomo e governo, uomo e sistema costituito, uomo e convenzioni sociali. L'esplorazione del pianeta sarà anche un viaggio iniziatico per gli adolescenti della colonia, quell'eperienza che segna il passaggio tra adolescenza ed età adulta.
"Coyote" è un buon romanzo di SF avventurosa con una certa dose di Hard SF, scritto molto bene, con una prosa semplice e col merito di non entrare troppo nel dettaglio scientifico, tenendo così sempre alta l'attenzione del lettore.
Allen Steele riesce ad evocare il sense of wonder tipico di una certa SF dei tempi andati. In "Coyote" troviamo echi di Robert Heinlein e di Arthur C. Clarke; la descrizione del sistema di 47 Ursae Majoris e dei paesaggi, flora e fauna di Coyote ricorda la maestria di Hal Clement.
Ma in "Coyote" non c'è solo questo. Come ho gia detto, c'è una particolare attenzione nei riguardi dei personaggi, ben costruiti e caratterizzati. Tra le righe si parla di politica, potere, diritti e libertà; si  allude ad alcune fasi della storia e dei miti legati alla colonizzazione dell'America del Nord ed alla nascita degli Stati Uniti d'America.
In "Coyote" non c'è un solo io narrante: ogni parte del romanzo è raccontata da un personaggio diverso, a volte in prima, a volte in terza persona. Altre volte è l'autore a raccontare i fatti; questo offre una visione molto particolare dei luoghi e degli eventi raccontati ed è frutto dell'opera di fix-up che ha dato origine al romanzo. "Coyote" è infatti formato dall'unione di otto diversi racconti, due dei quali ("Steeling Alabama" e "The Days Between") ricevettero la nomination per i premi Hugo e Nebula.

Il ciclo di Coyote è articolato in questo modo:
COYOTE SERIES
A) Coyote Trilogy:
1) Coyote (2002)
2) Coyote Rising (2004)
3) Coyote Frontier (2005)
B) Coyote Chronicles:
1) Coyote Horizon (2009)
2) Coyote Destiny (2010)
C) Coyote Spinoff:
1) Spindrift (2007)
2) The River Horses (2007)
3) Galaxy Blues (2008)


In Italia, oltre a "Coyote", è stato tradotto anche "Galaxy Blues" col titolo "Galassia Nemica" (Urania n.1566).
         
E se avete voglia di una piccola anticipazione di ciò che succederà nel secondo romanzo della serie, "Coyote Rising", allora dovete procurarvi l'antologia "Venti Galassie" (Urania Millemondi n.44, traduzione italiana dello "Year's Best SF n.9" di Hartwell e Cramer) che contiene "La pazza di Shuttlefield" (The Madwoman of Shuttlefield), racconto scritto da Steele nel 2003 che è anche la prima parte di "Coyote Rising" (anch'esso frutto di un fix-up).
Tutti i racconti uniti in "Coyote" e "Coyote Rising" sono originariamente usciti su Asimov's Science Fiction (ad eccezione di "The Boid Hunt" uscito su Star Colonies).
Un romanzo da non perdere, certo non un capolavoro ma una SF intrigante, avventurosa, che riesce a portarti proprio là dove vorresti essere: nello spazio profondo, nel bel mezzo di un'avventura che vale una vita !
P.S. Una preghiera ad Urania ed al Signor Giuseppe Lippi: pubblicate i seguiti ! Fateci leggere per intero questo bel ciclo... Un regalo a noi fans ! 
Arne Saknussemm

1 commento:

  1. Segnalo che il mese scorso Urania ha pubblicato il seguito, Coyote Rising. Inarrivabile il livello del primo, ma comunque un ottimo libro. Cambiato il traduttore, ma non si nota. Non lascia punti in sospeso come il primo episodio.

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