domenica 30 giugno 2013

ANNUNCIATI I VINCITORI DEI PREMI LOCUS 2013


Sono stati annunciati i vincitori del premio Locus (al Locus Weekend a Seattle). Scalzi ha vinto il premio più importante con il romanzo Redshirts, indice di una popolarità ormai all'apice (personalmente ho trovato il libro assai deludente). Molto bello il romanzo breve della Kress, che uscirà in Italia presso Delos.

 Il dettaglio lo potete trovare sul sito della Tor o di Locus Mag

http://www.tor.com/blogs/2013/06/announcing-the-2013-locus-award-winners

Riporto di seguito i finalisti e i vincitori delle principali categorie:

Romanzo di Fantascienza

  • Winner: Redshirts, John Scalzi (Tor; Gollancz)
  • The Hydrogen Sonata, Iain M. Banks (Orbit US; Orbit UK)
  • Captain Vorpatril’s Alliance, Lois McMaster Bujold (Baen)
  • Caliban’s War, James S.A. Corey (Orbit US; Orbit UK)
  • 2312, Kim Stanley Robinson (Orbit US; Orbit UK)

Romanzo Fantasy
  • Winner: The Apocalypse Codex, Charles Stross (Ace; Orbit UK)
  • The Killing Moon, N.K. Jemisin (Orbit US; Orbit UK)
  • The Drowning Girl, Caitlín R. Kiernan (Roc)
  • Glamour in Glass, Mary Robinette Kowal (Tor)
  • Hide Me Among the Graves, Tim Powers (Morrow; Corvus)

Romanzo Young Adult
  • Winner: Railsea, China Miéville (Del Rey; Macmillan)
  • The Drowned Cities, Paolo Bacigalupi (Little, Brown; Atom)
  • Pirate Cinema, Cory Doctorow (Tor Teen)
  • Dodger, Terry Pratchett (Harper; Doubleday UK)
  • The Girl Who Fell Beneath Fairyland and Led the Revels There, Catherynne M. Valente (Feiwel and Friends; Much-in-Little ’13)

Opera Prima
  • Winner: Throne of the Crescent Moon, Saladin Ahmed (DAW; Gollancz ’13)
  • vN, Madeline Ashby (Angry Robot US; Angry Robot UK)
  • Seraphina, Rachel Hartman (Random House; Doubleday UK)
  • The Games, Ted Kosmatka (Del Rey; Titan)
  • Alif the Unseen, G. Willow Wilson (Grove; Corvus)

NOVELLA
  • Winner: “After the Fall, Before the Fall, During the Fall,” Nancy Kress (Tachyon)
  • “In the House of Aryaman, a Lonely Signal Burns,” Elizabeth Bear (Asimov’s 1/12)
  • “On a Red Station, Drifting,” Aliette de Bodard (Immersion)
  • “The Stars Do Not Lie,” Jay Lake (Asimov’s 10-11/12)
  • “The Boolean Gate,” Walter Jon Williams (Subterranean)

Racconto lungo
  • Winner: “The Girl-Thing Who Went Out for Sushi,” Pat Cadigan (Edge of Infinity)
  • “Faster Gun,” Elizabeth Bear (Tor.com 8/12) 
  • “Close Encounters,” Andy Duncan (The Pottawatomie Giant & Other Stories)
  • “Fake Plastic Trees,” Caitlín R. Kiernan (After)
  • “The Lady Astronaut of Mars,” Mary Robinette Kowal (Rip-Off!)

Racconto
  • Winner:“Immersion,” Aliette de Bodard (Clarkesworld 6/12)
  • “The Deeps of the Sky,” Elizabeth Bear (Edge of Infinity
  • “Mantis Wives,” Kij Johnson (Clarkesworld 8/12)
  • “Elementals,” Ursula K. Le Guin (Tin House Fall ’12)
  • “Mono No Aware,” Ken Liu (The Future Is Japanese)
Raccolta di singolo autore 

Winner: Shoggoths in Bloom, Elizabeth Bear (Prime)
  • The Best of Kage Baker, Kage Baker (Subterranean)
  • At the Mouth of the River of Bees, Kij Johnson (Small Beer)
  • The Unreal and the Real: Selected Stories Volume One: Where on Earth and Volume Two: Outer Space, Inner Lands, Ursula K. Le Guin (Small Beer)
  • The Dragon Griaule, Lucius Shepard (Subterranean)

sabato 29 giugno 2013

IL PIANETA DEI VENTI di George R.R. Martin e Lisa Tuttle


E dopo Alastair Reynolds inzia ora una breve serie di tre post dedicati all'opera di George R.R. Martin, e in particolare ai suoi romanzi del periodo pre-Westeros, quando ancora non era così ricco e famoso (in realtà nel campo fantascientifico era comunque famoso, e aveva anche vinto numerosi premi Hugo e Nebula per i suoi favolosi racconti e romanzi brevi). Stefano Sacchini, dopo averci raccontato l'avventurosa vicenda de In fondo al buio, ci porta ora sul Pianeta dei venti, altro bel romanzo del primo Martin, scritto in collaborazione con Lisa Tuttle e ristampato recentemente da Mondadori negli Oscar Bestsellers.




"Compì un ultimo passaggio elegante sulla spiaggia, ad ali spiegate, dieci braccia sopra la sua testa. La bambina si fermò a guardare, con gli occhi sgranati. Poi, piuttosto lontano sopra l'acqua, si inclinò: un'ala argentea si abbassò e l'altra si alzò, e al'improvviso si avvicinò con un ampio cerchio. Poi si raddrizzò e avanzò, scendendo armoniosamente, e toccò appena la sabbia nell'atterraggio."

Dalla quarta di copertina
"Il Pianeta dei Venti è abitato dai lontani discendenti di astronauti terrestri naufragati secoli addietro. Sparsi sulle miriadi di isole che costituiscono le terre emerse del pianeta, comunicano grazie a dei marchingegni costruiti con i rottami della nave spaziale, ali meccaniche che permettono loro di planare sulle correnti ventose che spazzano continuamente la superficie del pianeta. Con il tempo si è costituita una classe sociale a sé stante che detiene il potere di volare e le ali stesse, tramandate di padre in figlio. Maris non appartiene alla classe eletta, è un'orfana, figlia di pescatori, che vive raccogliendo conchiglie sulla spiaggia, ma ha un sogno: diventare una "volatrice". E quando un volatore approda proprio sulla spiaggia vicino alla casupola di Maris, forse quel sogno diventa realtà."

La prima edizione italiana de IL PIANETA DEI VENTI (Windhaven) è del 1983 (nella collana della Nord Narrativa d'Anticipazione, n. 38, a cura di Sandro Pergameno) ma, nonostante alcune ristampe Nord, da anni il volume era difficile da trovare, specie per i fan, sempre più numerosi, di George R.R. Martin. Sulla scia dell'enorme successo, letterario e televisivo, dalle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, la Mondadori ha deciso di riproporre ai lettori questo romanzo, opera a quattro mani di Martin e Lisa Tuttle, il cui nome sulla copertina è messo in secondo piano per sparire del tutto dal dorso del volume.
Il romanzo fu pubblicato nel 1981 e nasce dalla fusione di tre racconti distinti, scritti da Martin e dalla Tuttle a partire dal 1975, con l'aggiunta di un prologo e un epilogo.
La storia segue la vita della protagonista Maris, dall'infanzia sino agli ultimi istanti della sua lunga esistenza. Le sue fatiche, coronate da successo, per entrare a far parte della casta dei volatori provocano una rivoluzione sociale che, nel giro di pochi anni, trasforma la società planetaria, con frizioni che si fermano a un passo appena dalla guerra civile.
Coloro che hanno dimestichezza con i Sette Regni di Martin, troveranno molte similitudini fra gli arcipelaghi del Pianeta dei Venti e le varie isole e fortezze insulari di Westeros: oltre alla toponomastica, stesse atmosfere cupe, grigie, opprimenti, dominate da freddo, umidità e, ovviamente, vento. Attribuibile a Martin è anche l'accuratezza con la quale sono descritti cibi e bevande.
La storia, che si può ascrivere al genere della fantascienza antropologica in salsa fantasy, scorre in maniera piacevole seppure senza colpi di scena eclatanti, e si conclude in maniera prevedibile sin dalle prime battute del libro. I personaggi, a partire dall'indomita Maris che in alcuni passaggi brilla per una poco simpatica testardaggine, pur essendo ben delineati lasciano il lettore abbastanza indifferente. Manca cioè quell'intensità emotiva che si percepisce non solo nei protagonisti delle Cronache ma anche nel primissimo romanzo di Martin, l'ottimo Dying of the Light (1977). Insomma un'opera ben scritta e scorrevole, ma che non sfrutta tutte le potenzialità insite nella trama e non rappresenta la miglior produzione di Martin, sicuramente, e della Tuttle, quasi certamente.

George R.R. MARTIN – Lisa TUTTLE, IL PIANETA DEI VENTI (Windhaven, 1981), trad. di Roberta Rambelli, Arnoldo Mondadori Editore, collana Grandi Bestsellers, 385 pp., 2012, fantascienza.

Stefano Sacchini 

CHASM CITY di Alastair Reynolds

Si chiude con questo post la sezione dedicata all'autore britannico Alastair Reynolds. Nell'attesa di vedere in Italia qualche nuovo romanzo di Reynolds (mi dicono che il bellissimo The Prefect è stato opzionato da un editore nostrano, e poi sul blog di Urania Lippi tempo fa' aveva annunciato anche Pushing Ice), ecco una recensione di quello che forse è il suo libro più importante. Cupo, ricchissimo di personaggi e di invenzioni tecnologiche, Chasm City (vincitore del British Science Fiction Award nel 2002) racconta una storia di terribile vendetta che attraversa l'intera galassia: uno dei libri che più mi ha colpito ultimamente. Da non perdere, per quei pochi (ma sempre di più) che leggono in lingua originale...Massimo Luciani ce ne descrive le dinamiche e la vicenda. Ci sono spoiler, quindi attenzione...



Il romanzo "Chasm City" di Alastair Reynolds è stato pubblicato per la prima volta nel 2001. Fa parte della serie della Rivelazione. Ha vinto il British Science Fiction Association award. Al momento è inedito in Italia.

Tanner Mirabel è un esperto di sicurezza che per anni ha curato la protezione di un potente uomo del pianeta Sky's Edge e di sua moglie. Quando i due vengono uccisi, Tanner è preso dalla brama di vendetta e insegue Argent Reivich, il mandante del doppio omicidio, fino al pianeta Yellowstone. Si tratta di un pianeta inospitale dove però è stata costruita Chasm City, un habitat composto da enormi grattacieli capaci di cambiare forma. Quando vi arriva, però, scopre che la città è stata devastata da una pestilenza aliena.

Il viaggio interstellare è durato anni, trascorsi da Tanner in sospensione criogenica. Quando viene risvegliato soffre di amnesia e prima di cominciare la sua caccia all'uomo deve cercare di recuperare i suoi ricordi. Come se la situazione non fosse già abbastanza complicata, scopre di essere stato infettato con un virus di indottrinamento che gli provoca flashback in cui rivive i ricordi di Sky Haussman, un personaggio importante del passato del suo pianeta natale da alcuni considerato una figura religiosa e da altri un criminale.

"Chasm City" è ambientato nello stesso universo narrativo di "Rivelazione" ma può essere letto in maniera indipendente. Viene citata la famiglia Sylveste, protagonista del primo romanzo, e la pestilenza che ha devastato Chasm City è la stessa che nel primo romanzo ha colpito il capitano dell'astronave "Nostalgia dell'Infinito". Per il resto però la storia raccontata in "Chasm City" è completamente separata e riguarda altri personaggi.

Il protagonista di "Chasm City" è Tanner Mirabel, che compie un viaggio dal pianeta Sky's Edge a Yellowstone per vendicare l'uccisione delle persone che doveva mantenere al sicuro. Quando arriva a Chasm City, invece di trovare le tecnologie più avanzate mai create dagli esseri umani, scopre che una pestilenza aliena ha colpito tutti i tipi di nanomacchine, sia quelle nei corpi degli abitanti che quelle usate per altri lavori.

La maggior parte dei sopravvissuti è stata costretta a riprodurre apparecchiature primitive  mentre alcuni aristocratici sono riusciti a isolare le loro nanomacchine e possono continuare a vivere non solo nel lusso nella loro parte di Chasm City ma anche essere potenzialmente immortali.

Come "Rivelazione", anche "Chasm City" è raccontato in diverse sottotrame, in questo caso ambientate in periodi diversi. Un problema del primo romanzo era che spesso c'erano personaggi che raccontavano ad altri storie del loro passato e questo modo di fornire informazioni appesantiva la storia. Nel secondo romanzo, invece, il passato viene mostrato sotto forma di ricordi del protagonista Tanner Mirabel e ciò permette di avere un ritmo in media elevato con parecchia azione.

La memoria è un tema fondamentale di "Chasm City" e ad esso è strettamente connesso quello dell'identità. Quando Tanner Mirabel si risveglia alla fine del suo viaggio verso Yellowstone fa due scoperte legate ai suoi ricordi. La sospensione criogenica gli ha provocato un'amnesia ed è stato infettato con un virus di indottrinamento che gli fa ricordare episodi della vita di Sky Haussman che riguardano per lo più il suo viaggio assieme alla flottiglia di astronavi generazionali verso il sistema della stella 61 Cygni.

Le sottotrame di "Chasm City" raccontano la storia di Tanner Mirabel a Chasm City, i suoi ricordi di ciò che gli è successo su Sky's Edge e quelli di Sky Haussman. Il recupero dei suoi ricordi e i flashback indotti dal virus di indottrinamento hanno vari effetti cumulativi su Tanner e inevitabilmente lo influenzano. I ricordi di Tanner sono narrati in prima persona dal suo punto di vista mentre quelli di Sky sono narrati quasi completamente in terza persona.

Questa narrazione permette al lettore di scoprire progressivamente il passato di Tanner e di Sky permettendo alla fine di comprendere la situazione del pianeta Sky's Edge. Fin dall'inizio di "Chasm City" sappiamo che è un pianeta dove ci sono fazioni in guerra quasi perenne e i vari flashback fanno luce sulla sua storia.

Le varie sottotrame includono la presenza di persone potenzialmente immortali, che in genere non sembrano mentalmente molto stabili. Complessivamente, considerando anche gli eventi su Yellowstone, quello che viene fuori è un ritratto decisamente cinico dell'umanità perché se gli umani che godono di trattamenti di longevità tendono ad essere cattivi gli altri non sono necessariamente buoni. È come se in "Chasm City" Alastair Reynolds avesse concentrato tutto il peggio dell'umanità.

La trama globale che risulta dall'insieme delle sottotrame è complessa e ricca di elementi, magari non originali ma combinati in maniera per lo più intelligente. Secondo me il problema principale di "Chasm City" è che la trama fa un po' troppo affidamento sulle coincidenze. È un espediente narrativo molto usato ma in questo romanzo sembra che il protagonista riesca sempre a trovarsi nel posto giusto al momento giusto per incontrare le persone giuste che gli permettono di avere accesso a vari segreti, anche quelli che dovrebbero essere custoditi con grande attenzione.

I tanti colpi di scena che alla fine portano a scoprire la verità su Tanner Mirabel e le sue motivazioni, su ciò che succede a Chasm City e su Sky's Edge non sono sempre convincenti. In realtà, in alcuni casi gli sviluppi della trama hanno maggior senso dopo un po', quando alcuni segreti sono stati svelati. Allo stesso modo, inizialmente il romanzo sembra far uso di qualche cliché, a cominciare dalla personalità di Tanner, ma andando avanti si capisce che tutto è più complesso di quanto sembri e il protagonista finisce per essere ben sviluppato.

"Chasm City" è per certi versi migliore e per altri peggiore di "Rivelazione". Complessivamente, l'ho trovato davvero buono per la miscela di temi e di elementi che rendono impossibile includerlo in un singolo sottogenere, fantascientifico e non. Se non vi spaventano le oltre 600 pagine di lunghezza ve ne consiglio la lettura.

Massimo Luciani

giovedì 27 giugno 2013

RIVELAZIONI di Alastair Reynolds

Terza puntata della disamina dell'opus narrativo di Alastair Reynolds. L'amico Massimo Luciani, informatico, gestore da 15 anni della Thule Enterprise, curatore del blog NetMassimo e acuto osservatore delle ultime novità fantascientifiche (costretto, come ormai molti di noi, a leggere direttamente in inglese) ci parla qui dell'unico grande romanzo di Alastair Reynolds pubblicato in Italia. Merito questo innegabile di Urania e soprattutto di Giuseppe Lippi.
ps. per la cronaca, mi risultava che Urania dovesse pubblicare anche Pushing Ice di Reynolds. Chissà che fine ha fatto...



Il romanzo "Rivelazione" ("Revelation Space") di Alastair Reynolds è stato pubblicato per la prima volta nel 2000. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nei nn. 1550/1553 di "Urania" nella traduzione di Riccardo Valla.

Dan Sylveste è un archeologo ossessionato dal mistero degli Amarantini, una civiltà che viveva sul pianeta Resurgam scomparsa in seguito ad una misteriosa catastrofe circa 900.000 anni prima. Una nuova scoperta dimostra che gli Amarantini erano molto più avanzati di quanto Sylveste e i suoi colleghi pensassero ma la colonia di Resurgam passa attraverso divisioni e colpi di stato. Per portare avanti la sua ricerca, Sylveste deve prima di tutto sopravvivere ai tentativi di omicidio.

L'astronave "Nostalgia dell'Infinito" ha un equipaggio di Ultra, umani fortemente modificati per adattarsi ai lunghissimi viaggi interstellari. Il capitano è infetto da una peste che attacca sia la sua parte organica che quella nanotecnologica e l'unico che potrebbe aiutarlo è Dan Sylveste. Tra l'equipaggio si è però infiltrata Ana Khouri, un'ex militare diventata assassina su commissione inviata dalla misteriosa Madamoiselle ad uccidere Sylveste.

Alastair Reynolds è un astrofisico che per vari anni ha lavorato per l'ESA. Per circa un decennio ha scritto racconti di fantascienza nel tempo libero e in parecchi di essi aveva già delineato l'universo narrativo in cui è ambientato "Rivelazione", il suo primo romanzo. In seguito esso è stato chiamato universo della Rivelazione proprio in seguito alla pubblicazione di questo romanzo.

"Rivelazione" è ambientato nel XXVI secolo, quando l'umanità è ormai sparsa nello spazio e ha colonizzato vari pianeti. I viaggi interstellari vengono compiuti con astronavi che viaggiano a velocità vicine a quella della luce ma senza superarla perciò possono impiegare molti anni per andare da un pianeta all'altro. Nel corso dei secoli l'umanità si è frammentata in varie forme di transumanesimo con utilizzi diversi di tecnologia per potenziare le capacità fisiche e mentali degli esseri umani.

"Rivelazione" comincia con tre sottotrame diverse che però riguardano tutte uno dei protagonisti, Dan Sylveste. Una delle sottotrame segue le ricerche dell'archeologo sul pianeta Resurgam, dove studia la catastrofe che ha cancellato la civiltà degli Amarantini. La seconda è ambientata sull'astronave "Nostalgia dell'Infinito", dove il capitano è incapacitato a causa di una specie di peste e i suoi ufficiali cercano Sylveste perché potrebbe aiutarlo. La terza segue le vicende di Ana Khouri, un'assassina su commissione che viene incaricata di uccidere Sylveste.

La parte iniziale di "Rivelazione" è piuttosto complessa da seguire perché le tre sottotrame sono ambientate su pianeti diversi e comprendono viaggi interstellari perciò gli eventi si svolgono in parecchi anni. Questi eventi non sono narrati in una sequenza cronologica perciò è importante prestare attenzione all'anno indicato all'inizio di ogni capitolo però è chiaro che questa scelta aggiunge difficoltà alla lettura.

"Rivelazione" contiene una notevole quantità di idee perché Alastair Reynolds ha creato una trama che gli ha offerto il modo di presentare il suo universo narrativo a chi non aveva mai letto i racconti in esso ambientati. Dan Sylveste ha infatti un passato complesso in cui è stato coinvolto in varie ricerche che vengono pian piano raccontate nel corso del romanzo.

Alastair Reynolds utilizza spesso l'artificio narrativo di avere uno dei personaggi che racconta ad un altro parte del proprio passato allo scopo di fornire al lettore le informazioni necessarie per capire ciò che sta per succedere. Onestamente in "Rivelazione" l'autore ne fa un uso pesante e questo rallenta il ritmo della storia, d'altra parte la trama davvero complessa del romanzo richiede che molte informazioni vengano fornite in qualche modo al lettore.

Per fortuna, attorno alla metà di "Rivelazione" le sottotrame si unificano eliminando una delle difficoltà nel seguire la storia. La seconda parte del romanzo rimane comunque complessa perché pian piano vari personaggi cominciano a rivelare i loro segreti. La tensione sale, anche perché le rivelazioni arrivano non tutte in una volta bensì pezzo dopo pezzo. Ciò influenza gli eventi per arrivare ad un finale ricchissimo di sorprese.

I personaggi in "Rivelazione" sono molti e inevitabilmente solo alcuni protagonisti sono ben sviluppati: Dan Sylveste, Ana Khouri e Ilia Volyova, uno degli ufficiali della "Nostalgia dell'Infinito". Non ci sono veramente buoni e cattivi perché tutti i personaggi hanno personalità e motivazioni delle quali viene mostrata la complessità nel corso del romanzo.

Per qualcuno questo può essere un difetto, anche perché è difficile che personaggi del genere piacciano al lettore. Per me questo è un pregio perché Alastair Reynolds è andato ben al di là dei cliché della narrativa offrendo un universo narrativo ricco in cui i personaggi agiscono seguendo motivazioni complesse.

Questa scelta porta ad avere anche rapporti complessi tra i vari personaggi. Ad esempio, in tutto il romanzo vediamo vari rapporti di potere nella colonia del pianeta Resurgam e a bordo della "Nostalgia dell'Infinito". La colonia su Resurgam è piccola ma con il passare del tempo si sono creati disaccordi e fazioni con colpi di stato e assassini politici. Sulla "Nostalgia dell'Infinito" un triumvirato gestisce l'astronave quando il capitano viene messo in animazione sospesa per cercare di impedire alla peste di invadere tutto il suo corpo ma uno dei triumviri sembra decisamente più uguale degli altri.

Tutti questi elementi formano un romanzo con una trama che a volte è contorta e non sempre facile da seguire ma che è davvero ricca rendendo l'etichetta space opera davvero riduttiva. Molti elementi vengono sviluppati in maniera più o meno approfondita per arrivare ad avere anche una storia della galassia e un'interpretazione del paradosso di Fermi. Se non vi spaventano libri di 500 pagine abbondanti con storie complesse, "Rivelazione" è secondo me un romanzo da leggere.

Massimo Luciani

LA GUGLIA DI SANGUE di Alastair Reynolds


Continua con questo secondo post la disamina dell'opera di Alastair Reynolds. La guglia di sangue (Diamond Dogs) è uno dei romanzi brevi che mi ha colpito di più negli ultimi dieci anni. Semplicemente eccezionale.
Giovanni De Matteo, scrittore, ingegnere elettronico, è uno dei fautori del nuovo movimento del "connettivismo" e  uno dei migliori critici/esperti della nuova generazione. Nel pezzo che segue Giovanni ci racconta in maniera davvero convincente ed esauriente questa splendida novella.
 SP




La guglia di sangue è una struttura aliena, una torre, rinvenuta su un pianeta sperduta. Uno dei personaggi riunisce un gruppo di soggetti dotati di mezzi, capacità e forza di volontà - quindi pericolosissimi, per gli altri e per se stessi! - per affrontare la quest: arrivare in cima alla torre, che pare essere composta da una serie di stanze attraverso le quali si può viaggiare solo risolvendo dei puzzle di vario genere. Gli errori si pagano con dolore, mutilazioni, morte.
Detta così, sinceramente, sarebbe banalità. Il punto è che il romanzo parla di altro, crea questo sfondo avventuroso per raccontare le ossessioni dei personaggi e quello che sono disposti a sacrificare per perseguirle. La tensione è ottima fino alla conclusione, molto soddisfacente. In una parola, bello!
La Guglia di Sangue (Diamond Dogs, 2001) è un piccolo gioiello. In questo romanzo breve il talento di Alastair Reynolds si rivela ai lettori italiani ancor meglio che nel primo titolo tradotto in Italia, il racconto “Glaciale” apparso nel 2005 nel Millemondi Urania Scorciatoie nello Spaziotempo (traduzione dell’Year’s Best SF 7 di David Hartwell, 2002). Il merito va riconosciuto alla Perseo Libri di Ugo Malaguti, ora rinata sotto il marchio Elara Libri, per avercelo proposto nel bel numero 73 di Nova Sf*, uscito a inizio 2007.
Richard Swift, il protagonista, viene ingaggiato dal suo vecchio amico Roland Childe per una missione su un pianeta esterno, dove una precedente spedizione ha rinvenuto un misterioso manufatto alieno: una torre che è anche un meccanismo, un oggetto in qualche misura senziente, che sfida i suoi ospiti proponendo enigmi matematici. La Guglia che dà il titolo all’edizione italiana è la versione aliena del Cubo conosciuto nell’omonimo cult movie del 1997 diretto da Vincenzo Natali. Il legame che unisce Richard e Childe è viscerale, fondato sul senso della sfida e della competizione che li spinge a confrontarsi su campi di battaglia sempre più ostici. La guglia sembrerebbe prestarsi per la sfida finale. Richard non può rinunciare e s’imbarca in un’impresa che nasce fin da subito sotto i presagi peggiori. Le sfide che pone la Guglia non sono infatti senza prezzo: superarle significa accedere al livello successivo, verso la sommità della sua architettura; ma fallire implica un pegno, pagato con il dolore della propria carne. A farne le spese sono tutti i membri della spedizione: dopo le prime mutilazioni, è la volta delle prime morti. E il conto delle vittime della Guglia non fa che aumentare lungo le sue stanze terribili, attraverso le pagine di questa storia memorabile. Su un piano metaforico, è come se la struttura si cibasse dell’umanità dei suoi ospiti, alienando sempre più le loro coscienze. Ma quanti sono stati davvero i precedenti tentativi di esplorazione della struttura? E perché Childe ha assemblato una squadra che oltre che alle facoltà degli specialisti in giochi può affidarsi anche alle perversioni di uno scienziato pazzo?
La Guglia di Sangue non è “solo un’altra canzone futuristica, solitaria e un po’ kitsch”, come cantava David Bowie nella canzone che dà il titolo alla sua stesura originaria. È un compendio dell’universo di Reynolds, noto sulla scia del suo romanzo d’esordio come lo Spazio della Rivelazione (Revelation Space, 2000, è uno dei titoli migliori pubblicati recentemente da Giuseppe Lippi su “Urania” 1550-1551). Apprendiamo in queste pagine del triste destino di Yellowstone, il tempio della civiltà umana nel sistema di Epsilon Eridani, e della sua capitale Chasm City, devastati dalla piaga di un virus nanotech. E conosciamo alcune delle fazioni umane che animano la scena del futuro secondo Reynolds (che in questo tradisce un grosso debito di riconoscenza verso l’universo della Matrice Spezzata di Bruce Sterling).
Ottimamente delineati i personaggi: Childe fonde caratteristiche faustiane in una personalità machiavellica; il dottor Trintignant, che ormai ha rimpiazzato pezzo dopo pezzo quasi ogni componente organica del suo corpo, conduce fino alle estreme conseguenze la sua perversa ossessione per il proprio lavoro, al punto di suicidarsi pur di preservarlo intatto; Celestina, la ex-moglie di Richard, ha acquisito facoltà matematiche transumane insieme a schemi di percezione aliena, nel corso di una spedizione sperimentale che la aveva condotta lontano dal marito; e per finire Richard, che all’inizio della storia non riconosce Celestina (per aver proceduto alla rimozione sistematica del ricordo di lei) e alla fine non riconosce invece se stesso, trasformato in una creatura meccanica, mossa solo dall’istinto della sfida. Un cane di diamante, come richiamato nel titolo, a cui – dopo essere stato tagliato fuori dall’umanità (postumanità) di Chasm City – non resta che tornare alla caccia intellettuale e al contempo irrazionale, nel confronto eterno con Childe.


Giovanni De Matteo