martedì 17 dicembre 2013

ELANTRIS di Brandon Sanderson

Dall'amico Stefano Sacchini arriva oggi la recensione dell'acclamato romanzo d'esordio di Brandon Sanderson, uno dei migliori autori di fantasy tra quelli della nuova generazione. Sanderson, che ha al suo attivo anche i romanzi conclusivi del ciclo della Ruota del tempo di Robert Jordan e la serie di Mistborn (tutti pubblicati da Fanucci), mostra già nella sua prima opera le doti che l'avrebbero subito reso famoso.




"Lo Shaod, era chiamato. La Trasformazione. Colpiva a caso, solitamente la notte, durante le ore misteriose in cui la vita rallentava nel riposo. Lo Shaod poteva prendere mendicanti, artigiani, nobili o guerrieri. Quando giungeva, la vita di quella persona fortunata terminava e iniziava da capo: costui avrebbe messo da parte la sua vecchia esistenza ordinaria e si sarebbe trasferito a Elantris. Elantris, dove avrebbe potuto vivere felice, governare con saggezza ed essere adorato per l'eternità. Dieci anni fa l'eternità è terminata."
 Dalla seconda di copertina:
"Elantris, la città degli dèi. Abitata da creature di una bellezza splendente, è un luogo di fulgore e magia. Un luogo di felicità eterna. Ma all’improvviso quell’eternità ha fine. Elantris diventa un luogo di tetra disperazione: i suoi abitanti, colpiti da un’orrenda maledizione, diventano misere creature i cui corpi hanno dimenticato di essere morti e la città diventa la loro tomba. E quella maledizione può colpire chiunque: anche Raoden, il principe ereditario del regno di Arelon. All’insaputa di tutti, il giovane viene rinchiuso tra le mura di Elantris, dove sarà costretto a fare i conti con una civiltà imbarbarita. Agli occhi del mondo lui è morto, anche per Sarene, la principessa che si preparava a diventare sua sposa, sperando, dopo una lunga corrispondenza, di trovare l’amore oltre le ragioni di Stato. Dovrà affrontare da sola gli intrighi di corte di Arelon e una nuova minaccia rappresentata da Hrathen, un alto sacerdote giunto dal regno ostile di Fjorden: è venuto per redimere Arelon o per distruggerla? Né Sarene né Hrathen sanno la verità su Raoden, ma forse sarà proprio lui a svelare il segreto dietro la maledizione di Elantris e a dare un nuovo futuro al suo regno. Un’opera ispirata e originale che ha rivelato Brandon Sanderson come una delle maggiori promesse della letteratura fantasy contemporanea."

Brandon Sanderson, nato nel 1975 nel Nebraska, è uno degli scrittori che più ha contribuito quantitativamente al genere fantasy negli ultimi dieci anni. La saga di Mistborn, il romanzo La via dei Re e i seguiti del ciclo della Ruota del Tempo, scritti dopo la scomparsa di Robert Jordan nel 2007, hanno fatto diventare Sanderson uno dei nomi più conosciuti e apprezzati dagli appassionati. La Fanucci, dopo aver pubblicato tutte le opere sopracitate, ci presenta anche il primo lavoro di Sanderson, ELANTRIS (Elantris, 2005).
Al centro della storia vi è la città di Elantris, nel regno occidentale di Arelon. Dopo un passato di gloria e splendore, da dieci anni la metropoli è colpita da una maledizione. Lo Shaod, la misteriosa forza magica che prima trasformava le persone in semidei dai poteri straordinari, ora muta i malcapitati in zombi dalla pelle grigia, esseri incapaci di morire, pur rimanendo sensibili al dolore e ad una fame insaziabile. Gli sventurati vengono subito allontanati dalle autorità di Kae, nuova capitale di Arelon, e rinchiusi entro le alte mura di Elantris che, da città di luce e miracoli, è diventata un'enorme prigione invasa da melma, lordume e violenza indiscriminata.
La vicenda è vista attraverso gli occhi dei tre personaggi principali: Raoden, erede al trono di Arelon, la principessa Sarene, e il monaco Hrathen.
Raoden, figlio dell'avido e inetto re Iadon, viene inaspettatamente colpito dallo Shaod. Esiliato a Elantris, riporta serenità e ordine tra le schiere dei dannati, con il provvidenziale aiuto di Galladon, altro compagno di sventura. Studiando i libri abbandonati in città, Raoden cerca gli strumenti per ripristinare l'antica magia – il Dor – e, con essa, un modo per guarire i maledetti dallo Shaod. Centrale, a tal proposito, è il ruolo svolto dagli AonDor, simboli luminosi tracciabili in aria che attivano magie di varia natura: Raoden non tarda a capire che attraverso la loro giusta esecuzione passa la soluzione del problema di Elantris.
Sarene, principessa del regno insulare di Teod, è la promessa sposa di Raoden ma, quando sbarca a Kae, le viene detto che il fidanzato è deceduto a causa di una malattia fulminante e le viene nascosta la verità. Coinvolta subito negli intrighi di corte, Sarene deve sfoggiare tutta la sua abilità diplomatica per salvare Arelon dalle mire espansionistiche della teocrazia orientale di Fjorden. A farle compagnia vi è il fidato Seon; intelligenze artificiali create in passato dalla magia di Elantris, i Seon sono globi luminosi e fluttuanti, che svolgono funzioni di consigliere, messaggero e, all'occorrenza, spia.
Il religioso Hrathen, imperscrutabile emissario di Fjorden, è deciso a convertire al culto di Jaddeth anche Arelon, dopo aver sottomesso il regno meridionale di Duladel. Hrathen però non desidera che ad Arelon si ripetano i massacri accaduti nel Duladel, a differenza del suo misterioso accolito Dilaf, che mira a un eccidio indiscriminato sia degli infedeli sia delle creature ora chiuse in Elantris, considerate alla stregua di demoni.
Sanderson ha fatto un ottimo lavoro nel tratteggiare non solo i protagonisti ma anche tutta la folta schiera dei personaggi minori, umani e no: complessi, tormentati e pieni di dubbi, credibili, ciascuno con i propri vizi e le proprie virtù.
Anche la storia è di buon livello: complessa ma senza elementi superflui, con ottime idee di fondo ed alcuni spunti originali, in primis la magia che muta la propria natura. Soprattutto il finale, dal ritmo incalzante, si segnala per la maestria con cui Sanderson riesce a far confluire tutte le linee narrative e a risolvere i tanti problemi posti nel corso della vicenda.
Da segnalare che ELANTRIS è, almeno sino a questo momento, un romanzo autoconclusivo e non l'inizio dell'ennesima saga.
L'unica pecca, se proprio se ne vuole trovare una, è l'eccessiva lunghezza del testo. Se al posto delle 700 pagine (tante sono nell'edizione Fanucci), Sanderson avesse condensato, specie nella parte centrale, sino a scendere a 400/500, la storia ne avrebbe guadagnato in scorrevolezza e fruibilità.
In conclusione, ELANTRIS è un buon romanzo, consigliato soprattutto a coloro che apprezzano la produzione di Sanderson.

Brandon SANDERSON, ELANTRIS (Elantris, 2005), trad. di Gabriele De Giorgi, Fanucci, pp. 701, 2013, prezzo € 30,00.

Stefano Sacchini
 

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