giovedì 16 maggio 2013

NOVITA' GARGOYLE: c'è anche un Premio Hugo e Nebula




 

 

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L’uscita in questi giorni di Esclusi di Richard K. Morgan nella collana Gargoyle Extra della casa editrice romana Gargoyle Books mi permette di fare alcune considerazioni sia sull’autore in sè che sulla Gargoyle, piccola casa editrice romana che tenta coraggiosamente un’opera di recupero della fantascienza in Italia e più in generale del fantastico (fantasy e horror).
E’ sotto gli occhi di tutti il fatto che i libri di fantascienza pubblicati in Italia sono sempre di meno. Parlo ovviamente di quelli che escono in collane dedicate alla sf o con l’etichetta del genere perché, a ben guardare, si trovano molti libri di sf/fantasy nelle collane mainstream, ma mai catalogati come sf o posizionati negli scaffali dove si trovano di solito le opere del fantastico. Faccio un esempio per tutti: i romanzi di Tullio Avoledo, autore cresciuto con la fantascienza di Phil Dick, Bob Silverberg e Arthur Clarke ma che ben pochi si azzardano a catalogare come autore di genere, anche se le sue opere si basano su temi canonici della sf come il viaggio nel tempo o l’estrapolazione sociale e del vicino futuro.
In questo contesto editoriale che è eufemistico definire di crisi - per motivi che sarebbe lungo spiegare ma che possiamo sintetizzare in poche parole, e cioè mancanza di fondi e di educazione culturale alla lettura- si inserisce l’opera di piccoli e audaci editori come Delos (di cui abbiamo già parlato pochi giorni fa’) e Gargoyle (in tono ormai minore anche della Fanucci).
La Gargoyle, soprattutto a partire dalla nuova proprietà ( e cioè dal 2011, quando Federico e Michele Pisani, proprietari dello stabilimento tipografico di Grafiche del Liri, ne assumono la guida), si è dedicata al rilancio del genere fantastico e, come si dice nel suo sito web, “all’ampliamento della proposta editoriale. Non più solo horror ma anche letteratura di intrattenimento: gialli, fantasy, romanzi d’avventura, Sci-Fi, thriller e una finestra sull’attualità. L’idea è quella di far conoscere ai lettori italiani autori già noti e di grande successo all'estero ma non ancora pubblicati in Italia e proporre opere, assenti da tempo in libreria o ancora inedite, di grandi nomi (Ursula K.Le Guin, Charles Dickens, George Martin).”
Tutto ciò proprio in un momento difficile e di crisi dell’editoria e in  genere del commercio come quello attuale. Non posso esimermi quindi, come cultore e appassionato di fantascienza e fantasy, dal fare ancora  un “in bocca la lupo” di tutto cuore agli amici della Gargoyle, che in questi mesi ci hanno riproposto classici da tempo assenti sui banchi delle librerie come Città delle illusioni della grande Ursula Kroeber LeGuin e In fondo al buio (noto anche come La luce morente) di George Martin, splendido capolavoro fantascientifico del grandissimo autore statunitense. A Martin in particolare la Gargoyle ha dedicato poi grande attenzione,  presentando altri due ottimi romanzi più vicini all’horror e al gotico, vale a dire Fevre Dream, noto anche come Il battello del delirio, e The Armageddon Rag.
Nel campo della sf il merito maggiore della Gargoyle è forse quello di aver fatto conoscere ai lettori italiano quello che io considero uno dei migliori autori della fantascienza avventurosa americana degli ultimi venti anni, e cioè John Scalzi, con il suo ciclo più famoso, quello di Old Man’s War. Si tratta di una serie composta di cinque romanzi (Old man’s War, The Ghost Brigade, The Lost Colony, Zoe’s Tale e The Human Division) di fantascienza avventurosa di stampo militare, narrata però con un piglio ironico e vivace che rende le  storie estremamente godibili.
Morire per vivere, vale a dire il primo romanzo, narra la storia di John Perry, settantacinquenne vedovo da alcuni mesi, che si arruola nelle Forze di Difesa Coloniale (fdc) e si imbarca, insieme ad altri volontari, sull’astronave Henry Hudson. Qui, grazie a una tecnologia estremamente avanzata, la sua coscienza sarà trasferita in nuovi corpi e potenziati, dotati di una forza prodigiosa e di sensi molto sviluppati. Dopo un periodo di addestramento sul pianeta Beta Pyxis III, Perry viene mandato a combattere i Consu, una razza aliena fiera e intelligente. Grazie a una sua intuizione, le fdc vincono la battaglia. Tuttavia l’astronave del veterano Perry viene intercettata, attaccata e lui dato per morto. A salvarlo arrivano le misteriose Brigate Fantasma, forze speciali delle fdc, guidate da Jane Sagan, che somiglia in modo impressionante a Kathy, la defunta moglie di John. Le successive avventure di John e Jane sono raccontate nel seguito Le Brigate Fantasma, mentre la storia della famiglia intera (composta anche dalla loro figlia Zoe) è la base del terzo romanzo ancora inedito.
Nel campo del fantasy i meriti della Gargoyle sono ancora più evidenti, con la proposta di autori innovativi come Richard K. Morgan, autore di una serie di thriller fantascientifici dal forte impatto narrativo e qui presente con la saga de I sopravvissuti (e del suo seguito Esclusi), contraddistinta da uno stile piuttosto forte e violento, e da qualche eccesso in fatto verbale e di scene di sesso.
Di Joe Abercrombie, altro autore emergente ma già assai affermato nel fantasy odierno,  la Gargoyle ci offre The Heroes e Il Richiamo delle Spade (primo della trilogia delle Spade); si tratta di una serie ambiziosa ma molto ben scritta, ricca di personaggi negativi, antieroi, principi inetti e infingardi, guerrieri codardi e donnine spregiudicate che nulla hanno a che fare con gli eroi tipici della fantasy eroica classica.
E infine abbiamo Mark Charan Newton, con Le notti di Villjamur (qui abbiamo addirittura una tetralogia..), il mio preferito. Newton mostra una grande padronanza di tutti i temi del fantasy ma riesce, con maestria notevole, a raccontare in maniera nuova vicende che sembrerebbero trite e scontate nelle mani di un autore meno valido.
E’ curioso come tutti questi autori siano di origine britannica e, pur avendo profonde differenze tra loro, siano in qualche modo tutti e tre il risultato di una tradizione fantastica che ha le sue origini nell’opera di Mervin Peake e successivamente di Michael Moorcock, il primo a infondere un senso di cinismo e  profonda cupezza nell’heroic fantasy con il suo personaggio di Elric di Melnibonè, principe depresso e condannato dalla mala sorte a un fato inenarrabile. C’è anche, soprattutto in Mark Charan Newton, una netta influenza dell’opera e della bizzarria di China Mieville, l’autore più importante cresciuto negli ultimi tempi in Inghilterra (assieme a Ian Banks).
Guardando or ora il sito della Gargoyle Books mi sono accorto che è in programmazione anche il premio Hugo e Nebula dello scorso anno, Among Others di Jo Walton, autrice molto valida di cui ricordo alcuni ottimi romanzi distopici (Farthing e Halfpenny). Among Others è una storia di fantasy moderna narrata con grande maestria e pathos: la vicenda della giovane protagonista, figlia e discendente di una famiglia di donne dotate di poteri magici cresciuta però a pane e romanzi di fantascienza, mi ha profondamente colpito e la consiglio vivamente sia agli appassionati di sf che a quelli di fantasy.

Sandro Pergameno

2 commenti:

  1. Mark Charan Newton mi incuriosisce assai, W la Gargoyle allora!!!

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